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La tolleranza religiosa nel XVI secolo

di Alfredo Salucci

Numero 195 - Gennaio 2019

Con la riforma luterana aumentarono i conflitti religiosi che già segnavano l’Europa in modo drammatico


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Con la riforma luterana aumentarono i conflitti religiosi che già segnavano l’Europa in modo drammatico. Le persecuzioni degli eretici e la messa a morte di chi non era disposto a ravvedersi creavano uno scenario spaventoso. Bastava poco per essere sospettati di eresia, processati, torturati e condannati al rogo. C’era anche il rischio, molto alto, di essere condannati da innocenti. Non mancarono denunzie fatte con il proposito di eliminare qualche avversario. E quale mezzo migliore per eliminarlo di accusarlo di eresia? La Chiesa cattolica aveva i suoi tribunali per processare e condannare gli eretici. Anche la Chiesa riformata aveva i suoi tribunali. Capitava così che chi era ortodosso per una Chiesa era considerato eretico per l’altra. Questo grave problema preoccupò molti studiosi, filosofi e teologi del tempo che affrontarono il tema della tolleranza religiosa con varie argomentazioni, allo scopo di dimostrare che Cristo nei suoi discorsi aveva sempre parlato di tolleranza, di fratellanza, di amore, e mai di punizioni o peggio di mandare a morte chi non condivideva il Suo insegnamento.-taglio- È vero che nel Deuteronomio, quinto libro del Pentateuco, Antico Testamento, è riportato, nel secondo capitolo, che andavano ammazzati quelli che dissentivano dalla religione del vero Dio; è pur vero, però, che nel Nuovo Testamento l’atteggiamento contro chi praticava altre fedi o abbandonava la vera fede cambiava completamente. A tal proposito, dai sostenitori della tolleranza religiosa, tra cui Erasmo da Rotterdam e Sébastien Castellion, era citata la famosa parabola della zizzania del Vangelo secondo Matteo 13, 24-30. Vale la pena riportare questa parabola per comprendere su quali motivazioni basavano la loro idea di tolleranza religiosa questi autori. In quel tempo, Gesù espose alle folle una parabola, dicendo: “Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: ‘Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?’. Ed egli rispose loro: ‘Un nemico ha fatto questo!’. E i servi gli dissero: ‘Vuoi che andiamo a raccoglierla?’. ‘No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio’.-taglio2- I discepoli chiesero a Gesù di spiegare il significato di questa parabola. Gesù chiarì che il seminatore è il Figlio dell’uomo, il campo è il mondo, il seme buono sono i figli del regno, mentre la zizzania sono i figli del maligno. E aggiunse che alla fine dei tempi sarebbero stati i mietitori, ossia gli angeli, mandati dal Figlio dell’uomo, a dividere il grano dalla zizzania.” I sostenitori della tolleranza religiosa proprio su quanta spiegazione di Gesù ritennero ogni uomo libero di professare la propria fede, e che non bisognava assolutamente costringere, punire, torturare o uccidere chi avesse idee diverse. Per l’eretico la massima pena doveva essere la scomunica. Solo Dio alla fine dei tempi avrebbe giudicato e punito. Inoltre, Erasmo e Castellion hanno sostenuto nei loro scritti che mandando al rogo un uomo o una donna si toglie loro la possibilità di ravvedersi, condannandoli così anche alla morte eterna. I fautori della tolleranza di quel periodo posero anche alcune domande: chi stabilisce se uno è eretico e su quali basi? È possibile che sradicando la zizzania, l’eretico, si elimini anche il grano, chi eretico non è? Non ebbero nessuna risposta. Quanti morti ci sono stati per l’intolleranza religiosa non lo sapremo mai con esattezza, ma sono stati tanti. Eppure bastava interpretare correttamente la parabola della zizzania per capire che solo Dio alla fine dei tempi stabilirà chi è da considerare infedele. Quali sono state le vere ragioni di tanta carneficina? Anche questa è una domanda cui è difficile rispondere.





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