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La “mia” Lollo

di Yvonne Carbonaro

Numero 237 - Febbraio 2023

Un ricordo sentito e personale dedicato a Gina Lollobrigida, una delle più grandi attrici italiane


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Era il 1992, un amico romano mi invitò ad accompagnarlo a casa di Gina Lollobrigida, che era solito frequentare e con cui aveva un appuntamento di lavoro. Ricordo la sua bellissima villa sull’Appia circondata da un prato molto ben tenuto, punteggiato qua e là dalle sue meravigliose sculture. -taglio- Isolata in un grande spazio si ergeva una grande macchina americana disastrata che, mi disse, aveva voluto collocare lì in ricordo di un terribile incidente automobilistico da cui si era salvata per miracolo. Era molto accogliente, ti faceva sentire un’ospite gradita, come se ti conoscesse da sempre. Quando arrivammo a casa sua ci venne incontro la governante che ci fece accomodare nel salotto, subito dopo Gina, da vera diva, elegante e ingioiellata, scese la grande scala che veniva dal piano superiore e con infinita semplicità e simpatia ci salutò. Mi chiese di che cosa mi interessassi e immediatamente volle illustrami e farmi vedere gli infiniti cimeli cha aveva acquistato nei suoi viaggi e i pezzi più preziosi del suo arredamento. Le stanze era zeppe di mobili antichi, tappeti, quadri, oggetti di pregio di ogni tipo che amava collezionare. Le piaceva parlare di arte, innanzitutto delle arti visive. Amava la scultura e realizzava imponenti ed espressive creazioni caratterizzate da stupefacente naturalismo di cui era molto orgogliosa: immagini di donne, spesso con il suo viso, aquile, animali in terracotta, marmo, bronzo, esposte con successo in varie parti del mondo. All’Expo Internazionale di Siviglia del 1992 aveva appena rappresentato l’Italia con una grande scultura “Vivere insieme” raffigurante un’aquila cavalcata da un bambino felice, un messaggio di armonia tra uomo e natura che aveva avuto un successo di risonanza mondiale. Mi ha mostrato le sue bellissime sanguigne con ritratti di donne di varia età che custodiva gelosamente. Era anche una fotografa di talento ed aveva fotografato molte personalità, che si sentivano onorate di essere immortalate dal suo obiettivo. Tra queste Fidel Castro e Indira Gandhi. Aveva riservato uno spazio della sua casa alle foto scattare da lei e un altro alle foto in cui era stata ritratta accanto agli attori più famosi d’Italia e di Hollywood con cui aveva lavorato. Gina conservava i ricordi della sua vita, incredibile e intensa, con amore e con il piacere di ripercorrere, con chi andava a farle visita, i momenti più salienti della sua esperienza di attrice. Parlava con semplicità dei suoi film, dei personaggi, delle star del cinema. Con tutti aveva lavorato senza problemi. Chi le aveva dato filo da torcere, mi raccontava, era stato il bambino che interpretava Pinocchio mentre lei era la Fata Turchina. Mi fece girare tutta la casa, come si fa con una vecchia amica, raccontandomi episodi e mostrandomi di tutto, anche il laboratorio fotografico, in cui si chiudeva a sviluppare i negativi. -taglio2- Aveva allora 65 anni e dopo il film “La Romana” del 1988 aveva messo da parte il cinema per dedicarsi interamente alle altre sue passioni artistiche. Certo non era più la bellezza splendente che il mondo intero aveva ammirato, ma era sempre bella e curatissima. Successivamente si è imposta fino all’ultimo di offrire sempre la stessa immagine di sé e, nonostante l’avanzare dell’età e le ingiurie del tempo, aveva conservato un aspetto curato e lineamenti delicati. Era spontanea, semplice ed esuberante come l’avevo vista nei suoi film, dato che da ragazza non me ne ero perduto nessuno. Io andavo a scuola e all’epoca si parlava tanto della rivalità tra lei e Sophia Loren. I film di Gina mi piacevano tutti ma ero rimasta particolarmente incantata sentendola cantare nel film “La donna più bella del mondo”, aveva una voce lirica bene impostata da soprano leggero. Da ragazza aveva studiato canto. Era insomma un’artista a tutto tondo ed eccelleva in tutte le arti, dal canto al cinema, alla fotografia al disegno, alla scultura. Durante quella visita è stata veramente affabile e affettuosa nei miei confronti e ha voluto regalarmi una sua foto che mi ha dedicato e che ho conservato in ricordo di quell’incontro che mi aveva riservato delle emozioni indimenticabili svelandomi una persona di grande sensibilità artistica e umana. La sua grande socievolezza era forse bisogno di compagnia e di amicizia. Questo l’ho capito dopo, quando, facendosi sempre più anziana e sempre più sola, è stata circondata da tanti avvoltoi che miravano ai suoi soldi. Non mi è più capitato di tornare a trovarla. Ho seguito con grande tristezza le vicende dei suoi ultimi anni pensando alla sofferenza di questa grande donna che aveva portato il nome dell’Italia nel mondo, che era stata bellissima ma anche forte, creativa, indipendente e risoluta, che avrebbe avuto il diritto di vivere serenamente la vecchiaia e fare del suo danaro ciò che voleva ma che, per ragioni di interesse, era stata mortificata e abbandonata da chi avrebbe dovuto amarla. Se n’è andata il 16 gennaio 2023 e con lei si è chiusa un’epoca del nostro cinema e della nostra storia. Adesso purtroppo inizia la lotta per la divisione della sua eredità.





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