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L’ostetricia ai primordi

di Alfredo Salucci

Numero 198 - Aprile 2019

L’ostetricia nasce con il genere umano e ha una finalità specifica: favorire lo svolgersi di un processo naturale atto alla continuazione della specie


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L’ostetricia nasce con il genere umano e ha una finalità specifica: favorire lo svolgersi di un processo naturale atto alla continuazione della specie. Questo evento che si ripete a ogni nascita, ha imposto agli uomini fin dall’inizio di osservare con attenzione le varie fasi del parto fino all’espletamento. Questa cosa ha permesso di raccogliere un gran numero di dati che hanno consentito una prima differenziazione tra un parto normale e un parto che non rientrava nella normalità, quindi patologico. Anche l’ostetricia, com’era avvenuto per la medicina, all’inizio fu considerata un misto di conoscenze empiriche e pratiche magiche, e questo per la scarsità di conoscenze e per i pochi mezzi a disposizione.
L’ostetricia inizia come un’arte, un aiuto alla partoriente a espletare il parto nel migliore dei modi. Quest’arte è affidata alle così dette levatrici, donne esperte che assistono la partoriente durante il travaglio. Solo in epoche successive ci sarà la presenza di medici ostetrici e la raccolta di dati sulle caratteriste e le modalità del parto.-taglio- Anche in questo caso, come avvenuto per la medicina, i primi dati concernenti le procedure del parto e l’anatomia genitale femminile ci sono pervenuti soprattutto attraverso i papiri egiziani, a testimonianza delle grandi capacità e conoscenze raggiunte da questo popolo anche in campo ostetrico-ginecologico.
Anche nel popolo ebraico è presente la figura della levatrice. Il compito di queste donne era quello di assistere la partoriente durante il parto e di provvedere alle prime cure dopo il parto. Alle levatrici spettava anche il compito di recidere il cordone ombelicale e di rianimare il feto nato asfittico. I primi libri che trattano di ostetricia e ginecologia spettano alle due maggiori scuole mediche elleniche: quella di Cnido e quella di Coo. Alla scuola di Cnido sembrano appartenere la maggior parte dei libri che trattano argomenti riguardanti l’ostetricia e la ginecologia. In questi libri si trovano anche nozioni sulle patologie delle donne e sulla sterilità. Un esponente importante di questa scuola fu Eurifone, che si occupò tra l’altro di ostetricia e di ginecologia. Il maggiore esponente della scuola di Coo fu Ippocrate. L’interesse per la gravida e il parto da parte delle scuole mediche si ebbe anche per il fatto che spesso si presentava un parto distocico, ed era necessaria la presenza di un chirurgo, considerato che la levatrice non poteva intervenire chirurgicamente. Spesso però anche i chirurghi del tempo non erano in grado di intervenire, non avendo le opportune conoscenze. Altra scuola importante in campo ostetrico-ginecologico fu la scuola Alessandrina, il cui esponente di maggiore -taglio2-spicco fu Erofilo (300 a.C.). A questa scuola di deve la descrizione di distocie del parto dovute alla madre o al feto. A Erofilo si deve anche la descrizione di alcune distocie relative all’anatomia del bacino della donna. La donna in questione presenta le spalle larghe e un bacino ristretto.
L’interesse per l’ostetricia a Roma inizia con una legge del 715 a.C. attribuita a Numa Pompilio, (Lex Cesarea), che prevedeva l’estrazione del feto dalle donne morte in travaglio di parto. Quest’intervento fu fatto all’inizio solo sulle donne morte allo scopo di poter salvare il bambino. Inoltre era vietato seppellire una donna prima dell’estrazione del feto.
Un importante ostetrico che operò nella Roma antica fu Sorano di Efeso (98-138 d.C.), esponente della suola medica dei metodici. Fu il primo medico a scrivere un testo sulle malattie delle donne: De morbis mulierum. In questo libro descrive con buona approssimazione l’anatomia dell’apparato genitale femminile, che pone in correlazione tra l’altro con le mammelle. Interessanti sono anche le sue considerazioni sul concepimento e sul parto. Sorano descrive anche la tecnica di rivolgimento e richiama l’attenzione sui possibili danni al perineo durante l’espulsione del feto. Nel suo libro, infine, non mancano nozioni di puericultura ed elementi di pediatria; fornisce inoltre regole sull’allattamento e lo svezzamento, infine indica alcune malattie infantili, come la diarrea, e la loro cura.





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