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LA TRICOPIGMENTAZIONE

di Marco Zorzetto consulenza di Elisabetta Belfiore

Numero 205 - dicembre 2019

Diradamenti e calvizie? Addio con la Tricopigmentazione!


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Sono milioni gli uomini e le donne che combattono contro il diradamento dei capelli e la calvizie: mantenere una chioma folta soprattutto con l’avanzare dell’età è il desiderio di tutti, ma la perdita dei capelli continua ad essere un qualcosa di complesso da trattare. Tra i rimedi più o meno efficaci presenti attualmente sul mercato, si sta facendo strada un trattamento, la tricopigmentazione che può rappresentare sia una valida alternativa alle soluzioni più conosciute sia un completamento delle stesse. Ne parliamo con Elisabetta Belfiore, pioniera in Italia di questa tecnica:-taglio-

Che cos’è la tricopigmentazione?

È una tecnica innovativa, sicura e reversibile che permette un effetto di infoltimento non chirurgico dei capelli. La tricopigmentazione interviene sul cuoio capelluto colpito dalla calvizie o con esiti cicatriziali sia nell’uomo che nella donna. A seconda dei casi si trattano le zone interessate in modo mirato e specifico.

Come funziona il trattamento?

Attraverso l’utilizzo di uno speciale dermografo, si vanno a creare dei piccolissimi puntini sul capo utilizzando speciali pigmenti bio-compatibili. Obiettivo del trattamento è quello di dissimulare la perdita o la mancanza dei capelli con un effetto ottico molto naturale che va a ricreare l’effetto del pelo che nasce.

Qual è la differenza da un comune tatuaggio?

Vi sono delle differenze radicali: la tricopigmentazione provvede all’introduzione in uno strato superficiale di derma di appositi pigmenti riassorbibili e reversibili, mentre il tatuaggio provvede a depositarli più in profondità. Inoltre gli strumenti per il primo trattamento sono completamente diversi e concepiti con il preciso fine di lavorare sul cuoio capelluto.

Esistono diverse modalità di trattamento?

Certamente, le modalità sono principalmente tre: effetto rasato, effetto densità e copertura di cicatrici post trapianto. Nel primo caso, l’effetto rasato andrà a riprodurre sulla cute l’aspetto di una capigliatura rasata tramite il disegno di punti che simulano il look del capello tagliato a zero. L’effetto densità invece consente di infoltire otticamente una capigliatura diradata grazie all’eliminazione del contrasto tra i capelli e il cuoio capelluto bianco. -taglio2-Infine, la copertura delle cicatrici permette la copertura di quelle aree che presentano cicatrici, generalmente connesse ad un trapianto di capelli di tipo FUT.

Quanto dura il trattamento e quante sedute sono necessarie?

Il numero di sedute e la durata dipendono dalle aree da trattare. Al fine di ottenere un effetto densità ottimale, mediamente il trattamento si esegue in 3 SEDUTE: le prime due in 2 giorni consecutivi, la terza a distanza di un mese. La durata della singola seduta è di circa 2 ore, ad eccezione dei casi di alopecia areata o totale, per le quali potrebbero occorrere dalle 3 alle 4 ore.

Ogni quanto è necessario effettuare delle sedute di mantenimento?

Essendo un trattamento reversibile occorrerà effettuare un mantenimento che a seconda dei casi sarà composto da 1 seduta annuale o 2 semestrali. Grazie ai periodici mantenimenti, l’effetto del trattamento sarà sempre bello e naturale.

Il trattamento è doloroso?

Nella maggior parte dei casi il trattamento risulta praticamente indolore. Può succedere che un soggetto particolarmente sensibile avverta un fastidio maggiore, ma sempre sopportabile.

Trapianto o tricopigmentazione?

L’uno non esclude l’altra. I migliori esperti nel campo della chirurgia della calvizie propongono la tricopigmentazione come valido abbinamento al trapianto per amplificare l’effetto densità. In molti casi la tricopigmentazione può essere addirittura consigliata come alternativa al trapianto quando l’area donatrice del paziente non è sufficiente.





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