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La Storia si ripete

di Pasquale Matrone

Numero 230 - Maggio 2022

Sono ancora in molti, oggi, a non conoscere la Storia. Naturalmente si fa riferimento a una serie infinita di crimini commessi nel mondo in epoche diverse, in spazi geografici diversi, e da tiranni al servizio di altre ideologie. Nessun tiranno merita di essere assolto.


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Sono ancora in molti, oggi, a non conoscere la Storia. Naturalmente si fa riferimento a una serie infinita di crimini commessi nel mondo in epoche diverse, in spazi geografici diversi, e da tiranni al servizio di altre ideologie. Nessun tiranno merita di essere assolto. L’ignoranza della Storia è concime efficace per i terreni in cui i tiranni trovano alimento adatto a nutrirsi.-taglio La Storia si ripete. Con i suoi aguzzini e le sue abiezioni! Avidità mancanza di empatia ed egoismo sono veleni che rendono indifferenti e, di conseguenza, vili, assassini, complici dei distruttori di vita! Schiere di inermi continuano a essere travolte dalla follia omicida... Intervenire in aiuto dei più deboli? Sì, certo, ma con estrema prudenza… Ci si dispera a parole; s’intonano preghiere all’Altissimo; si recita il dolore; ci si dichiara affranti; ci si lagna della crudeltà dei potenti e dell’inadeguatezza della politica. E, tuttavia, s’invoca e si raccomanda cautela. Un intervento poco avveduto provocherebbe ritorsioni, danni più o meno vistosi, ostacoli enormi all’economia nazionale e internazionale. Le borse rischierebbero il crollo. Ci sarebbe la svalutazione della moneta… -taglio2- Non si fanno affari con i tiranni! Meglio soffrire fame e freddo che tollerare i tormenti inflitti a creature innocenti. La Persona umana, innanzitutto. Libertà e giustizia, perciò; e, con esse, l’universale diritto di vivere felici, nel rispetto pieno di quanto, secondo natura, spetta a ciascuno.

La Storia si ripete. La mente va a Lidice, città martire della repubblica ceca, rasa al suolo dalle SS per vendicare l’uccisione Heydrich, governatore di Boemia e Moravia. Per ritorsione, i 483 abitanti del piccolo paese vennero uccisi perché sospettati di complicità con gli esecutori del delitto. La notte del 9 giugno 1942 i cittadini furono svegliati, radunati in piazza e fucilati. Il tutto durò poche ore. Ottantuno bambini finirono nel campo di sterminio di Chelmno, dove furono avvelenati col gas degli autocarri appositamente modificati. Lidice fu bruciata e cancellata dalla carta geografica.

La Storia si ripete. “Holodomor”. Altro orrore racchiuso in questa parola composta derivante dall'espressione moryty holodom il cui significato letterale è condannare a morte tramite la fame. Tra il 1932 e il 1933, nell’ex Repubblica Sovietica d’Ucraina e nei territori del Caucaso settentrionale e del Basso Volga, morirono per fame quasi sette milioni di persone in virtù della scelta di Stalin dir reprimere le aspirazioni nazionaliste dell’Ucraina.





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