A ritmo di musical
Abbiamo incontrato la giovane performer per parlare di sogni, progetti e del suo prossimo impegno a teatro con “Caravaggio – A Rebel Rock Musical”
Lo diciamo sempre che il nostro paese è ricco di giovani talenti ed è sempre un piacere scoprirli. Tra di loro c'è Marianna Bonansone, performer che si è diplomata come Triple Threat Performer presso l’AMTA (American musical theatre Academy di Londra) e ha lavorato in numerosi musical come “The Phantom of the Opera”, “West Side Story”, “Cinderella” e “A Christmas Carol”. -taglio- Ora la troviamo nel cast di “Caravaggio – A Rebel Rock Musical” (prodotto dalla Golden Ticket Company) in tour dal 19 febbraio al 30 aprile. Noi l'abbiamo incontrata per farci raccontare qualcosa in più dei suoi attuali e futuri progetti, in esclusiva per Albatros. Iniziamo scoprendo qualcosa in più su di te: è nata prima la passione per la danza, il canto o la recitazione? «Ho iniziato ballando, perché mia madre ha una scuola di danza e quindi mi sono appassionata subito. Però il mio primo grande amore è stata la recitazione: ho iniziato da piccolina (a 9-10 anni) e mi ha permesso di scoprire me stessa. Devo dire che anche il canto è stato abbastanza catartico, perché aiuta a tirar fuori parti di te che non immagineresti mai che possano essere mostrate al mondo. Diciamo che poi c'è stata un'evoluzione: adesso, se dovessi fare una classifica, metterei la recitazione al primo posto, perché ciò che dà vita al personaggio è quello, poi si possono aggiungere il canto e il ballo». Il primo spettacolo/musical che hai visto e ti ha fatto innamorare del teatro? Invece la tua prima volta sul palco quando è stata? «Il primo spettacolo come spettatrice è stato il balletto “Giselle”: per me ha rappresentato un incanto visivo e me ne sono innamorata. Poi è stata la volta del musical “Cantando sotto la pioggia”, che ho trovato estremamente divertente e liberatorio. Però a far scattare in me il desiderio di fare questo lavoro è stata la partecipazione a uno stage con l'artista Christian Ginepro. Invece la mia primissima volta sul palco è stata a otto anni per La Nota d'Oro, un concorso tipo lo Zecchino d'Oro ma a San Damiano, che avevo vinto e questo mi aveva reso molto felice. Sono poi arrivati alcuni spettacoli amatoriali, ma la prima esperienza professionale di rilievo è stato “Excalibur, la spada nella roccia”. E da lì non mi sono più fermata». Ora sei nel cast di "Caravaggio - A Rebel Rock Musical". Ci parli del tuo personaggio? Cosa ami di questo spettacolo? «Amo il fatto di essere circondata da artisti di alto livello nonché persone umanamente splendide. Poi lo stile che è stato scelto mi fa impazzire, perché io ho sempre ascoltato musica country e il rock, che è proprio l'anima dello spettacolo. I personaggi vengono costantemente approfonditi, elaborati, si cercano sempre nuovi spunti, nuove idee per renderli più credibili e realistici: per me questo è il lavoro più importante, ciò che il teatro dovrebbe fare, ovvero portare qualcosa di vero. Per quanto riguarda il mio personaggio, Maddalena Antognetti, posso dire che sono innamorata di lei perché in alcune cose siamo molto simili e poi ha una forza, un'eleganza e una profondità che possono essere di ispirazione per le persone che solitamente amano starsene nella loro comfort zone. Lei invece si lascia guidare dall'istinto, in particolare quando deve salvare le persone che ama. E questo per me è qualcosa di inestimabile». Come vedi la scena teatrale e in particolare dei musical nel nostro paese? «Per quanto riguarda il musical vedo la scena in crescita, sia come proposta che come spettatori. Mi spiace solo che, spesso e volentieri, si punti al nome famoso per vendere più biglietti. Sono consapevole del fatto che queste dinamiche ci saranno sempre, ma non sarebbe male se diminuissero (la speranza è l'ultima a morire!)» Prossimi progetti, oltre a Caravaggio? «In questo momento, oltre a Caravaggio, c'è un progetto che mi sta molto a cuore che si chiama “Backstage”. Siamo in due: io e un cantante lirico, un tenore. Quello che proponiamo è un viaggio dall'opera al musical, che ha lo scopo di far riscoprire la nostra tradizione. L'opera, in particolare, è un genere che viene troppo spesso dimenticato, forse perché considerato distante, ma vorremmo far capire che non lo è perché in esso ci sono storie ed emozioni». Sogni nel cassetto? «Io mi considero una persona fortunata e felice, sia nella vita personale e artistica. Quindi mi basta continuare a vivere così».