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Laurina Paperina

di Joanna Irena Wrobel

Numero 197 - Marzo 2019

Il nome è già un programma: artistico e stilistico. Uno pseudonimo, che diventa subito una vera dichiarazione d’intenti. Un’arte apparentemente frivola e giocosa, che passo dopo passo, fa scoprire un mondo misterioso e intricato...


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Il nome è già un programma: artistico e stilistico. Uno pseudonimo, che diventa subito una vera dichiarazione d’intenti. Un’arte apparentemente frivola e giocosa, che passo dopo passo, fa scoprire un mondo misterioso e intricato. Una sorta di realtà parallela, che si nutre di falsi miti e legende metropolitane, dove personaggi, più o meno riconoscibili, sono rappresentati in maniera semi-seria e dissacrante. L’universo di Laurina Paperina è un’elaborazione ironica del mondo contemporaneo. Un mondo, che nasce sintetizzando un linguaggio personale, dove diversità e contraddizione si compenetrano e dove l’influenza della cultura di internet e della TV, dei fumetti e dei videogames, generano un complesso insieme di elementi, che si trasformano in un apparente caos, lasciando solo intravvedere delle forme riconoscibili e unanimemente affermate. Laurina Paperina (nome d’arte di Laura Scottini) è nata a Rovereto (1980). -taglio- Diplomata in grafica artistica e fotografia all’ Istituto d’Arte della stessa città, studia pittura all’Accademia di Belle Arti di Verona. Sin dagli esordi, le sue opere sono fortemente influenzate dall’arte pop e dai cartoni animati, pervase da molteplici echi e richiami: una pittura piena di indizi sul vero approccio spensierato e giovanile, orientato verso la creazione di un idioma personale e la cristallizzazione del proprio modo di intendere l’arte. Un’artista giovane, ma già affermata, per la quale l’arte di oggi è un’incognita affascinante. Attraverso una precisa scelta iconografica, la pittura di Laurina Paperina assume le caratteristiche tipiche della rappresentazione contraddistinta da indiscutibili peculiarità infantili del linguaggio, che pone un accento forte sulla nitidezza del mezzo espressivo, privilegia le cromie accese e forti contrasti, nonché sceglie la specifica cifra del disegno figurativo. I personaggi multicolore, strambi e caricaturali, che popolano le tele dell’artista trentina, convivono in spazi ristretti, spesso delle torri multipiano, che vagamente ricordano la mitica Torre di Babele. I nuovi eroi di Paperina, alquanto brutti e cattivi, sembrano di vivere in perenne scontro/lotta/litigio con i popolari supereroi (già universalmente riconosciuti) per ogni centimetro di suolo conquistato e per ogni secondo della spasmodica ricerca di notorietà. A guardarli, non si resta sereni, allegri e spensierati: al contrario, ci si ritrova e si rivive una forma estrema e -taglio2- radicalizzata di spirito caustico e corrosivo, di comicità assurda e di umorismo surreale, che di solito regna negli ambienti sovversivi underground e in quel panorama sociale sub-culturale punk e pop intesi come mondo alternativo allo standard di vita sociale e culturale dell’establishment. Gli eccentrici mezzi di espressione artistica di Laurina Paperina, trovano radici nelle opere di graffitari americani (Keith Harring, Jean-Michel Basquiat), nei manga e i cartoni animati giapponesi, nei lavori di Takashi Murakami e di Maurizio Cattelan, si nutrono di ricordi di personaggi di Walt Disney, ma anche di eroi letterari dei nostri giorni (Harry Potter). In un vortice incontrollato, che sembra un pandemonio grottesco e turbolento, si intrecciano le figure di protagonisti venerati, personaggi di arte contemporanea, microbi animati, buffe figure immaginarie, teschi improbabili e fuochi d’artificio. Ogni tela diventa una sorta di gioco visivo, di caccia al tesoro, alla ricerca di una soluzione giusta: un continuo tirar a indovinare, dove occorre una buona conoscenza del mondo dell’arte e dove è necessaria una forte dose della cultura pop. Le opere di Laurina Paperina riflettono il carattere ironico e pungente della sua ricerca artistica ispirata ai dettami della net generation. Un Universo unico e personale, che afferma la realtà prorompente della virtualità e la sua paradossale, ma ormai concreta, autenticità.





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