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Michelle Pfeiffer

Il lavoro non è tutto

di Tommaso Martinelli

Numero 210 - Maggio 2020

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“Non ho mai smesso di inseguire il mio più grande sogno: quello di avere sempre tempo per la mia famiglia”: la sempre bellissima attrice è ancora oggi madre presente ed attenta. Una donna vera e sincera, che non nasconde i suoi difetti


Ha superato la boa dei sessant'anni ma conserva la freschezza di quanto ne aveva la metà e vinceva un Golden Globe per “I favolosi Baker” accanto a Jeff Bridges, sfiorando anche il Premio Oscar. Michelle Pfeiffer, dopo anni di successi ed impegni cinematografici che, invero, negli ultimi anni la stanno vedendo sempre meno impegnata per sua scelta personale,-taglio- essendo in realtà ancora richiestissima, è tornata in auge con “Meleficent- Signora del male”, presentato in Italia a Roma solo qualche mese va, dandoci l’occasione di incontrarla. Ci ha raccontato di tutte le sue debolezze, del suo “momento d’oro”, dei ricordi di anni incredibili e dello sconfinato amore per i suoi due figli. Cui ha recentemente “dedicato” anche una linea di profumi. Finalmente ti rivediamo sul grande schermo con questa nuova pellicola Disney. Interpreti la regina Ingrid, antagonista di Maleficent, accanto a tanti altri grandi attori “prestatisi” a questo fantasy di grande successo. Cosa ti ha colpito, in particolare, del tuo personaggio? “Mi ha colpita per il suo essere così originale. Nel corso della mia carriera, io ho sempre affrontato tutti i ruoli nello stesso modo, anche quelli più difficili, ma quest'ultima volta, lo ammetto, mi sono divertita un po' di più! In Maleficent sono un essere umano ma ho cercato di giocare con il suo lato dark: mi sono divertita a rendere Ingrid multi-dimensionale, e soprattutto... cercando di essere cattiva! (ride, ndr)”. Qual è, secondo te, il fascino che i personaggi Disney esercitano sul pubblico? “La cosa che mi è piaciuta di più di Maleficent è che tratta in maniera fiabesca tanti argomenti ed emozioni che possiamo ritrovare anche nella realtà, che proprio una favola non è, e lo fa in una maniera molto più complessa di quello che solitamente si può ritrovare in pellicole del genere. Credo che questo sia un tratto dei film Disney che affascina da sempre il pubblico, e per questo arriva anche il successo al botteghino. Oggi tutti sono molto attenti, le produzioni sono innumerevoli e su dispositi anche più comodi del cinema, per cui se non lavori sulla qualità per fare davvero la differenza non hai scampo. E questo è quello che cerca sempre di fare la Disney in tutte le sue produzioni.” Hai parlato di pluralità di piattaforme ed ovviamente il pensiero va immediatamente alle paytv come Sky o a Netflix e finanche Youtube per l’utilizzo che se ne fa dal punto di vista seriale tra fiction e comedy. A fronte di tutto questo, quindi, come e quanto secondo te sta cambiando l’industria cinematografica? “Volendo prendere spunto proprio dal film, vediamo il personaggio di Aurora, sicuramente la più forte e la più resiliente rispetto alle altre due protagoniste, con una determinazione che la porta a per quello in credo, un messaggio che ad esempio, in questo caso, è in un certo senso molto femminista, ed oggi credo ci sia bisogno di spingere l’idea che le donne possono essere molto forti e pronte ad affrontare qualsiasi tipo di sfide. In questo probabilmente c’è il cambiamento del cinema: non ci sono più film che possono permettersi il lusso di un copione privo di messaggi o con una trama banale e troppo disimpegnata, altrimenti rischiano di non avere il minimo pubblico. Servono i contenuti, solo chi prende questa strada potrà avere successo.” Può questo essere anche un messaggio per i giovani, al di là del cinema: tenete duro e non fermatevi alle impressioni. Essere invece che apparire... “Assolutamente sì, ed un altro messaggio importate che il film promuove è quello dell’integrazione, dell’accettazione del diverso che può essere solo risorsa preziosa ed arricchente. C’è ancora tanto da fare in questo ambito anche se ritengo che le nuove generazioni siano molto più tolleranti rispetto a noi. Alcuni dicono che oggi sono tempi in cui tutto è esacerbato, ma la parte intollerante del genere umano c’è sempre stata, solo forse oggi la sentiamo in un modo più forte anche perché è più facile diffonderla attraverso i social. Dobbiamo invece accettare il nostro Pianeta con tutte le sue diversità e con la consapevolezza che quest’ultima non è solo una forza ma è anche un modo per sopravvivere.” Parliamo un po’ di te: nonostante la tua lunga carriera, ricca di soddisfazioni, non hai esitato a staccare la spina e a “sparire” dal mondo dello spettacolo per lunghi periodi... “Non ho mai voluto lavorare a tutti i costi, così come non ho mai smesso di avere bene in mente il fatto che il lavoro non fosse la mia priorità in assoluto. Per questo non ho mai smesso di inseguire il mio più grande sogno: quello di avere sempre tempo per la mia famiglia. Il mestiere di mamma, per esempio, vi posso garantire che non è meno creativo di quello dell’attrice. Perché ci vuole arte anche a crescere i propri figli...” Con i tuoi due figli, John Henry e Claudia Rose, che tipo di rapporto hai oggi? “Siamo molto legati, nonostante non viviamo più insieme perché loro, ormai, sono grandicelli. Sono felice del nostro rapporto perché si è evoluto anno dopo anno, all’insegna dei valori autentici con cui ero già cresciuta io. A loro due ho dedicato una mia linea di profumi che s’intitola Henry Rose, che coniuga il mio amore per la famiglia a quello per l’ambiente. Essendo io, da sempre, un’appassionata di profumi, mi sono sforzata di produrre nuove essenze che non contenessero sostanze pericolose come purtroppo spesso avviene.” Un tuo difetto? “Beh, credo di averne tanti. Alle volte penso di aver capito tutto della vita ma poi, puntualmente, non è mai così (ride, ndr). Spesso ho anche tanta ansia da prestazione e temo di non riuscire a fare bene le cose che mi vengono assegnate. Prima, inoltre, tendevo a controllare tutto mentre adesso ho fatto pace anche conn questo mio difetto, anzi credo proprio di essere migliorata. Il tempo porta saggezza e pazienza.”

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“Dobbiamo invece accettare il nostro Pianeta con tutte le sue diversità e con la consapevolezza che quest’ultima non è solo una forza ma è anche un modo per sopravvivere”

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