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Note leggendarie

di Maresa Galli

Numero 179 - Luglio-Agosto 2017

La poesia di Battiato al Napoli Teatro Festival, ha regalato al numeroso pubblico partenopeo un concerto indimenticabile


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Giunto alla decima edizione, il Napoli Teatro Festival, organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival, organismo in house della Regione Campania presieduto da Luigi Grispello, è diretto, per il primo anno, da Ruggero Cappuccio, che ha scelto per l’esordio (in piazza, gratuito) della manifestazione Franco Battiato. “Conosco Franco da circa trent’anni e credo che nessuno meglio di lui impersoni questo ideale di unità creativa: musicista pop ma anche pianista classico, scrittore, regista di film, e pittore con la vocazione di ritrattista – spiega il drammaturgo, regista e attore - Quando gli ho parlato di questa possibilità è stato entusiasta di aprire una rassegna proprio a Napoli, città che ama moltissimo e soprattutto rispetta per la sua grande tradizione poetica e musicale. Non è una caso che solo di rado abbia affrontato il repertorio partenopeo, regalandoci peraltro una struggente ‘Era de maggio’. Le sue canzoni danno vita ‘ad un viaggio intorno alla natura dell’essere’.” -taglio- Battiato suona con due ensemble: la Symphony Orchestra di archi (diretta da Carlo Guaitoli) e l’Electric Band, mentre sullo schermo gigante montato sul palco scorrono le fotografie di Antonio Biasiucci e tre attori intrecciano versi poetici alla musica e alle videoproiezioni, completando il quadro musicale: Imma Villa, che interpreta “I Canti lungo la fuga” di Ingeborg Bachmann, Mimmo Borrelli, che legge passi di Giambattista Vico e Giordano Bruno, con lo stralcio dal “Libro secondo: dalla sapienza poetica” e Fabrizio Gifuni, che attinge dall’Auden di “Addio al Mezzogiorno”, saluto ad Ischia ed al Mezzogiorno. Battiato con la sua musica e gli stralci poetici recitati dai tre grandi attori accendono piazza del Plebiscito stracolma con la “Luce del Sud”, “sintesi di una straordinaria cerimonia musicale, poetica e visiva”. In piazza un unico settore riservato a quelle persone che “un posto in prima fila non l’hanno mai avuto”, come spiega Cappuccio, che ha voluto riunire, grazie al lavoro di accoglienza coordinato dalla Direzione Generale Politiche Sociali della Regione Campania, 28 associazioni, dall’Istituto penale minorile di Nisida alle donne vittime di violenza. -taglio2- I versi di Ingeborg Bachman interpretati da Imma Villa accendono la piazza che ritrova le canzoni più famose di Battiato, veri e propri hits, appartenenti per la maggior parte al periodo della prima metà degli anni Ottanta, forse quello del suo maggior successo commerciale (l’album “La voce del padrone”, dell’81, è stato il primo LP italiano a vendere oltre un milione di copie...) che non possono mancare in un suo concerto, frammenti ideali di una playlist: “L’era del cinghiale bianco”, “Up Patriots to Arms”, “No Time No Space”, “Shock in My Town”, “Sui giardini della preesistenza”, “Povera Patria”, “L’animale”, “La stagione dell’amore”, “Le nostre anime”, “La cura”, “Centro di gravità permanente”, “Voglio vederti danzare”, “Prospettiva Nevskij”, “I Treni di Tozeur” (indimenticabile il duetto con Alice), “Cuccurucucù”, la cover di “La canzone dei vecchi amanti - La chanson des vieux amants” (di Jacques Brel) e ancora “E ti vengo a cercare”, “Stranizza d’amuri”. Il pubblico in piazza accompagna Battiato cantando le sue canzoni e ballando sui ritmi più trascinanti. Un concerto di grande energia, ottimo “taglio del nastro” per il Festival.


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