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Legami indissolubili

di Yvonne Carbonaro

Numero 195 - Gennaio 2019

Con “Girasoli al vento” Annella Prisco rende omaggio al padre Michele, un grande tra gli scrittori del nostro novecento


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Il desiderio di tenere vivo, sia pur idealmente, il legame con il padre, il grande scrittore Michele Prisco (oggi non abbastanza ricordato) e di riavvivarne la memoria nei lettori, aveva indotto Annella, a pochi mesi dalla scomparsa, a scrivere quelle pagine pubblicate nel 2005 con il titolo “Chiaroscuri d’inverno”, edito allora da Graus. Ora a 15 anni da quella stessa dolorosa ricorrenza, il medesimo desiderio la induce-taglio- a riprendere quello scritto e a riproporlo arricchito di un’overture esplicativa di pensieri e propositi ma anche di considerazioni sulle differenze che intercorrono nel lasso di tempo tra quegli anni e l’oggi, chiedendosi come suo padre, che amava scrivere con la penna, avrebbe accolto l’invasione dominante dell’odierna tecnologia. Ricordi, riflessioni, considerazioni sono dunque gli elementi chiave che formano l’impalcatura di questo nuovo “Girasoli al vento - Riflessioni e ricordi su mio padre”, ed. Guida. Annella parte dai ricordi del padre “maestro di umanità e di pensiero” e chiude con frasi del diario che egli aveva scritto su di lei quando era bambina. Il suo esempio, la sua presenza, i bei momenti trascorsi insieme sono sempre vivi nella sua vita. Glielo ricordano la casa, la poltrona, la scrivania, la parete libreria, il giradischi, gli oggetti. Pienamente consapevole del valore e dell’importanza delle sue pubblicazioni, lei non si sofferma a parlare dello scrittore, bensì del papà attento e amorevole e delle sue qualità umane. Dagli insegnamenti paterni trae spunto per le riflessioni sui valori e sul senso dell’esistenza passando in rassegna una serie di figure femminili i cui comportamenti sono emblematici delle -taglio2-difficoltà a comunicare, ma anche a rapportarsi con gli altri in un mondo rapidamente e negativamente in costante trasformazione. Anche i riferimenti ai collaboratori domestici extracomunitari della sua famiglia, alla sorella e ai nipoti, al mondo degli adolescenti, diventano occasioni per ragionare sui valori ma anche sui tic della società attuale: voglia di apparire, massificazione, ipocrisia, rapporti virtuali. Un libro-diario nel complesso breve ma molto intenso e significativo per le notazioni sull’umana natura e una scrittura letteraria, a tratti lirica, con suggestive descrizioni dei luoghi e della natura, che sono anche descrizioni di stati d’animo e profondi momenti di meditazione. Con leggerezza e senza vittimismi, Annella in apertura fa anche un fuggevole accenno al confronto con la grandezza della figura paterna a cui è abitualmente sottoposto un figlio d’arte da parte della società. Il titolo e, di conseguenza, l’immagine in copertina rispondono al concetto espresso dall’autrice secondo cui tutti noi siamo “girasoli al vento, mossi dalla corrente delle incognite, del mutare repentino degli scenari, ma con la capacità di rivolgere, nonostante tutto, sempre lo sguardo verso il sole...”





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