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Madame

Generazione verità

di Claudia MInichino

Numero 223 - Settembre 2021

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Forse specchio della sua generazione, così veloce, libera e vera, l’artista si racconta e si mostra senza filtri, tra Sanremo, critiche, successi e tanto altro…


Madame, pseudonimo di Francesca Calearo, è un artista che ormai stiamo imparando a conoscere. Seppur giovanissima, è arrivata ad un pubblico già molto ampio, soprattutto grazie alla sua partecipazione alla 71esima edizione del Festival di Sanremo. Poliedrica, sincera, spregiudicata, così com’è, aveva già ottenuto notorietà grazie a “Sciccherie”, ma è probabilmente con “Voce” - la canzone con cui si è presentata in gara al Festival – che ha avuto modo di farci conoscere l’artista che è e che ambisce a diventare. Il 19 Marzo ha pubblicato il suo primo disco, che porta il suo nome artistico, “MADAME”, e che ha visto già molti riconoscimenti e certificazioni. Madame è un artista che ha le idee chiare su quello che vuole trasmettere al pubblico e su come fare la propria musica. Qui ci racconta delle sue influenze, passioni, dell’esperienza sanremese e molto altro… Iniziamo dalla tua musica. Il tuo mondo musicale è fatto di tanti incroci di stili. Ma quali sono gli ingredienti principali della tua arte?” “Allora, ti dico la verità, parte tutto dalla volontà di assecondare quello che è il mio timbro e quelle che sono vocali e consonanti che si addicono di più al mio tono, a livello proprio sonoro, di voce. Mentre a livello di linguaggio, utilizzo espressioni e racconto le cose in modo molto naturale, il mio linguaggio musicale rispecchia il mio linguaggio nella vita di tutti i giorni, rispecchia quello che sono come persona.” Quali le tue influenze musicali? “Sicuramente il cantautorato italiano è stato uno dei primi generi che mi ha ispirato. Negli ultimi anni ho preso spunto molto anche dal rap italiano. In generale, negli anni ho ascoltato anche molta musica internazionale, senza una direzione precisa però. Posso passare dalla classica al neomelodico napoletano fino al rock americano. Mi piace molto anche la musica russa, per dire. Mi piace spaziare, insomma, ascoltare molta musica diversa, lasciarmi ispirare da cose diverse.” A Sanremo la tua canzone, “Voce”, è piaciuta molto e spesso è stato detto che parli di un amore verso una donna, è vero? “No, questa canzone in realtà non parla di lesbismo, perché è una canzone che parla proprio alla mia voce, per questo parla al femminile. Tra l’altro ho scoperto che, a Sanremo, sono stata la seconda artista donna in 71 anni che ha portato una canzone d’amore che parla al femminile, e questa cosa mi stupisce. Io sono una grande promotrice di tutto il movimento d’emancipazione degli ultimi anni. Io stessa sono molto fluida, non ho dei binari precisi e quindi se ‘Voce’ è riuscita a dare anche quel messaggio lì – seppur non parli in modo mirato ad una ragazza – a me fa solo che piacere.” Allora qual è il messaggio che ti preme mandare a chi ti ascolta? “Sai cosa ti dico? Serenità. Dire – e dimostrare – che le etichette, le categorizzazioni, i giudizi, sono tutte cose che non fanno altro che alimentare discussioni e incomprensioni. Ognuno può essere felice – e forse più felice – guardando semplicemente la propria strada, ascoltando i propri bisogni. Questo genera libertà nell’individuo e dona libertà anche agli altri individui, in un ciclo positivo che si autoalimenta. Questo è vitale, è bello.” Sanremo è stata un’esperienza significativa nella tua carriera, ancora così giovane. La particolarità è che ti sei presentata come si presentano molti giovani oggi: sicuri, sfacciati, dirompenti, naturali. Ad esempio, la scelta di andare sul palco scalza è stata un riferimento o una scelta libera?” “Si, credo che sia la forza della nostra generazione. Abbiamo voglia di essere veri e di dire la verità, di sradicare vecchie consuetudini e di essere più liberi, più aperti. Questo mi piace molto e mi ci rispecchio appieno. La scelta di presentarmi scalza è stata, in realtà, una scelta libera, che non nascondeva un significato ‘sociale’. Più volte ho registrato anche dei videoclip scalza, a casa sto sempre a piedi nudi, anche passeggiando spesso tolgo le scarpe. Ti dico, è più una sensazione fisica, avere la pianta del piede appoggiata al terreno su cui sto camminando. E’ stata proprio quella sensazione a togliermi il 50% dell’ansia che avevo di salire su quel palco, sentire il pavimento sotto i piedi. Ho fatto questa scelta non ispirata a qualcosa di prettamente artistico, ma una scelta mia, per la mia persona.” Qual è il tuo processo di scrittura nella stesura dei tuoi testi? “‘Voce’ è nata in freestyle, per esempio. In freestyle perché non avevo ancora ascoltato la base e mi sono messa con il telefono a buttarla giù, un po’ a caso. Solitamente i miei testi nascono un po’ così, sono flussi di coscienza che durano dai 10 ai 15 minuti, poi prendo, porto in studio e registro. Anche l’album uscito il 19 marzo, contiene testi nati tutti un po’ in freestyle, seguendo il flusso delle mie emozioni, dei miei pensieri, anche semplicemente delle mie esperienze, quelle straordinarie e quelle ordinarie. L’ho chiamato “Madame”, come me, perché è una sorta di psicoanalisi e di auto-psicanalisi. Ci sono momenti di grandissima felicità e momenti di grandissimo dolore. Non manca la leggerezza così come non manca la pesantezza assoluta, un po’ come la vita, forse, che ha bisogno di entrambi gli ingredienti. Essendo stato il mio primo disco, non avevo grandi aspettative. Sono semplicemente stata molto contenta di averlo fatto e di averlo fatto come dicevo io, con l’aiuto di persone che stimo.” Hai ricevuto molti attestati di stima, in questi ultimi tempi. Come gestisci, avendo solo 19 anni, tutto questo successo? “In realtà, gestire è una parola veramente molto grossa. Ti posso parlare dei “focus”. Metto diversi focus nel corso delle mie giornate e delle mie settimane. Mi concentro step dopo step. Se avessi una visione d’insieme, o comunque se mi mettessi a ragionarci sopra, andrei nel panico più totale conoscendomi. Quindi adesso sono qui, poi mangio, poi lavoro. Divido un po’ la mia giornata in settori, per gestire un po’ tutto quello che sta accadendo. Avanzo piano, la vivo come viene. Per me è il modo migliore.” Sei passata molto velocemente ai primi traguardi della tua carriera. Nella tua vita vai così veloce o è stato un caso? “La verità? La mia esistenza è molto più veloce di così (ride, ndr), nella musica sono stata anche troppo lenta. Ho una vita molto frenetica, piena di qualsiasi tipo di emozione, di intensità di qualsiasi genere e natura. Bellissima domanda, tra l’altro, ti ringrazio. A me piace così e sono contenta che la mia vita musicale rispecchi anche ciò che è la mia vita in generale.”

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