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Linfa Vitale

di Paolo Carotenuto

Il musical Siddhartha torna in Italia pronto a conquistare una nuova fetta di pubblico, e soprattutto a diffondere un credo importante, basato sul “condividere”


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A quattro anni di distanza dal grande successo di pubblico e critica ottenuto dal primo tour italiano, l’opera pop “Siddhartha - the musical” torna in Italia per quattro imperdibili ed attesissime date. Dal 2 al 5 febbraio al LinearCiak di Milano, andrà infatti in scena lo spettacolo nella sua nuova veste internazionale, con scenografie, costumi e coreografie rinnovate ed ulteriormente perfezionate. Lo spettacolo, prodotto da “Lilith sa” Gloria Grace Alanis, rappresenta l’eccellenza italiana anche all’estero – cosa che ci rende molto fieri - grazie alle rappresentazioni fatte anche al di fuori dello stivale, come ad Edimburgo, Parigi, New York, Los Angeles e, la più recente, a Guadalajara in Messico. Inoltre, tra i tanti riconoscimenti attribuiti a quest’opera, ”Siddhartha” è stato anche il primo musical interamente italiano distribuito dalla Broadway International Company, LLC, grazie a cui sono stati possibili altrettanti tour nei più importanti paesi asiatici: India, Cina, Giappone, Corea, Brunei e molti altri. Tratto dall’omonimo libro di Herman Hesse, il musical, scritto da Isabeau, Fabio Codega e Fabrizio Carbon, racconta la continua ricerca verso l’illuminazione da parte di un principe, interpretato dal bravissimo Giorgio Adamo, destinato al lusso e alla sola bellezza che, spogliandosi delle sue preziose vesti, lascia il suo castello dorato per scoprire la vera essenza della vita e le ragioni della sofferenza, sentimento da lui poco conosciuto. -taglio- Tema da considerare decisamente attuale e che si sviluppa attraverso un susseguirsi di quadri scenici ed emozioni che coinvolgono il pubblico e lo stupiscono fornendo numerosi spunti di riflessione. In un’epoca di crisi e di grandi trasformazioni socio-economiche e valoriali, la storia di Siddhartha rivela il senso profondo del vivere e spinge ad occuparsi gli uni degli altri e ad aiutarsi reciprocamente. Lo spettacolo, messo in scena da un grande cast di cantanti e ballerini, rappresenta tutte le più importanti emozioni dell’esistenza umana: la gioia della nascita, il fulgore della gloria, il dramma della morte, la strenua lotta dell’ autentica ricerca interiore e la completa felicità nella ritrovata illuminazione e la propria strada. È impossibile non restare incantati guardando lo spettacolo di John Rando nella sua totalità, e soprattutto non aver voglia di cercare la propria di illuminazione. Le musiche, inoltre, coniugano echi della antica cultura indiana e sonorità più contemporanee creando un mix -taglio2- travolgente e, insieme alle scenografie e alle maxi proiezioni, avvolgono gli spettatori in un’esperienza multisensoriale. Importante il contributo musicale di Beppe Carletti dei Nomadi, che firma un finale emozionante e coinvolgente, e del flauto di Osvaldo Pizzoli che ricrea esattamente l’atmosfera tipica del contesto sociale e culturale di Siddharta. Una messa in scena grandiosa, con elementi materici quasi dall'effetto 3d, che non solo illustrano quello che sta attorno al protagonista, ma anche quello che sta dentro: i passaggi, i visi incontrati nel cammino, i mandala, l'albero della vita. Le coreografie è come se parlassero e ciò che rende questo spettacolo unico nel suo genere è la coralità di tutti i personaggi che stanno attorno al principe Siddhartha e che lo accompagnano nel suo percorso di crescita. Una trama molto intellegibile, chiara, nonostante il tema filosofico e spirituale, esserci è assolutamente d’obbligo, quindi non prendete impegni e correte subito a teatro!





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