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Miriam Leone

Coraggio da vendere

di Gennaro Santarpia

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Appena ha calcato la passerella di Salsomaggiore Terme il pubblico l’ha notata, ed è il caso di dire che c’ha visto lungo: un grande carisma unito a bellezza e bravura è il mix che le sta portando davvero fortuna


Miriam Leone: un nome, una garanzia! È un po’ come la storia di Re Mida, quello che “tocca” diventa oro, o meglio dove c’è lei il successo è assicurato. Da quel lontano 2008, anno in cui vinse la tanto ambita fascia di Miss Italia, la sua carriera è esplosa, quasi come se stesse solo aspettando il momento più adatto. Conduttrice ed attrice, Miriam Leone, è oggi una certezza del mondo dello spettacolo, è riuscita a farsi spazio tra numerose aspiranti riuscendo ad incantare il pubblico con la sua bellezza e simpatia. Ha già ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui Ciak d'oro speciale Serial Movie come migliore attrice per "Non uccidere", ed ultimamente l’abbiamo vista anche al fianco di Dustin Hoffman nella serie tv di successo “I Medici”. È in grado di interpretare i ruoli più disparati, comici, drammatici, storici, senza mai far trasparire un minimo di difficoltà. Nella vita di tutti i giorni è una ragazza solare e sempre sorridente, tanto che è impossibile non essere di buon umore anche solo guardandola. Una romantica d’altri tempi, in questa intervista esclusiva ci parla del suo ultimo film “In guerra per amore” che la vede al fianco di Pif, e dove interpreta una ragazza degli anni ’40 pronta a tutto pur di coronare il suo sogno.

Ti abbiamo visto al cinema come coprotagonista del film di Pif “In guerra per amore”, com’è stato lavorare con lui? “Conosco Pier Francesco già da qualche anno e quando mi ha proposto di recitare al suo fianco in un nuovo film non ho esitato troppo ad accettare. Stimo molto il modo in cui si approccia a tutto quello che fa, che sia televisione oppure cinema; sia come attore che come regista è una persona che mette tutto il set in condizione di lavorare nella maniera più serena possibile, e questo clima è difficile da trovare in ambito lavorativo. Sono davvero contenta del prodotto finale, ma ripeto, non avevo dubbi; nel senso che appena letta la sceneggiatura è stato per me evidente che avrebbe ‘funzionato’.” -taglio- Il tuo personaggio – Flora – è una donna che vive durante il secondo conflitto mondiale, come sei riuscita a calarti nella parte e soprattutto nella “mentalità” dell’epoca?

“Prima di risponderti, devo dire che ho adorato interpretare un personaggio inserito in quel contesto storico. C’erano altri valori, altri modi di fare, che a pensarci adesso sembrano folli! Detto questo, per interpretare Flora, oltre ad aver fatto mille ricerche, ho incontrato donne che hanno vissuto davvero la Seconda Guerra Mondiale, chi meglio di loro poteva consigliarmi il tipo di atteggiamento che dovevo assumere per immedesimarmi nel ruolo alla meglio. Inoltre, ho visto anche molti vecchi film per riuscire a catturare ogni singolo dettaglio che riguardasse anche il modo di recitare dell’epoca. Spero che il risultato sia stato di vostro gradimento!”

Mettendo da parte Flora per un istante, Miriam Leone che tipo di donna è?

“Vorrei saperlo anch’io! – ride – Scherzi a parte, beh, mi reputo una via di mezzo tra ‘donna all’antica’ e ‘donna moderna’. Credo che conservare alcune abitudini vecchio stampo non sia affatto un’idea banale, ma allo stesso tempo mi rendo conto di dover contestualizzare il momento storico in cui vivo, quindi se dicessi ad un ipotetico mio futuro sposo di dover chiedere la mia mano a mio padre, che è dall’altro lato del mondo – cosa che accade a Flora -, credo che il tizio in questione inizierebbe a correre più veloce di Bolt!”

Essendo catanese, com’è stato recitare nei panni di una siciliana? “A dir poco fantastico, il personaggio di Flora mi ricorda mia nonna Angela che durante la seconda guerra mondiale aveva 20 anni, di lì a poco avrebbe dovuto sposarsi con Giovannino. Il destino, però, ha voluto che alla sua ma festa di fidanzamento si innamorasse del cugino del futuro sposo, il quale, per farla breve, è poi diventato mio nonno Angelo. Diciamo una nonna rivoluzionaria! All’epoca era impensabile troncare un fidanzamento a pochi giorni dal ‘si’, eppure lei ha avuto il coraggio di seguire il suo cuore senza preoccuparsi delle conseguenze.”

E tu in amore sei altrettanto coraggiosa? “Decisamente, da qualcuno dovevo prendere, il dna non sbaglia! Ho sempre vissuto l’amore con molta serenità, con questo non dico che è sempre stato tutto rose e fiori, anzi, ma ho sempre cercato di vivere una storia che mi facesse stare bene. Appena sento nella mia testa il suono della sirena d’allarme, mi faccio coraggio e prendo la decisione più giusta. Attualmente sono single, e mi va bene così! Non cerco l’amore, deve essere una cosa spontanea e può capitare ovunque e con chiunque, non ho mai avuto pregiudizi nei confronti di persone che non conosco e questo ha rappresentato per me, sempre un bene.”

Sei l’esempio concreto del binomio bellezza – bravura, come sei riuscita a scrollarti di dosso la mera etichetta di “Miss”? “Mah, l’etichetta si è staccata da sola col tempo. Non credo molto a quelle persone del mondo dello spettacolo che giustificano i loro flop dicendo che è stata colpa del lavoro svolto precedentemente, devi rimboccarti le maniche! Il pubblico non è stupido, e se vede che una determinata persona si impegna e migliora nel corso del tempo, inizierà ad identificarti per chi sei realmente, non per ‘la miss’, o ‘quella di rai uno’. Io ho fatto tanta gavetta ed ancora oggi ho tante cose ancora da imparare, ma ho sempre voglia di mettermi in gioco ed impegnarmi al massimo e la gente se ne accorge!”

Questo mese su Albatros parliamo di creatività, cosa rappresenta per te? “La creatività è tutto, specialmente per chi fa un lavoro come il mio. Se non si possedesse creatività sarebbe una noia affrontare la quotidianità. È una caratteristica essenziale, ma non solo nelle arti, anche nei rapporti. Al giorno d’oggi è difficile fare qualcosa di realmente innovativo, ma questo deve essere il presupposto da cui partire e sul quale non bisogna fossilizzarsi. Questa è la motivazione che mi spinge sempre ad accettare ruoli diversi tra loro, interpretare sempre lo stesso tipo di personaggio sarebbe un incubo.”

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“Non ho mai avuto pregiudizi nei confronti di persone che non conosco e questo ha rappresentato per me sempre un bene, un punto di forza”

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