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Le nuove frontiere della didattica

di Adriano Fiore

Numero 232 - Luglio-Agosto 2022

La Dirigente Scolastica Maria d’Esposito, della Direzione Didattica Statale Scafati 1, spiega il percorso didattico, lungo otto anni al centro del Convegno da lei promosso: “Apprendimento Cooperativo: un percorso di ricerca - azione lungo 8 anni”


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“La ricerca-azione è uno dei capisaldi della nostra metodologia educativo-didattica applicata in tutte le classi da ben 8 anni. Questo convegno regionale vuole essere un modo per fare sia un bilancio degli anni di lavoro profusi dai docenti in questa direzione metodologica sia uno sprono per continuare ed affinare sempre di più le attività relative, con uno sguardo agli altri gradi di scuola al fine di poter realizzare pienamente il curricolo verticale, importantissimo per la crescita delle nuove generazioni.” -taglio- – spiega la Dirigente Maria D’Esposito. Il parterre del Convegno dal titolo: “Apprendimento Cooperativo: un percorso di ricerca - azione lungo 8 anni”, dello scorso 29 giugno, tenutosi nella sala conferenze della Direzione Didattica Scafati 1 – Scafati. Infatti a dare il loro indirizzo di saluto, dopo la promotrice del Convegno la Dirigente d’Esposito: Pasquale Di Fenza, Consigliere della Regione Campania, Cristofaro Salvati, Sindaco della Città di Scafati, Daniela Ugliano, Assessore alla Pubblica Istruzione di Scafati, Vincenzo Santonicola, Presidente S. S. A. M.Anardi, Alessandra De Robertis, Direttore della Fondazione Sinapsi. Il Convegno che vanta il patrocinio Morale della Regione Campania e della Soc. Sc. Associazione medica Anardi è stato realizzato collaborazione con l’Associazione “La luna al guinzaglio” e la “Fondazione Sinapsi”. I relatori hanno proposto significative riflessioni sulle metodologie di un apprendimento: il prof. Piergiuseppe Ellerani, Professore Associato Unisalento, "Il gioco dell'apprendimento. Scuola e territorio in azione", Francesca Porrari, Responsabile dei servizi alla persona e Vicedirettore Fondazione Sinapsi , "Progettare la cooperazione per attivare responsabilità, Gino Annolfi, Vicepresidente Proteo Fare Sapere Puglia, e Rosa Porcu, Ricercatrice di simbolico femminile di ARIAC, "Esercizio di ammirazione per la scuola di Scafati", con le conclusioni affidate al Dirigente Scolastico Michelangelo Riemma, prof. Pedagogia Speciale e didattica dell'Inclusione- Università Giustino Fortunato- Benevento. A chiudere l’intensa mattinata, continuata, poi, con i work shop pomeridiani, è stata la Dirigente Scolastica, organizzatrice dell’evento, Maria d’Esposito. Non solo un convegno quello che si andrà a realizzare, ma una intensa giornata di lavoro sul campo, considerato il programma… “Sì, abbiamo scelto affinché il convegno non fosse solo una riflessione muta, ma una sorta di melting-pot di input favorevoli, che arrivano dalle persone che interverranno al mattino, su cui discutere, poi, unitamente alle esperienze, nel pomeriggio workshop dedicati, in modo che nulla di quello che si è detto in mattinata vada perduto, ma venga applicato in contesti lavorativi. Ecco perché i workshop sono caratterizzati da una strumentazione che viene data ai docenti, un input di lavoro che può essere spendibile nella pratica quotidiana dell'educazione.” Nomi importanti quelli che arricchiranno il convegno con le loro relazioni…-taglio2- “I nomi illustri presenti al Convegno non desiderano sminuire il lavoro che i docenti che già hanno fatto su tale metodologia applicandola nella quotidianità della didattica, ma semplicemente perché abbiamo con noi il padre fondatore di tale metodologia, il prof. Ellerani, e mi sembrava un giusto riconoscimento al contributo lavorativo dei docenti conoscere la persona che per primo ha introdotto la metodologia è che potesse in situazione aggiungere delle ulteriori indicazioni sull'apprendimento cooperativo, secondo il prof. Ellerani, la stessa è considerata una metodologia “ecologica”. Questo fa capire l’ampio spettro in cui si muove questo tipo di metodologia che ormai è usata all'interno di un costrutto metodologico del primo circolo. Ascoltare le indicazioni metodologiche dal fondatore sarà di sicuro un arricchimento per continuare nell'uso della stessa metodologia sempre in progress.” *Questa metodologia nel 1 Circolo è solo un esperimento progettuale di alcune classi, o viene utilizzata da tutte le classi, inserita nel PTOF?** “Il nostro PTOF ha nel suo interno l’apprendimento cooperativo come metodologia applicativa per tutte le classi e nella nostra brochure realizzata per il convegno abbiamo esattamente chiarito tale scelta, pensando ad una pallina che rotola che, come in un flipper, inizia a toccare tutti i vari ambiti, generando e sviluppando delle competenze. Il merito della nostra scuola è stato quello di recepire queste buone prassi e ad inserirle nel PTOF, assumendole come metodologie d’Istituto.” Pronti a riflettere su quello che i luminari del Cooperative Learning hanno detto al Convegno, restiamo in attesa di poter non solo assistere al festeggiamento del decennio di applicazione metodologica, ma già il prossimo anno conoscere gli sviluppi di una scuola all’insegna dell’inclusione.





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