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Oltre il muro

di Laura Fiore

Numero 192 - Ottobre 2018

Una delle capitali europee più visitate e più amate, Berlino è una città dai mille volti e sfumature, in grado di non deludere nessun visitatore


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Spiegare in poche righe la città di Berlino non è affatto semplice, infatti, l'importanza politica e culturale di questa città ha accumulato un grande numero di monumenti e musei da non perdere. Berlino è sempre stata culturalmente molto vivace, e ancora oggi viene riconosciuta come una tappa fissa per chi si ‘alimenta’ d’arte. Dopo 40 anni di divisione, Berlino si è trasformata, evoluta, diventando una delle capitali più belle del mondo. Forse la sua unicità sta nel fatto di avere mille volti: c’è il centro urbano super moderno, c’è la zona del lungofiume caratterizzata da localini a destra e manca, c’è la parte più hippie e trasgressiva, insomma ce n’è per tutti i gusti e per tutte le età. Una tappa da fare assolutamente è alla Porta di Brandeburgo, simbolo indiscusso di Berlino. È stata al centro di vittorie, sconfitte, rivoluzioni e sconvolgimenti politici, dalle guerre napoleoniche attraverso le guerre mondiali, il nazismo, la guerra fredda fino alla riunificazione della Germania. Oggi è un monumento che rappresenta la Germania riunita, ma è anche un monumento alla pace e visitarlo di sera rende il tutto ancora più suggestivo. Per molti, però, il simbolo della capitale tedesca è la famosa Alexanderplatz, dove inevitabilmente vi ritroverete a passeggiare durante la vostra permanenza berlinese. Non è una piazza architettonicamente bella, ma è uno spazio molto grande e sicuramente impressionante che ad ogni ora del giorno pullula di vita, di berlinesi e di visitatori da tutto il mondo. -taglio- Il Museo di Pergamo (Pergamonmuseum) è forse una delle cose che non dovete assolutamente perdere durante il vostro viaggio a Berlino, esso si trova sull'isola dei musei non lontano dal duomo di Berlino e anche chi non si interessa particolarmente di arte o di archeologia rimarrà impressionato soprattutto dalle opere monumentali che ospita il museo. A proposito del Duomo, invece, vale la pensa entrare e perché no salire fino in cima, così da poter godere di una vista strepitosa su tutta la piazza e sull’isola dei musei. Un altro luogo dove poter godere di un panorama incredibile è la cupola di vetro, caratteristica distintiva del palazzo del Reichstag, progettata da Norman Foster con l’intento di simboleggiare la riunificazione della Germania. Dalla cupola si ammira Berlino a 360 gradi, mentre sotto si può osservare la Camera del parlamento tedesco. Inoltre, nel cuore della cupola è presente una sorta di cono rovesciato ricoperto di specchi, che al di là del fine estetico serve a illuminare la stanza sottostante di luce solare, mentre lungo la sua superficie interna vi è l’accesso alla cima tramite un percorso a spirale. Dopodichè, è il momento del muro di Berlino che divise la città dal 1961 al 1989 durante gli anni della Guerra Fredda. Costruito dalla Repubblica democratica tedesca a partire dal 13 agosto 1961, aveva la finalità di separare la parte Ovest della città, controllata dalle forze americane, francesi e britanniche, dalla parte Est, controllata dai sovietici. Il Muro negli anni servì anche a evitare l’emigrazione massiccia dai paesi appartenenti all’ormai crollata URSS, e rese reale e tangibile quella “cortina di ferro” che separava, sia concettualmente che politicamente, l’Europa occidentale dal blocco orientale durante la guerra fredda. Oggi, poco è rimasto del Muro di Berlino nel suo sito -taglio2- originale, distrutto quasi ovunque. Molti pezzi del Muro sono stati danneggiati, sia dalla gente del posto che odia pensare a quegli anni, sia dai turisti, che si sono appropriati di frammenti da portare a casa come souvenir. Soltanto tre lunghi tratti sono ancora in piedi: Un tratto lungo circa 80m nella cosiddetta Topografia del Terrore, sito dell’ex quartier generale della Gestapo, a metà strada tra Checkpoint Charlie e Potsdamer Platz. Una seconda sezione lungo il fiume Sprea, la East Side Gallery, una galleria d’arte a cielo aperto in cui i resti del muro sono stati coperti negli anni con vari graffiti. Una terza sezione in parte ricostruita a nord di Bernauer Straße, trasformata in un memoriale nel 1999. Altri frammenti isolati, lampioni, posti di blocco come il famoso Checkpoint Charlie e un paio di torri di guardia restano ancora oggi visibili in varie parti della città. La parte che mantiene ancora oggi l’aspetto più originale dell’autentico Muro di Berlino è senz’altro il tratto attorno a Bernauer Straße, dove oggi sorge il Centro di documentazione del Muro di Berlino. Infine, bisogna dedicare del tempo anche al memoriale dell’Olocausto, costruito nei pressi della Porta di Brandeburgo, del Reichstag, dell’ex perimetro del Muro e dell’attuale quartiere degli uffici del governo. Copre una superficie di 19.000 mq. L’opera è dell’architetto newyorkese Peter Eisenman, che si è ispirato alle lapidi collocate nel cimitero ebraico di Praga. L’intero sito è coperto da 2.711 pilastri rettangolari di color grigio scuro di varie altezze e stazionano come sarcofagi immersi in un silenzio solenne. Queste lastre di pietra creano un labirinto con stretti cunicoli e sentieri nei quali è impossibile non avvertire il ricordo triste del passato tedesco.


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