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MASSIMILIANO ROSOLINO

Uragano Max

di Laura Fiore

Numero 196 - Febbraio 2018

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Simpatico e travolgente, da quando ha smesso col nuoto si dedica ad altre (tantissime) attività, tra cui la sua famiglia


Fisico perfetto, occhi come il ghiaccio e un sorriso da scugnizzo, Massimiliano Rosolino a quarant’anni sembra ancora quel giovanotto spigliato che girava per le piscine più grandi d’Italia e del mondo vincendo medaglie a destra e manca (anche alle Olimpiadi). Oggi, lo ritroviamo ancora impegnato nel mondo dello sport, continua a nuotare e nel frattempo si dedica anche alla corsa. Da quando ha messo su famiglia, però, la sua priorità sono le sue bellissime figlie Vittoria e Sofia, che proprio come i genitori (Rosolino è sposato con la ballerina Natalia Titova ndr) hanno un bel caratterino ed un sorriso contagioso. Inoltre, in questi ultimi anni abbiamo avuto modo di ammirare Massimiliano Rosolino anche in tv come opinionista e anche come ballerino, ma come ci dirà in questa intervista resta pur sempre uno sportivo!

Prima di iniziare quest’intervista, come stai?

“Bene, anzi benissimo! Sono in un periodo della mia vita molto sereno, ho acquistato nuove consapevolezze ed imparato ad affrontare le situazioni con più tranquillità. Continuo a dedicarmi allo sport, perché senza sarei perso, e alla mia famiglia. Prima quando mi immaginavo a quarant’anni, non avrei mai pensato di essere ancora così pieno di vita e di entusiasmo!”

E come ti immaginavi?

“Mah, un signore simpatico, con un po’ di pancetta che guardava le sue figlie nuotare raccontando loro di quando ha vinto le Olimpiadi!”-taglio-

Le tue figlie hanno scelto liberamente di praticare nuoto? Tu quando hai iniziato a nuotare?

“Assolutamente sì! Hanno avuto la libertà di scegliere qualsiasi cosa, anche se mi avessero detto sumo, io non avrei fatto una piega! Io, invece ho iniziato a nuotare intorno ai sei anni, e fin da subito ho mostrato una certa predisposizione per questo sport, infatti, compiuti undici sono stato selezionato per il preagonismo. Per fortuna, però, ho avuto un’evoluzione standard, sono cresciuto senza nessuna fretta e ansia di ‘dover fare’, è avvenuto tutto in maniera naturale, anche se l’impegno e la costanza erano alla base di tutto.”

Come pensi sia cambiato il mondo del nuoto nel corso degli ultimi anni?

“In realtà, se ci sono stati dei cambiamenti, almeno nel nuoto, sono stati tutti positivi. Il nuoto è una disciplina che ancora oggi è ‘pulita’, nel senso che non si è lasciata contaminare da atteggiamenti negativi sia da parte degli atleti stessi sia da parte di chi lo guarda. Oggi, rispetto a quando ho iniziato io i ragazzi vengono seguiti molto di più ed hanno a loro disposizione figure professionali che vanno a lavorare non solo sulla tecnica, ma anche sull’approccio allo sport stesso.”

E tu hai mai avuto problemi di “approccio” alle gare?

“No, o meglio, non ci sono mai stati fattori così pesanti da poter influenzare le mie gare. Caratterialmente sono una persona che tende ad essere sempre positiva, che cerca di trarre il meglio da ogni situazione quindi anche dopo una sconfitta sono sempre riuscito a ‘rialzarmi’ abbastanza velocemente.”

Cosa consigli ai ragazzi che praticano questo sport?

“Come prima cosa di dar fiducia al loro tecnico nel momento in cui intraprendono un percorso insieme. Bisogna crederci, sapendo che nel nuoto il percorso stagionale è lungo, inizia a settembre e finisce ad agosto. Se si ha qualche domanda da fare... bisogna farla, senza avere paura! Anche io se tornassi indietro di qualche anno farei qualche domanda in più. Anche adesso, nonostante l’età – ride ndr - ho ancora voglia di imparare: l’unica strada per avere le idee chiare è far domande e confrontarsi.”

Hai sempre dichiarato che il tuo ricordo più bello è quello delle Olimpiadi di Sydney 2000 : hai vinto tre medaglie (oro nei 200 misti, argento nei 400sl e bronzo nei 200sl) gareggiando in Australia, che è stata la tua seconda casa...

”Sì, è stata un’Olimpiade speciale, mi sono sentito speciale mentre gareggiavo: sentivo che quello era il posto giusto per consacrarmi agli occhi del mondo. I Giochi si possono fare anche in un posto sperduto perché è un’esperienza unica, ma per me era un motivo di vanto poter gareggiare e vincere in Australia, a casa di mamma e in un paese al quale ero e sono tuttora attaccato sentimentalmente.”

Quando hai smesso di nuotare a livello professionistico, hai deciso di dedicarti alla tv. Com’è stato inserirsi in un mondo così diverso dal tuo?

“Non così difficile. Ovviamente sono entrato in punta di piedi, sempre come lo sportivo che va in tv, come è giusto che sia. Devo dire, però, che avendo un carattere espansivo, non ho avuto grossi problemi, l’importante è saper stare al proprio posto e comportarsi in maniera naturale, anche perché una cosa che ho capito della tv è che se fingi di essere qualcun altro il pubblico se ne accorge!”

Sei molto seguito anche su instagram e facebook, ti piace questo mondo social?

“Mah, si dai! Mi diverte molto poter condividere la mia quotidianità con milioni di persone, è un modo per farsi conoscere da una prospettiva diversa: Massimiliano è sì un ex nuotatore, ma è un papà, un maratoneta, e pure uno scemo!”

Insomma non ti fermi mai...

“No, chi si ferma è perduto! Mi piace essere sempre impegnato in iniziative che coinvolgono il mondo dello sport specialmente se si tratta di bambini e ragazzi! Dobbiamo dare l’esempio, cercando di comunicare attraverso il loro linguaggio e capirne i bisogni!”

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“Caratterialmente sono una persona che tende ad essere sempre positiva, che cerca di trarre il meglio da ogni situazione”

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