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LORETTA GOGGI

di Sacha Lunatici

Numero 216 - Dicembre 2020 Gennaio 2021

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“Credo che l'educazione alla prevenzione in famiglia sia importante anche e soprattutto per i giovani. Pensano di essere indenni e indistruttibili, purtroppo non è così”


Loretta Goggi, archiviata l’esperienza di giudice a “Tale e Quale Show” su Rai1 e vista da poco al cinema, prima della chiusura delle sale nel film “Burraco Fatale”, accantona i panni da diva e si mostra come donna con le sue problematiche di salute abbracciando la nuova edizione della campagna di sensibilizzazione sulla fragilità ossea -taglio-“Fai vincere le tue ossa”, nel ruolo di testimonial, mettendoci la faccia perché è un problema che la riguarda personalmente. “Osteoporosi? La terapia non è un gioco. Seguila” è il claim della campagna che vede la Goggi protagonista sui mezzi digitali, la carta stampata e in uno spot TV. Come è nata la sua collaborazione con questa campagna di sensibilizzazione? “Sono sempre stata vicina a tutto quello che è prevenzione. Adesso mi avventuro in questa campagna “Fai vincere le tue ossa” sulla fragilità ossea e sono contenta di farlo, perché è un tema che mi riguarda molto da vicino. Quando mi associo ad una iniziativa è perché la vivo anche sulla mia pelle, in questo caso sulle mie ossa, e con questa iniziativa vogliamo promuovere la corretta informazione sul problema della fragilità ossea e rendere le donne consapevoli sull’importanza di non trascurare la salute delle proprie ossa e prendersi cura di sé in modo costante e convinto. Anche in un momento difficile come questo, con l’emergenza sanitaria COVID-19, è importante ricordare a tutti che è essenziale continuare a seguire i consigli del medico di fiducia e non interrompere le cure.” Come mai il tema la riguarda molto da vicino? “Negli anni, nonostante varie piccole fratture e distorsioni dovute a distrazioni e alla mia attività lavorativa, ho iniziato a preoccuparmi seriamente con la menopausa. Con gli approfondimenti fatti con la ricerca ossea ho scoperto di avere una fragilità ossea ai polsi tanto che dovuto imparare a cadere, nel senso che prima, ogni volta che cadevo mi riparavo la faccia con le mani e le braccia, adesso che so di questa estrema fragilità so che devo cercare di cadere su un fianco. Ora mi sto curando. Io amo la danza e finché ho potuto l’ho fatta, anche se sono la negazione della danza avendo una conformazione del bacino tutto indentro, quindi spaccate e altre belle acrobazie non le ho mai potute fare. Poi ho cominciato a fare con mio marito della ginnastica che m’insegnava lui.” Cosa le ha insegnato suo marito? “Tutte le volte che cadevo mi diceva: non sai cadere perché tu cadi come un piombo! (sorride, ndr). In realtà ho imparato che bisogna aiutare la caduta, che detta così sembra facilissimo, ma in realtà non lo è perché sono frazioni di secondi, infatti sono caduta e mi sono fratturata diverse parti delle braccia. La teoria l’ho imparata: nel momento in cui vedi che stai inciampando, bisognerebbe fare una sorta di piccolo salto. In pratica: lo faccio ancora d’istinto con le braccia, ma ci sto lavorando per cercare di cadere meglio, non di faccia e senza rompermi nulla! (sorride, ndr).” Segue qualche altro accorgimento salutare? “Purtroppo con la menopausa qualche kg l'ho preso e quindi mi tengo rigorosamente a dieta evitando di mangiare insaccati, che invece mi piacciono da morire! (sorride, ndr). Tutto quello che mi piace non lo posso mangiare. Faccio la brava, però non gioisco di queste privazioni e ci mancavano pure le restrizioni del covid-19. Credo che sia molto importante psicologicamente tenere in allenamento la testa e non buttarsi giù. Come hanno detto tanti medici, cercare di supplire a quello che il nostro fisico non ci consente più come una volta e mettere in moto il cervello e di interessarsi a fare tante cose.” Per esempio? “Io cammino a passo costante e mi guardo attorno perché la vita e la natura ci offrono cose meravigliose che non guardavamo più prima andando sempre di fretta. Adesso abbiamo un po' di tempo per le attività all’aria aperta e mi fanno sentire bene. Io sposo sempre le cause di cui mi sento possibile testimone e vittima. Ho avuto tanti problemi di cancro in famiglia, tante problematiche che mi hanno costretto a non fare lo struzzo ma a guardare la realtà in faccia. Mia madre come tanti anziani ha avuto la frattura del femore ed ero convinta che l'osteoporosi fosse una sorta di invecchiamento delle ossa dovuto all'età, invece ho scoperto che c'è la possibilità di rompersi le ossa ripetutamente che esistesse un’osteoporosi in forma di fragilità cronica nel senso che ci si può anche nascere.” Da testimonial che vive sulla propria pelle questa problematica che messaggio vuole mandare? “La fragilità ossea è importante conoscerla e per questo bisogna fare prevenzione. Spero che questa campagna di sensibilizzazione aiuti chi soffre di fragilità ossea a farlo nel modo migliore, puntando sulla prevenzione e sul ruolo decisivo del dialogo con il medico curante. Credo che l'educazione alla prevenzione in famiglia sia importante anche e soprattutto per i giovani che pensano di essere indenni e indistruttibili. Se crescessero in una famiglia dove la prevenzione è un fatto normale, non legata a una patologia immediata anche i giovani si abituerebbero a farlo di routine, non voglio dire che è la soluzione dei mali ma un aiuto lo può dare sicuramente in maniera importante.” E alle persone di fascia d’età più matura? “Ho compiuto da poco settant’anni e faccio i controlli periodici per valutare la salute delle mie ossa. Credo di rappresentare una fascia di età particolarmente interessata al problema, fascia che sono ben felice di rappresentare sia come cittadina attiva, nonostante qualcuno dica che siamo diventati inutili, sia per il fatto di avere un’età con la quale tutti coloro che seguiranno questa campagna si possano identificare. Novità di questa edizione della campagna è il Numero Verde 800.888.844 a disposizione dei cittadini per rispondere a domande.”

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