logo-Cultura

La polis di Platone

di Alfredo Salucci

Numero 219 - Aprile 2021


albatros-la-polis-di-platone

Platone è stato forse il più importante filosofo di tutti i tempi, tanto da far affermare ad Alfred North Whitehead, filosofo e matematico britannico, che “tutta la storia della filosofia occidentale non è che una serie di note a margine su Platone”. Per qualcuno Whitehead ha esagerato, -taglio- ma è certo che Platone è stato il primo grande filosofo dalle enormi capacità speculative. Platone è il filosofo della teoria delle idee: la scoperta di una realtà al di sopra del mondo sensibile. Con questa scoperta nasce quella scienza che sarà chiamata metafisica, che tanto impegnerà i filosofi fino ai nostri giorni. Platone è anche il filosofo amante della geometria e dei numeri. Si racconta che all’entrata della sua scuola, l’Accademia, ci fosse un cartello su cui era scritto “non entri chi non conosce la geometria”. Platone è stato anche il filosofo della dottrina morale, dell’immortalità dell’anima, delle virtù, della conoscenza, dell’amore e della bellezza. Nel suo incessante filosofare non ha tralasciato lo studio della pedagogia, ossia la ricerca del modo migliore per educare i giovani, né lo studio della filosofia politica. E proprio la filosofia politica ha rappresentato un aspetto importante della sua vita non solo come filosofo. Questo interesse gli proveniva dal disgusto di come era amministrata la sua città, Atene. Una città che aveva preso il posto della vecchia polis semplice, dalle poche risorse, ma giusta, che ora si presentava malata, soprattutto di lusso. Una città completamente da rifondare sulle basi della giustizia e dell’equità sociale. A questo malessere aveva contribuito anche la fine del suo maestro, Socrate, messo a morte ingiustamente con false accuse di empietà e di corrompere i giovani. La città malata andava risanata, per realizzare questa cosa Platone elabora una teoria che vede impegnati tutti i cittadini in uno sforzo comune atto a farla rinascere. La teoria di come risanare la polis è esposta in vari dialoghi, in particolare nella Repubblica, dove Platone illustra il modo per far sì che la città diventi giusta, vivibile e felice: una kallipolis. Una polis in cui tutti i cittadini devono dare il proprio contributo per migliorarla, secondo le proprie competenze e capacità. Una polis in cui Platone prevedeva la comunione dei beni e l’abolizione della famiglia e della proprietà privata per alcune categorie di cittadini. -taglio2- Secondo Platone la città/stato deve essere costituita da tre classi sociali: i produttori, i custodi o guerrieri e i governanti. Queste tre classi rispecchiano la sua tripartizione dell’anima: la parte concupiscibile, desiderosa di esperienze materiali, la parte irascibile e la parte razionale. In pratica Platone pensa a un isomorfismo tra anima e città. Nella classe dei produttori, la più numerosa, formata da artigiani, contadini e mercanti, prevale la parte concupiscibile dell’anima. Questa classe per essere utile alla polis deve necessariamente avere come virtù la temperanza, ossia la capacità di essere moderati, di contenere nei giusti limiti i propri desideri e le proprie passioni. Questa classe, l’unica che può possedere ricchezze e beni materiali, deve essere sottoposta ai governanti, ossia ai sapienti.
Nella classe dei custodi o guerrieri prevale la parte irascibile dell’anima. La virtù che deve appartenere a questa classe per far sì che sia utile alla polis è il coraggio. Anche questa classe per il bene della città deve essere sottoposta ai governanti. Nella classe dei governanti, i sapienti, la parte dell’anima che prevale è quella razionale, mentre la virtù che la contraddistingue è appunto la sapienza. Per Platone i governanti devono essere i filosofi perché conoscendo il mondo delle idee, e soprattutto l’idea suprema del Bene, sono i più sapienti e i soli in grado di governare con giustizia e di conseguire il bene della città. È possibile realizzare una città simile, che peraltro ha suscitato tante critiche? Lo stesso Platone in vecchiaia è tornato criticamente sulla sua teoria. Approfondiremo questi aspetti in un prossimo articolo.





Booking.com

Booking.com