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Mika

Cittadino del mondo

di Luca Guerrasio

numero 175

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È una delle più influenti ed amate star del pop internazionale, e dopo averlo ammirato al Festival di Sanremo, sono tante ed importanti novità le lo vedranno protagonista. A cominciare dal suo prossimo album


Sono passate solo poche settimane da quando, a Sanremo, si è esibito come ospite internazionale – anche se la cittadinanza italiana la meriterebbe ad honorem – portando sul palco dell’Ariston i suoi singoli di maggior successo, con il tutto condito dalla sua grande espressività e teatralità. A parte le doti da musicista e performer, non manca mai di dimostrare la sua bravura come “uomo di televisione”, tanto da far addirittura pensare a qualche insider ad una sua possibile candidatura al “dopo Conti” per il palco del Festival più amato dagli italiani. Intanto prossimamente lo ritroveremo di sicuro nella nuova edizione di “Stasera Casa Mika”, che prevede importantissime novità, ma soprattutto sarà impegnato fino alla prossima estate nel suo nuovo tour, durante il quale avremo modo di gustarci lo showman “cittadino del mondo” in giro per l’Italia, con tutte le date già quasi sold-out. Cominciando dall’ultima tua apparizione televisiva al Festival, hai chiesto a Carlo Conti di venire ospite nel tuo show. Sai bene che, tuttavia, lui il “suo” dopo tre anni l’ha lasciato. Magari ci hai fatto un pensierino? “Assolutamente no! È terrorizzante. Ho cantato per soli 15 minuti sul palco dell’Ariston e nelle 4 settimane precedenti avevo le farfalle nello stomaco. Ripetere quello che ha fatto Carlo negli ultimi tre anni è qualcosa di incredibile. È quasi impensabile, ci vuole tanta personalità e tanto lavoro, non solo nel gestire le cose quando vanno bene, ma anche quando subentra qualche problema. Sanremo è una grande macchina, e ci vuole una patente speciale per guidarla!” -taglio- Durante la tua esibizione sul palco dell’Ariston hai cantato “Jesus to a child” di George Michael. Come mai? “Beh, è una storia solo mia, personale. Ho lavorato tantissimo a Londra, però non l’ho mai incontrato né l’ho mai voluto incontrare, perché per me George Michael era come una divinità, cantanti come lui sono degli eroi internazionali e devono restare tali, al limite dell’inarrivabile. Quindi se l’avessi conosciuto sarebbe stato tutto diverso, sarebbe cambiato qualcosa. Per me è un mito, e resterà tale per sempre!” Passiamo invece agli ospiti che “vorrà incontrare” in occasione di “Stasera Casa Mika 2”. Chi ci sarà? “Eh, è ancora presto per dirlo! Ovviamente ci saranno dei cambiamenti importanti. Ho sempre visto Casa Mika come un musical dove poter raccontare la mia vita facendo divertire il pubblico italiano. La cosa bella di questo spettacolo è che non ha un format ben preciso, quindi lo posso modificare a mio piacimento, sperando di poter migliorare sempre di più. L’aspetto fondamentale su cui si baserà la nuova edizione è il voler esprimere di più alcuni concetti per me fondamentali, utilizzando un registro sia serio sia facendo sketch magari alla vecchia maniera, in stile anni ’70-’80!” Scriverai anche delle nuove canzoni per questa edizione? “Assolutamente sì! Ho alle mie spalle una squadra formidabile e tutti insieme sono sicuro riusciremo a mettere su uno show spettacolare. Con la squadra ogni giorno facciamo le due di notte, e ora che ho capito come funziona so di essere pronto anche per scrivere nuovi testi; riesco a gestire meglio il tempo e quindi penso che avrò ancora più tempo da dedicare alla scrittura.” Questi testi faranno parte di un nuovo album? “Alcuni sì. Sto già scrivendo il nuovo album e spero che sia pronto al più presto, ovviamente riporterò alcuni brani in ‘Stasera Casa Mika 2’.” Facendo un salto nel passato, da ragazzino, ai tempi della scuola, sei stato vittima di atti di bullismo. Che messaggio ti senti di lanciare a chi ancora oggi è costretto a subire tutto ciò? “A mio avviso non è un caso che chi scrive musica pop non sia mai stato famoso a scuola. La musica è la chiave della libertà, quando canti prendi una posizione dove riesci a farti sentire, dove puoi esprimere la tua opinione e ti rendi visibile. Quando ero a scuola mi sentivo invisibile e ogni volta che ero visibile, mi picchiavano! Cantando sapevo che un giorno ci sarebbe stata la possibilità di cambiare la mia vita. Devo tanto alla musica per questo. Il mio messaggio quindi può essere solo uno: quando non riesci a parlare e a farti sentire, allora canta!” Sei una star internazionale e la tua opinione è molto importante. Rispetto agli altri Paesi qual è lo stato di salute della musica italiana? “È molto interessante. Perché è un mix. Una cosa che sento dire spesso, ed è vera, è che non ci sono abbastanza band e soprattutto abbastanza posti in cui i ragazzi possono cantare ed esprimere le proprie idee. Manca completamente la cultura dei locali in cui si fa musica. Allo stesso tempo Sanremo potrebbe essere una grande vetrina e nel mondo è difficile trovare qualcosa di simile, però bisognerebbe partire anche più dal basso, da dove nasce tutto senza la pressione del grande pubblico.”

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“La musica è la chiave della libertà, quando canti prendi una posizione per farti sentire ed esprimere la tua opinione. Ti rendi visibile. Cantando sapevo che un giorno avrei cambiato la mia vita”

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