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KASIA SMUTNIAK

Come Venezia

di Laura Fiore

Numero 204 - Novembre 2019

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La bellissima attrice italo-polacca ci racconta dei suoi ultimi lavori sul set, dei suoi progetti in Nepal e di quanto sia bello essere quarantenni


A guardarla il tempo sembra che si sia fermato, eh sì... Kasia Smutniak resta una delle attrici più affascinanti del cinema italiano, nonostante in questa intervista lei stessa tiene a sottolineare la sua età e l’orgoglio con cui mostra le sue imperfezioni, la Smutniak è sempre stata un personaggio fuori dagli schemi stereotipati delle attrici moderne. Non ama ostentare, non ha paura di mostrarsi per quella che è e soprattutto non ha timore di dire ciò che pensa; quello che stupisce è il modo in cui la nostra amata Kasia si rivolge al mondo: sempre elegante e sorridente, quasi come se avesse un’aura speciale che la circonda. L’attrice italo-polacca ha incantato tutti all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, alla quale ha partecipato come protagonista del corto “Venetika”, un lavoro acclamato dal pubblico e dalla critica. A breve ritornerà in tv con la serie “Diavoli” che andrà in onda su Sky Atlantic e nel frattempo si concentra sulla Onlus di cui è fondatrice.

All’ultima Mostra del cinema di Venezia l’abbiamo vista protagonista del corto “Venetika” firmato Ferzan Ozpetek, che esperienza è stata?

“Incredibile! Ferzan è un regista che stimo molto sia professionalmente sia personalmente, ed è stato un onore essere scelta come protagonista. C’è da dire che non è stato un lavoro semplice! Ho avuto il rumore dell’acqua in testa per giorni, mi sono presa un bel raffreddore ed inoltre io ho paura dell’acqua, quindi ti lascio immaginare – ride ndr. Alla fine però, quando ho visto il lavoro completo, ho provato un’emozione indescrivibile, mi sono commossa a Venezia. Questo è stato uno dei progetti più belli al quale abbia mai partecipato.”-taglio-

In “Venetika” lei incarna la bellezza della città di Venezia, quasi come fosse lei stessa un’opera d’arte...

“L’opera d’arte è la città! Io ho solo prestato la mia fisicità, anche perché non penso che il corspo sia il focus del mio mestier, certo è importante, però bisogna guardare oltre. C’è da aggiungere che ormai non ho più vent’anni, prima aveva senso affrontare la vita con più leggerezza, ma ora a quarant’anni mi sento di dover porre l’attenzione su altro e diventare molto più responsabili.”

Saranno pure quaranta, ma portati divinamente...

“Grazie, ma le rughe ci sono e le porto con fierezza. Non amo chi fa ritocchini ogni mese, siamo fatti così: il nostro corpo si trasforma perché dovremmo sforzarci di apparire come in realtà non siamo?”

Lei ha portato la sua naturalezza anche nel mondo dei social, che tipo di rapporto ha con queste nuove piattaforme digitali?

“Sono ‘nuova’ nel mondo social, mi sono iscritta ad Instagram non molto tempo fa e posso dire di non essere un’addicted. Mi piace l’idea di poter condividere quello che faccio in maniera istantanea con milioni di persone, e di poter gridare al mondo le mie idee. Quando si è persone così in vista è bene utilizzare i social come mezzo di comunicazione positiva, tutte le cattiverie, gli haters, li lascio agli altri, anche perché nella vita sono una persona molto pacifica di conseguenza non vedo l’utilità della cattiveria gratuita.”

Ci sarà stata, però, qualche occasione in cui ha perso la pazienza!

“Ce ne sono state e ce ne saranno sempre, tutto sta nel modo di affrontare la situazione in sé. Avere una reazione forte ti può far sentire bene per poco, ma poi ti rendi conto che è stato solo uno spreco di energie; meglio restare calmi e capire il modo giusto di comportarsi. Con questo, ovviamente, non voglio dire che sono Madre Teresa di Calcutta, anche quando mi è capitato di rendere pan per focaccia non ho perso l’aplomb!”

Prima parlavamo della fisicità di un attore; lo scorso anno nel film “Loro” di Sorrentino la sua interpretazione ha fatto un gran scalpore

“Sì, non me l’aspettavo in realtà. Cioè, il film di per sé è molto provocatorio poiché riprende avvenimenti storici particolari, però non pensavo che la mia scena di nudo potesse sorprendere.”

Forse perché siamo abituati a vederla recitare in ruoli differenti...

“Probabile, ma dopo essere cresciuta in una famiglia di soli uomini per di più militari, sono arrivata ad un punto in cui ho pensato: ‘Perché no?’. Come dicevo prima, mi sento molto a mio agio con il mio corpo, mi sento una bella quarantenne e mi è piaciuto essere sexy in questo film. Anni fa andavamo in giro senza reggiseno, ed ora fa scalpore un corpo nudo? Ho capito che essere rivoluzionari al giorno d’oggi è più complicato di un tempo.”

Ha dichiarato che per il momento si dedicherà a progetti esterni al cinema, in cosa sarà impegnata?

“Sì, ora sono molto impegnata ad aiutare gli operatori della scuola che abbiamo costruito in Nepal, a Ghami un villaggio nel Mustang, con la Pietro Taricone Onlus. In particolare abbiamo avviato una campagna di crowdfunding per acquistare libri, riparare l’edificio, acquistare dei pannelli solari, assumere nuovi maestri per dare la possibilità di studiare ad altri bambini della regione. Sono arrivati i primi computer ed il collegamento internet. Inoltre, c’è anche il dormitorio da sistemare; dei 56 alunni solo 8 vengono dal paese, gli altri da fuori. Col Nepal ho un legame profondo, tempo fa ho fatto amicizia con una coppia autoctona e grazie a loro ho scoperto la storia e la bellezza di questo popolo che purtroppo sta scomparendo a causa della pressione del mondo Occidentale. Così ho deciso che non potevo restare a guardare, ma dovevo fare qualcosa per queste persone.”

Quando tornerà quindi nel mondo del cinema?

“In realtà presto, perché uscirà su Sky Atlantic la serie ‘Diavoli’, una fiction dedicata al mondo della finanza nella quale recito accanto a Patrick Dempsey e Alessandro Borghi. E poi uscirà l’adattamento polacco di ‘Perfetti sconosciuti’, quindi tornerò nella mia terra per la promozione del film, sono molto emozionata... sono curiosa di vedere la reazione del pubblico.”

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“Il nostro corpo si trasforma perché dovremmo sforzarci di apparire come in realtà non siamo?”

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