Un nuovo ed avvincente libro per Pierfrancesco Atzori dal titolo “Agente doppio: Galina Obòrina, dal dottor Živago al dossier Mitrokhin”
Si intitola “Agente doppio: Galina Obòrina, dal dottor Živago al dossier Mitrokhin” il nuovo libro di Pierfrancesco Atzori. Un’opera che conferma il crescente consenso intorno all’autore, noto anche per la sua carriera istituzionale come viceprefetto. In questa occasione, Albatros Magazine lo ha incontrato per approfondire i temi e il percorso che hanno dato vita al volume.-taglio- Come nasce l'idea del libro "Agente doppio: Galina Oborìna, dal dottor Zivago al dossier Mitrokhin"? “L'idea iniziale del libro era quella di verificare una possibile azione della intelligence sovietica in Italia attraverso quelle che tecnicamente si definiscono misure attive (ovvero, influenza o ingerenza sulla vita di uno Stato target; in pratica le antesignane di quello che oggi si definisce guerra ibrida ) nella gestione delle conseguenze del c.d, scandalo Sifar del Generale de Lorenzo nel 1964. Come è noto, si trattava dii una gigantesca opera di dossieraggio in danno di intellettuali, politici, sacerdoti, funzionari statali condotta per fini assolutamente personali da de Lorenzo uomo di fiducia dell'allora Presidente della Repubblica Segni. Tutto il materiale relativo è contenuto negli atti di una commissione militare di inchiesta, la commissione Beolchini, dal nome del suo Presidente il Generale Aldo Beolchini, partigiano combattente. Leggendo le migliaia di carte mi sono imbattuto, quasi per caso, nel nome di Galina Oborina, citata in frammenti di conversazione, quasi a discolpa, da vari interrogati che si premuravano di affermare "non era un dossieraggio, ma un'operazione co controspionaggio puro ". Dal che la naturale curiosità di approfondire, anche perché il nominativo della Oborina riemerse ammi dopo nell'ambito della vicenda Mitrokhin( di cui il noto archivio trasportato in Occidente alla caduta dell'URSS) e nessuno aveva collegato il precedente della Beolchini.” Cosa l'ha spinta a rendere centrare il ruolo di Galina rispetto a tutta la storia?-taglio2- “Galina possiede il fascino tipico della spia letteraria pur essendo un personaggio assolutamente reale: è una accademica, una donna bella e libera da legami, riesce ad infiltrarsi con estrema naturalezza negli ambienti intellettuali della sua epoca, stingendo rapporti con giornalisti come Enzo Biagi, politici quali Ernesto Rossi, il coautore del Manifesto di Ventotene, addirittura con Celestino Segni, figlio del Presidente della repubblica Segni. E poi, cosa, ulteriormente singolare mentre il SIFAR è convinto di averla reclutata lei continua a lavorare per il KGB, e per questo è un agente doppio.” Tra i vari riscontri ricevuti, ce n'è uno in particolare di cui va fiero? “Vado fiero della prefazione che ha voluto concedermi il Prefetto Franco Gabrielli, già Direttore del Sisde, Capo della Polizia e Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio , che ha perfettamente colto l'essenza del libro e la connessione fra ricerca storica e sviluppi operativi.” Tra gli step futuri di quest'opera letteraria c'è una versione internazionale... “Si, è pronta la versione inglese che uscirà a breve sempre per i tipi di Efesto.” Le piacerebbe, in futuro, una trasposizione del libro in una forma audiovisiva? “Molti lettori mi hanno confessato che questo libro potrebbe rappresentare la base per una serie su Netlix o altre piattaforme digitali. Sono d'accordo.” E l'idea di un sequel del libro la esclude? “Sì, tutto quello che Galina poteva raccontarmi lo ha fatto e con generosità. Adesso sto finendo un nuovo libro dove torno ancora più indietro nel tempo, alla Roma del 1943 / 1944. Ancora spionaggio, ma in anni di guerra. Un'alta magnifica avventura.”