logo-Cultura

La Scolastica

di Alfredo Salucci

Numero 236 - Dicembre-Gennaio 2023

Con la fine dell’Impero romano inizia un periodo di grande decadenza politica, sociale, economica e culturale. In questi anni si assiste allo spopolamento delle città, abbandonate dagli abitanti per paura delle scorrerie barbariche


albatros-la-scolastica

L’Impero romano d’Occidente cade 476 d.C., anno in cui Odoacre depone il giovanissimo Romolo Augustolo, il piccolo Augusto. Con la fine dell’Impero romano inizia un periodo di grande decadenza politica, sociale, economica e culturale. In questi anni si assiste allo spopolamento delle città, abbandonate dagli abitanti per paura delle scorrerie barbariche. Questa cosa comporterà il passaggio da una civiltà urbana a una rurale, con la conseguenza di una generale arretratezza in tutti i campi: inizia l’Alto Medioevo, uno dei periodi più difficili della storia della nostra penisola e di tutta l’Europa. -taglio- In questa drammatica situazione la cultura è completamente trascurata e se non ci fossero state alcune comunità religiose, come quella dei monaci benedettini, la cui opera impedì che molti libri andassero definitivamente persi, i danni sarebbero stati irreparabili. Trascorsero così alcuni secoli, e solo quando Carlo Magno si rese conto dell’importanza della cultura furono istituite le scuole palatite chiamate così in quanto allocate nei palazzi e nei castelli feudali. Fu un primo e importante stimolo verso il ritorno allo studio, cosa necessaria anche per preparare i funzionari dell’impero carolingio. Verso l’anno mille, poi, con il miglioramento delle condizioni economiche e sociali, vi fu anche un rinnovato interesse per la cultura. Proprio in questi anni inizia la “Scolastica”, termine che generalmente designa il pensiero filosofico e teologico medievali, ma con questa parola si fa riferimento anche alla scuola in cui lo scholasticus era l’insegnante delle arti liberali. Insegnante che successivamente diventerà il docente di filosofia o di teologia con il titolo di magister. La Scolastica va dal IX al XIV secolo, ed è, generalmente, suddivisa in quattro fasi. La prima fase, detta anche Pre-scolastica, inizia nel nono secolo e termina nell’undicesimo secolo. In questa prima fase c’è la netta convinzione dell’identità tra ragione e fede, che dovevano necessariamente concordare, nessuna contrapposizione tra verità rivelate e ragione. Il massimo esponente di questa prima fase della scolastica fu Giovanni Scoto Eriugena.
La seconda fase, detta anche Alta Scolastica o Scolastica anteriore, va dal decimo al dodicesimo secolo, siamo ancora nell’Alto Medioevo, -taglio2- ma si comincia a prendere coscienza del modesto livello speculativo dell’epoca. Inoltre si inizia a verificare con maggiore attenzione il rapporto tra ragione e fede, cosa che porta alcuni a dubitare della loro identità: potrebbero anche essere in antitesi. I maggiori esponenti di questa seconda fase sono Anselmo d’Aosta e Pietro Abelardo. Questa fase della scolastica è anche caratterizzata dalla riforma monastica e dal rinnovamento della Chiesa. In questi anni inizia la disputa sugli universali, che durerà alcuni secoli. La terza fase, il periodo di maggiore splendore, va dal tredicesimo al quattordicesimo secolo. Periodo molto importante anche per la nascita dei due maggiori ordini monacali: i francescani e i domenicani, che con i loro insigni rappresentati contribuiranno fortemente alla diffusione della cultura attraverso il loro insegnamento nelle Università europee che da lì a poco sorgeranno. In questa fase, la filosofia di Aristotele viene largamente diffusa, anche attraverso gli studi di Avicenna e di Averroè, tanto da condizionare da questo momento in poi il futuro della filosofia. I maggiori esponenti di questa fase della Scolastica sono Bonaventura da Bagnoregio e Giovanni Duns Scoto appartenenti all’Ordine francescano, Alberto Magno e Tommaso d’Aquino appartenenti all’Ordine domenicano. La quarta fase comprende il quattordicesimo secolo e segna la fine della Scolastica. In questa fase si realizza la divisione tra ragione e fede. Per i filosofi di questo periodo la ragione e la fede non sono conciliabili in quanto appartengono a due ambiti diversi. Questa divisione caratterizzerà tutta la filosofia successiva. Il maggiore rappresentate di questo periodo è Guglielmo di Occam.





Booking.com

Booking.com