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Predestinato…

di Alessandro Leproux

Numero 216 - Dicembre 2020 Gennaio 2021

Da Netflix a Disney+ è da tener d’occhio la carriera del giovanissimo attore Gabriele Rizzoli. Quando si dice “chi ben comincia”…


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Avete presente il detto “È bello ma non balla”? Bene, toglietevelo dalla testa. Perché Gabriele Rizzoli, quattordicenne romano, non solo balla da quando è piccolo, ma studia, canta e, nel tempo libero, fa l’attore di successo. Dopo un debutto di fuoco nei panni del giovane Aureliano nella serie Netflix Suburra, -taglio-Gabriele ci ha preso gusto ed è già nuovamente sugli schermi con la nuovissima serie targata Disney+ “I Cavalieri di Castelcorvo” (prodotta da Stand By Me per Walt Disney Company) in cui veste i panni del tenebroso Zeno, il cui sguardo da “bello da far male” ha già fatto impazzire le orde di giovanissime fan che si stanno appassionando alla serie. La prima stagione, partita il 6 novembre sulla piattaforma preferita dai giovanissimi (e non), si arricchisce ogni venerdì di tre nuovi episodi, per un totale di quindici puntate. Affascinante quanto pericoloso, il giovane Zeno è l’aiutante della perfida Stria, la potente strega di Castelcorvo che brama il potere e l’elisir per la vita eterna. Ma lontano dalle favole e dalle luci del set, Gabriele non solo ha le idee chiare, ma anche i piedi ben piantati a terra. Il talento, come la bellezza, è un ottimo trampolino di lancio, ma non basta per arrivare al traguardo senza disciplina e duro lavoro. Tutte cose che Gabriele conosce bene: sveglia alle sei di mattina, lezioni di pianoforte, di danza, allenamenti di karate, scuola di recitazione. E in mezzo a tutto questo la scuola e l’imprescindibile studio. A chi gli chiede “ma chi te lo fa fare?” risponde direttamente lui, sempre col sorriso tra le labbra. L’amore per quello che fa, unito ad un’educazione artistica gentilmente offerta da mamma e papà. È lo stesso Gabriele a confidarci di quel viaggio a Londra per vedere la messa in scena del musical “Il Re Leone” o di come il pianoforte lo accompagni praticamente da tutta la vita. Se poi ci aggiungi il sax e, perché no, pure il violino il quadro è completo. Anche lo sport è parte integrante della sua giornata, e oltre all’equitazione si destreggia nelle arti marziali, dove è già cintura marrone di karate. Il rischio, quando ti ritrovi a quattordici anni con un curriculum così, è ovviamente quello di montarsi un po’ la testa e perdere contatto con ciò che davvero è importante. -taglio2-Ma anche lì Gabriele dimostra una maturità sconosciuta ai più, di chi ha già chiaro cosa farà da grande, costi quel che costi. “I miei sogni?” – ci conferma, “continuare a potermi esprimere per mezzo dell’arte, in tutte le sue forme. E chissà, magari un giorno poterlo fare anche all’estero”. La strada intrapresa è quella giusta e dalle parti del laboratorio di recitazione di Massimiliano Bruno, dove Gabriele studia, se ne saranno accorti. Non è infatti facile interpretare il ruolo del cattivo, soprattutto se nella vita sei completamente l’opposto. A tal riguardo Gabriele ci confessa di essersi divertito moltissimo a mettersi nei panni del subdolo Zeno, in grado con un semplice sguardo di manipolare le persone e i loro comportamenti e con il quale sente di avere poco o nulla in comune. “Niente di più diverso da come sono io nella realtà! Non farei mai una cosa del genere.”. Qualche giovane fan può tirare un sospiro di sollievo. Giovanissimo, impegnatissimo e con una coscienza di sé (per parafrasare Svevo che tratteggiava un altro Zeno) che farebbe invidia anche a molti adulti. Nonostante sia nato nel pieno di quella che consideriamo la generazione social, tra Youtubers e storie di Instagram, Gabriele punta dritto alla meta senza farsi distogliere da vanesi richiami e cogliendo l’utilità del mezzo più che i suoi risvolti ludici. Alla fatidica domanda sul suo rapporto con i social network infatti risponde senza tanti giri di parole: “Non ho tempo da dedicargli. Utilizzo i social per la loro utilità nel potersi informare in tempo reale, ma i pochi momenti liberi della giornata preferisco passarli con gli amici e con la mia famiglia”. Che dire, citando un noto talent show televisivo, per noi è sì, assolutamente sì! E senza nemmeno bisogno dello sguardo ammaliatore di Zeno.





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