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Laura Pausini

Una vita speciale

di Tommaso Martinelli

Numero 231 - Giugno 2022

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Reduce dal successo della serie sulla sua storia, la cantautrice amata in tutto il mondo racconta le emozioni di vedersi “dall’esterno”, in scenari possibili “e comunque bellissimi”


Cosa avrebbe fatto Laura Pausini se non fosse diventata una stella della musica? Questo il fil rouge dell’attesissimo film 'Laura Pausini - Piacere di conoscerti', disponibile in esclusiva su Prime Video. Un viaggio introspettivo nel quale la popstar - reduce dalla vittoria del Golden Globe nel 2021 per la “Miglior Canzone Originale” -taglio-per “Io sì” e prima donna nella storia della musica italiana nominata agli Academy Awards per la stessa canzone - si sdoppia: Laura racconta, infatti, non solo il suo straordinario percorso, tra pubblico e privato, iniziato a 18 anni dalla vittoria a Sanremo Giovani che l'ha portata ad essere una pluripremiata artista della musica internazionale ma anche immaginando come la sua vita sarebbe stata se quella vittoria non ci fosse mai stata. In attesa di vederla nelle vesti di conduttrice sul palco dell’Eurovision Song Contest, insieme a Mika e Alessandro Cattelan, Laura Pausini durante la conferenza stampa ci ha raccontato alcuni dettagli di questo suo nuovo progetto. Laura, come nasce l’idea di questo film? “Da anni Amazon Studios mi corteggiava ma non trovavamo il progetto giusto. Chi mi segue da sempre sa bene cosa ho fatto nel corso della mia carriera. Un documentario, quindi, mi sembrava troppo autocelebrativo. Poi, poco prima del lockdown, a febbraio 2020, mi sono svegliata nel cuore della notte e ho cominciato a scrivere sul telefonino una storia che, in realtà, è nella mia testa da 29 anni: come sarebbe stata la mia vita se non fossi diventata famosa? Ho chiamato Nicole Morganti (Head of Italian Originals, Amazon Studios, ndr) e ne era entusiasta. Così abbiamo iniziato a lavorarci su.” La lavorazione è stata lunga? “Grazie al lockdown ho avuto tanto tempo per mettere insieme le idee. Ivan Cotroneo ha vissuto con me in casa per un anno, non solo facendomi delle domande ma abbiamo organizzato videochiamate con tantissime persone. Da quel momento mi sono resa conto che quello che stavamo facendo non era solo realizzare quella che era una mia fantasia: per due mesi sarei stata quella che ho immaginato di essere per 29 anni. Mi hanno permesso di scegliere tutto, dagli arredamenti, ai vestiti e ho seguito anche il montaggio: è stato tutto così tanto vero che è stato commovente rivivere questa esperienza.” Come descriveresti la Laura del 'piano B'? “Non è così diversa da quella che sono… ha solo un accento romagnolo più marcato (ride, ndr). Vive portando avanti un laboratorio da ceramista, crescendo da sola il figlio Marcello ed esprime il suo amore per il canto esibendosi la sera nel ristorante dei suoi amici.” Quale messaggio ti piacerebbe arrivasse a chi lo guarda? “Questo film è un viaggio introspettivo che vorrei facesse capire che, anche se spesso ci viene insegnato che bisogna vincere, per essere realizzati non è necessaria la fama. Il sentirsi realizzati non dipende da un premio o dai like sui social.” Il momento più bello della tua carriera? “Quando nel 1993 ho vinto Sanremo Giovani con “La solitudine”, lo considero il punto più alto del mio percorso professionale. Il bello è che non pensavo di vincere: ero talmente ingenua che ho passato tutto il festival a chiedere autografi ai big, da portare poi ai miei compagni di scuola.” Quello più brutto, invece? “Quando ho vinto il Grammy ed ero da sola.” C’è qualcosa che non rifaresti? “Cambierei delle persone che ho incontrato ma non le cose che ho fatto. Sono sempre stata testarda, fin dal primo disco, inciso con persone molto più grandi di me ma quando si parlava di musica decidevo io. Mi piace molto questo tratto di me, tanto che canto tutte le mie canzoni del mio passato. Quando canto “La solitudine”, per esempio, provo ancora tante emozioni.” Un incontro che ti è rimasto nel cuore? “Mia figlia Paola. Quanto l’ho presa in braccio la prima volta ho capito perché vivo. Mi ha fatto cambiare tante cose nella mia vita. Lei è il mio timone: mi influenza su tutto quello che succede, anche quando devo scegliere le canzoni per il mio nuovo disco.” Quando uscirà? “Ci lavoro da due anni ma non riesco a finirlo. Sarebbe dovuto uscire prima a ottobre 2021, poi a ottobre 2022, ma non ho ancora brani che sento di voler cantare sul palco.”

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