logo-editoriali

ORA DEL POST COVID

di Lucia De Cristofaro

Numero 219 - Aprile 2021

Mentre le persone fanno la coda per farsi vaccinare, gli economisti scrutano il futuro e nella loro sfera di cristallo, fatta di calcoli e statistiche, non vedono niente di buono. Un altro virus non sanitario, ma economico emerge all’orizzonte: “l’inflazione”


albatros-ora-del-post-covid

Un fenomeno che siamo riusciti a tenere bada in questi ultimi anni, ma che potrebbe riapparire in modo consistente non appena ritorneremo alla normalità. Almeno questo il responso degli economisti. I segnali, ahimè, sono già nell’aria, e anche se vari esperti invitano all’ottimismo, anche per evitare disastri in anticipo, -taglio- gli investitori di Wall Street e della City consigliano ai clienti di cominciare a cautelarsi: l’era dei prestiti a tasso zero potrebbe essere finita e la politica monetaria delle banche centrali e degli stati sarà forse modificata. La politica in tal senso appare decisa nelle azioni che dovranno accompagnare la ripresa, secondo le affermazioni del Ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, in quota “Lega”, dopo il discorso del Presidente del Consiglio Mario Draghi su tale argomento. Al primo punto del Piano Nazionale di Ripresa c’è l’innovazione tecnologica, che dopo l’esperienza Covid, ha dimostrato quanto l’Italia sia ancora arretrata in tal senso e che l’alfabetizzazione digitale non appartiene a tutti i cittadini, che l’hanno considerata sino ad ora marginale alla scuola e al mondo del lavoro, restando ancorati a vecchi schemi mentali. Si potrebbe eccepire che le scuole da anni seguono un programma specifico di innovazione tecnologica, e ciò è vero, ma l’innovazione è a scuola, non a casa, non nella cultura di genitori, che guardano alla Didattica a Distanza, come una emergenza per la quale non vale la pena di spendere soldi per i mezzi interattivi, a parte per il telefonico che poi risulterà utile anche dopo il Covid, anche le aziende italiane restano ancorate ai vecchi sistemi, costretti a concedere lo smartworking al tempo del lockdown totale,ma ora con la concessione, indipendentemente dai colori delle zone, di spostarsi per lavoro, non concepiscono che i loro impiegati, che sul posto di lavoro usano per le loro funzioni i computer per connettersi e creare contatti e contratti,-taglio2- possono fare ciò comodamente da casa, senza doversi recare necessariamente in azienda. Non c’è nulla d fare per gli italiani chi resta a casa a lavorare non è efficiente come in azienda, mai cosa non vera. Parliamo tanto di inquinamento, di rispetto per l’ambiente e poi… non realizziamo una reale e concreta rivoluzione lavorativa che permette di ridurre i costi personali dei lavoratori, ovvero i costi di trasporto, ridurre le emissioni CO2, meno auto in giro e tanto altro che verrebbe di conseguenza da una politica del lavoro strutturata diversamente. Spesso siamo propensi a pensare che la ripresa dipenda solo dai vertici politici, e di sicuro quest’ultimi hanno le loro responsabilità in una Italia, che solo a causa di una Pandemia ha scoperto un mondo interattivo, che andasse oltre i social utilizzati solo per salutarsi, per polemiche politiche, artistiche o personali e per presentazione di propri piatti gourmet. Non dimentichiamo che l’Italia registra dei ritardi e delle carenze delle infrastrutture digitali, che poi si traducono in “digital divide”. Infatti, solo 9 milioni di abitazioni attualmente sono coperte da rete ad altissima velocità, e ciò non garantisce una “cittadinanza digitale” a tutti. E’ importante, dunque, partire da un cambiamento di rotta reale per colmare il “digital divide” e recuperare i ritardi. Perché se si vuol far ripartire l’Italia come sono importanti tutti gli interventi economici governativi in tal senso e di importanza di base una digitalizzazione per tutti sia strumentale sia educativa, che possa farci vivere il terzo millennio, in modo qualificato e guardando ad un futuro, tutto proteso verso un mondo digitale sia a livello sociale sia a livello lavorativo, pensiamo alle smart city e a tutto ciò che la tecnologia ci mette a disposizione per vivere meglio, aiutandoci a prenderci i nostri spazi, riducendo spostamenti dispersivi e non sempre utili. Ripartiamo dunque da un cambiamento culturale, consapevoli che il futuro è già qui.





Booking.com

Booking.com