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La conversione di sant’Agostino

di Alfredo Salucci

Numero 201 - Luglio-agosto 2019

Sant’Agostino è stato un filosofo originale, il suo pensiero ha influenzato tutto il Medioevo ed è giunto fino ai giorni nostri...


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Sant’Agostino è stato un filosofo originale, il suo pensiero ha influenzato tutto il Medioevo ed è giunto fino ai giorni nostri. I temi che ha affrontato sono stati molti e tutti di rilievo. La sua capacità speculativa è stata riconosciuta anche da filosofi moderni come Husserl, Wittgenstein, Haidegger e Gadamer. Sant’Agostino nasce a Tagaste, (attuale Souk Akras in Algeria) all’epoca provincia romana, nel 354. Fu cresciuto nella fede cristiana soprattutto dalla madre Monica, futura santa, una cristiana convinta. Cosa che sarà più volte ricordata da sant’Agostino nelle sue opere. Sant’Agostino era uno spirito libero alla ricerca della verità e questo suo quaerere, cercare, lo portò a intraprendere una vita composita e tortuosa, prima di approdare alla fine della sua ricerca. Il suo cammino inizia dopo aver letto l’Ortensio di Cicerone, opera protrettica, ossia che avvicina allo studio della filosofia. -taglio-Quest’opera non è giunta fino a noi, ma deve certamente aver avvicinato sant’Agostino, appena diciassettenne, allo studio e all’amore per filosofia. Fortemente mosso alla ricerca delle risposte alle tante domande che gli frullavano per la testa si avvicina al Manicheismo, pensando di poter trovare accesso alla verità tanto desiderata. Il Manicheismo era una dottrina religiosa fondata dal profeta iraniano Mani basata su due principi opposti e assoluti: il bene e il male. Questa religione divenne in poco tempo una delle principali dottrine che si opponeva al cristianesimo nascente. Questa esperienza fu una delusione per sant’Agostino, così dopo nove anni di permanenza come uditore presso i manichei li abbandonò. Tornò a Cartagine, dopo aver insegnato retorica per un anno a Tagaste, essendo diventato professore di retorica. Da qui partì per Roma spinto dal proconsole Vindiciano di cui era diventato amico. A Roma restò per un anno, dove ebbe modo di conoscere Quinto Aurelio Simmaco, prefetto della città, che lo inviò a Milano come docente di retorica. In questa città conobbe il vescovo, sant’Ambrogio, una persona di altissima levatura, che sarà l’artefice della sua conversione. Prima di accostarsi al cristianesimo, però, sant’Agostino fece una nuova esperienza avvicinandosi alla filosofia degli accademici. È questa la fase scettica dell’Ipponate. Gli ultimi seguaci di Platone si erano chiusi in uno scetticismo ostinato con la loro sospensione del giudizio o epoche. Per loro nessuna cosa era certa, quindi bisognava dubitare di tutto. Questa filosofia chiaramente non poteva soddisfare sant’Agostino tanto impaziente nella sua -taglio2- ricerca della verità. In uno dei dialoghi più importanti del santo, il Contra Academicos, sono trattati proprio gli errori degli accademici. Sant’Agostino ebbe modo anche di leggere alcuni libri dei neoplatonici, in particolare di Plotino e di Porfirio, che gli consentirono di scoprire tutto un nuovo mondo immateriale e incorporeo. Ormai era vicino alla meta. Grazie alla madre Monica e ad Ambrogio, vescovo di Milano, del quale ascoltò molte prediche, si allontanò dallo scetticismo accademico, convincendosi che ha la possibilità di scoprire la verità poteva essere realizzata solo attraverso la lettura e lo studio delle Sacre Scritture. Nel 386 sant’Agostino si ritirò con i suoi amici, il figlio Adeodato e la madre Monica a Cassiciaco, che diventa un luogo di incontro per discutere temi importanti come la felicità e l’immortalità dell’anima. Questi incontri saranno riportati nei dialoghi, libri di estremo interesse e ancora attuali. Nel 387 sant’Agostino fu battezzato, insieme al figlio e all’amico Alipio, dal vescovo di Milano, Ambrogio. Nel 391 fu ordinato sacerdote e nel 395 fu nominato vescovo di Ippona. Sant’Agostino è stata una figura eccezionale non solo del suo periodo storico ma per tutto il Medioevo, e resta un punto di riferimento per tante questioni filosofiche ancora oggi. La sua opera maggiore Le Confessioni è un testo particolare: autobiografico e filosofico nello stesso tempo. Gli ultimi tre libri sono strettamente filosofici, trattano temi importanti e difficili come la creazione, il tempo, la materia, l’anima. Una delle caratteristiche di questo libro è che la lettura può essere a vari livelli. Invito a leggerlo: è un capolavoro.





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