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Onestà intellettuale

di Pasquale Matrone

Numero 211 - Giugno 2020

L’intellettuale onesto non ha vita facile


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Ha bisogno di un lavoro, di una casa, di nutrimento, di risorse utili ad affrontare vecchiaia, malattia… Non è indipendente, a meno che non abbia avuto il privilegio di nascere ricco e, in quanto tale, dotato di un’autonomia economica idonea ad assicurargli la libertà di pensare e di parlare col solo intento di cercare divulgare e difendere la verità. -taglio-Montaigne, ad esempio, scrive e dice ciò che ritiene vero e giusto: se lo può permettere, possiede i mezzi per farlo; e, come lui, Alfieri, Manzoni, Verga, Croce… Orazio e Virgilio, al contrario, non possono: devono tutto a Mecenate. La stessa cosa vale per Vico e Gentile, entrambi padri di numerosi figli, poveri e costretti a lavorare per tirare avanti. Croce, benestante, può prendere le distanze dal Fascismo; Gentile, no, perché non può fare a meno del suo lavoro di docente universitario. E presso le corti dei Medici, degli Estensi e di Ludovico il Moro? E, dopo, con Mussolini, Hitler, Stalin, Mao…? Condizionati, blanditi con privilegi, plagiati, costretti a muoversi entro ‘recinti’ sorvegliati, intimoriti con avvisi allusivi o addirittura apertamente terrorizzati, poeti scrittori intellettuali e artisti in genere sono in balia del potere. Né le cose cambiano con la democrazia. Poiché editoria, giornali, televisione e università operano scelte quasi mai legate alla perizia e ai meriti, ne consegue, ancora una volta, che finti intellettuali, asserviti ai potenti, agiscono come fantocci grotteschi in ogni sorta di teatro. Oche starnazzanti, pappagalli boriosi, -taglio2-tromboni, omuncoli eccentrici e sculettanti, maestri di pensiero ruspanti e sordide comparse imperversano nei Talk show: urlano, si scambiano insulti, gareggiano in turpiloquio e vaniloquio…Maschere scontate! Personaggi prevedibili da commedia dell’arte, avvezzi a recitare a soggetto, pagliacci foraggiati dal padrone per denigrare, mentire… Gli intellettuali non avranno mai vita facile, se continueranno a essere devoti all’onestà. E, tuttavia, prendendo atto di questo limite, con senso di responsabilità, devono: continuare a farsi pungolo, spina nel fianco, voce fuori dal coro; restare refrattari ai privilegi spettanti ai buffoni al servizio del tiranno. Da viandante tenace, l’intellettuale, non rinuncia al cammino. Continua il suo percorso, pronto ad affrontare altri prevedibili ostacoli: l’invidia dei colleghi, il disprezzo dei potenti, gli intrighi mirati a delegittimarlo o a eliminarlo, la scarsa considerazione della gente nei suoi confronti, l’umiliazione di dovere essere giudicati da imbecilli o subire la vendetta di cretini fanatici.





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