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Le infezioni delle vie urinarie

di Alfredo Salucci

Numero 204 - Novembre 2019

Le infezioni delle vie urinarie (IVU) rappresentano una patologia molto frequente che interessa tutte le età dall’infanzia alla vecchiaia, con un’incidenza maggiore nelle donne adulte


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Le infezioni delle vie urinarie (IVU) rappresentano una patologia molto frequente che interessa tutte le età dall’infanzia alla vecchiaia, con un’incidenza maggiore nelle donne adulte. Le IVU si distinguono in sintomatiche e asintomatiche. Le sintomatiche si associano a una serie di sintomi: bruciore durante la minzione, tenesmo vescicale (bisogno urgente di urinare), dolore al fondo schiena, dolore addominale sopra il pube, stanchezza, malessere generale, febbre. Le urine possono essere torbide, scure, con la presenza di sangue e di cattivo odore. Le IVU vengono classificate in non complicate e complicate. Le IVU non complicate si registrano generalmente in soggetti sani con vie urinarie sane e funzionanti. Fanno parte di questo gruppo le cistiti, le pielonefriti e la batteriuria asintomatica. Le IVU sono classificate come complicate in presenza di fattori di rischio che possono favorire l’insorgenza e la persistenza dell’infezione come alterazioni strutturali o funzionali delle vie urinarie per la presenza di cateteri o di calcoli. Ma possono essere anche complicate da patologie non urologiche come il diabete mellito, le neoplasie o le malattie che provocano immunodepressione.-taglio- Le IVU vengono anche distinte in acute e croniche. Si definisce infezione urinaria acuta quando si registra un solo episodio isolato nel tempo che non si ripresenta, cioè non ricorrente. Si parla di IVU cronica non complicata quando si susseguono due o più episodi in 6 mesi di IVU causata da germi non ospedalieri o 3 o più episodi nel corso degli ultimi 12 mesi. È chiaro che di fronte ad una IVU bisogna tener conto i vari aspetti che devono guidare la diagnosi e la terapia: età del paziente, sesso, presenza di gravidanza, condizioni generali e considerare, inoltre, se l’IVU è complicata oppure no, individuare, infine, la sede dell’infezione e controllare la presenza di eventuali fattori di rischio.
La diagnosi è relativamente semplice in presenza di sintomatologia, ma va confermata con una urinocoltura e un esame delle urine, allo scopo di identificare il microrganismo che causa dell’infezione. Gli agenti patogeni che più frequentemente causano una IVU sono il batterio escherichia coli nell’80-85% dei casi, batterio presente normalmente nel nostro intestino. Altri batteri sono il Proteus, la Klebsiella, l’Enterobacter, l’Enterococco faecalis e lo Pseudomonas. Meno frequentemente sono causa di IVU funghi e virus. È bene ricordare alcune condotte che possono ridurre il rischio di contrarre una IVU come: evitare prodotti che possono irritare l'uretra, una corretta igiene intima prima e dopo i rapporti sessuali, evitare durante l’igiene intima di trasferire batteri -taglio2-presenti nelle feci all'uretra, ciò vale soprattutto per donne. Inoltre è consigliato di bere molta acqua, di urinare frequentemente, di cambiare spesso i pannolini dei neonati e dei pazienti portatori di presidi per l'incontinenza urinaria e fecale, evitare indumenti intimi stretti e di tessuto sintetico, infine si suggerisce di regolarizzare l'intestino. Per porre la diagnosi spesso sono sufficienti l’anamnesi e l’esame obiettivo. In ogni caso, è bene sempre confermare il sospetto diagnostico con un esame delle urine e una urinocoltura. Nel caso non si giunga a una diagnosi sarà necessario approfondire il caso con ulteriori indagini richieste dal medico curante e dallo specialista nefrologo o urologo. La terapia si basa sulla somministrazione di antibiotici prescritti in base all’antibiogramma effettuato e al tipo di IVU se complicato o meno. Come scritto sopra, i batteri sono per la maggior parte dei casi i responsabili delle IVU. Quando, invece, l’infezione è complicata dalla presenza di calcoli o da ipertrofia prostatica benigna la terapia oltre all’antibiotico deve considerare anche il trattamento della patologia associata. Perché diagnosticare e trattare una IVU? Perché se una cistite non è trattata l’infezione può diffondersi ai reni, aumentando il rischio di insufficienza renale soprattutto in soggetti con problemi renali preesistenti. Inoltre, una IVU non trattata può dare una sepsi che potrebbe mettere in pericolo la vita stessa.





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