logo-Cultura

L’angolo di cielo

di Maresa Galli

Numero 231 - Giugno 2022

Giuseppe Ardito, nel suo nuovo romanzo di formazione, affronta la Sindrome di Tourette fuor di retorica


albatros-l-angolo-di-cielo

Giuseppe Ardito, autore di testi teatrali e di canzoni, pubblica il suo terzo romanzo, “L’angolo di cielo”, Guida editori. L’“operaio della scrittura”, come ama definirsi l’autore, affronta sempre tematiche importanti, come gli Internati Militari Italiani durante la II Guerra Mondiale, la disillusione, per il Sud, per l’Unità d’Italia e ora la sindrome di Tourette.-taglio- “Perché scrivere un libro sulla Tourette? – si chiede Ardito - la vera domanda che a mio avviso è necessario porsi è: perché non scrivere un libro sulla Tourette? Perché non raccontare e far conoscere questa sindrome a chi ancora non ne sa niente? Alla pari di tanti altri disagi, convivere con la sindrome di Tourette è difficile, le famiglie sono coinvolte e le occhiate, le risate, i rimproveri di chi non sa lasciano i segni nell'animo. L’indifferenza per il diverso, per chi sa di essere normale ma agli occhi degli altri non lo è, le sofferenze, accomunano tutti coloro che pur essendo di questo mondo sentono di non appartenervi pienamente. La voce degli ultimi della classe, dei tourettici, degli autistici, di chi è affetto dalla sindrome di Asperger o di Down, degli ultimi della fila, gli ultimi ad aspettare un premio che il destino non ha voluto dare, il premio di una vita normale”. Attraverso la storia di Roberto, affetto dalla sindrome di Tourette, patologia neuropsichiatrica, l’autore mostra un mondo poco conosciuto ai più. Non tutti sanno che le persone affette da tale sindrome possiedono un’intelligenza al di sopra della media, pensano e fanno più cose contemporaneamente e bene – sono geniali. Tuttavia sono affetti da tic, manie, movimenti incontrollati. Non esiste ancora una terapia specifica per tale patologia, ma gli interventi che possono giovare sono di tipo psicologico. È inutile dire quanto contino l’amore e l’attenzione dei propri cari, la conduzione di una vita “normale”, l’atteggiamento di chi interagisce con loro. Per far sentire accettati, “normali” gli individui affetti dalla sindrome occorrono l’amore dei propri cari e oggi tante associazioni li sostengono, favorendone l’autostima e la realizzazione. Il viaggio iniziatico di Roberto è il percorso di crescita di un adolescente, con i suoi alti e bassi, amato, sostenuto dalla famiglia e dal suo gran carattere coraggioso e fiducioso nel domani. Roberto assiste ammirato al miracolo della trasformazione del legno in magnifici oggetti e mobili nelle sapienti mani paterne. La casa dei signori Hubert era stata arredata dal padre. L’oggetto più prezioso per Roberto è il pianoforte che diverrà suo prezioso amico. -taglio2-Roberto diventa un brillante pianista e nel romanzo citazioni di artisti, di brani, di versi, svelano l’amore del protagonista (e dell’autore) per la musica. La signora Hubert, il professor Buglioni, vecchio cliente del padre che condivide il suo sapere con Roberto, le sorelle e il fratello di Roberto contribuiscono, con il loro sostegno amorevole, alla sua crescita interiore. “Pian piano – dice Roberto – come un pellegrino, imparai ad ascoltare il silenzio per ricercare la pace e dare all’anima la mia voce”. Alla fine del lungo viaggio di maturazione e duro lavoro su se stesso giungerà una luce, Adele, che con il suo grande amore cambierà per sempre la vita di Roberto, piena, armonica, nonostante le mille difficoltà da imparare a gestire. Scrive l’Aist Onlus, associazione Italiana Sindrome di Tourette segnalata nel romanzo di Ardito: “questo romanzo rappresenta un messaggio positivo per chi è affetto dalla Sindrome, un modo di divulgare la conoscenza attraverso una lettura piacevole per chi non ne ha mai sentito parlare o della sindrome ha un concetto errato. Proprio come il protagonista Roberto. Molte persone con sindrome di Tourette hanno una creatività superiore alla media, diversi sono i personaggi famosi con S.T.”. E l’associazione napoletana fondata da Luca Trapanese, “A Ruota Libera” Onlus, anch’essa citata nel libro per fornire anche preziose indicazioni terapeutiche, afferma: “Cerchiamo di farci strumento per i nostri ragazzi ma anche si stare, semplicemente, con loro, senza atteggiamenti paternalistici o assistenziali. Come operatori, educatori e psicologi, lavoriamo quotidianamente con le persone disabili che frequentano l’associazione, ascoltiamo i loro bisogni e sosteniamo le loro famiglie”. Basta poco, e un bel romanzo contribuisce al risveglio delle coscienze e sensibilizza su una delle tante forme di disagio che colpisce, in modo silenzioso, tante famiglie. Tutti hanno diritto a conquistare il proprio angolo di cielo.





Booking.com

Booking.com