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Jorit Agoch

di Joanna Irena Wrobel

Numero 196 - Febbraio 2019

Volti di guerrieri metropolitani, che sorvegliano le strade delle periferie del mondo. Facciate grigie di palazzi, che si trasformano in uniche note di colore in luoghi anonimi e senza storia...


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Volti di guerrieri metropolitani, che sorvegliano le strade delle periferie del mondo. Facciate grigie di palazzi, che si trasformano in uniche note di colore in luoghi anonimi e senza storia. Volti silenziosi, che con i loro sguardi intensi, trasmettono la grande tensione e una meravigliosa pace interiore. Le opere di Jorit (nome di battesimo) Agoch (pseudonimo artistico) disseminate ovunque, negli angoli bui di tante città, formano una sorta di galleria aperta, che tanto si addice alla spontaneità che la strada propone. Pittore sensibile, street-artist di grande talento, Jorit Agoch è nato a Quarto (1990), periferia di Napoli: padre italiano e madre olandese. Diplomato (con lode) all’Accademia di Belle Arti di Napoli, già da adolescente fa parte di un gruppo di writers, che con bombolette spray marchiano il proprio territorio, alla ricerca di visibilità e nella speranza di potersi esprimere in modo libero e incondizionato. I primi lavori di Jorit, pur contenendo gli elementi espressivi di una certa originalità stilistica, rimangono fortemente legati ai canoni tipici del graffiti-writing tradizionale. In quel periodo, ancora adolescente, realizza numerosi dipinti (illegali) su treni, muri, edifici in molti paesi d’Europa. -taglio- L’attività pittorica, una vera passione di vita, si affianca ad una costante militanza politica, che presto avvicinerà l’artista al movimento dei No Global. Nel 2005, Jorit Agoch compie il suo primo viaggio in Africa: un continente, che lo colpisce profondamente e che visiterà numerose volte, con permanenze molto lunghe. Il soggiorno in Tanzania, diventerà per lui, una vera scuola di vita e in seguito, darà spunto per avviare eventi di beneficienza, realizzati per raccogliere i fondi necessari per costruire un reparto di maternità in uno sperduto villaggio africano. La stretta collaborazione con gli artisti (dal grande talento tecnico e creativo) della Scuola Internazionale di Dar-es-Salam, lo portano ad approfondire la propria ricerca artistica e stilistica. Una particolare attenzione al dettaglio, l’attento studio di anatomia del volto, una ricerca di cromatismi personalizzati, avvicinano i dipinti dello street-artist napoletano ai migliori esempi della pittura realista del Cinquecento italiano. Ben presto, i lavori di Jorit vengono apprezzati anche dalla critica e dal 2008, gli aprono le porte degli spazi istituzionali, dei musei e delle gallerie di tutto il mondo. Ma la sua attività artistica resta principalmente legata alla strada, dove la fruizione del pubblico, gratuita e senza limiti, compie un ruolo sociale: avvicina chiunque all’arte, suscitando insperato interesse e nuove emozioni. Dal 2013, l’artista napoletano si concentra esclusivamente sulla raffigurazione dei volti umani, che inizia a marcare con due strisce rosse sulle guance. Segni, che rimandano ai tradizionali riti iniziatici/magici africani del passaggio dall’infanzia all’età adulta. Il momento simbolico dell’entrata dell’individuo nella tribù, in una “Human Tribe”, come la chiama l’artista, non implica, per forza, né appartenenza territoriale, né gerarchia sociale. Nel suo percorso artistico, in costante -taglio2- crescita, Jorit Agoch matura una consapevolezza molto forte del mondo che lo circonda e nello stesso momento, afferra (a volo) lo straordinario ruolo che l’Arte gli riserva. Un viaggiatore instancabile, un messaggero di pace, si sposta continuamente, disseminando dappertutto le proprie opere. Stati Uniti, Australia, Israele, Cuba, Cile, Bolivia, Medio Oriente: gli infiniti viaggi, intorno al Mondo, gli permettono di venire a contatto con sempre nuove realtà politiche ed esistenziali. I suoi grandi murales (questa volta sempre legali) dipinti sulle facciate di palazzi popolari, sugli osceni muri che dividono le nazioni e le culture, lasciano il segno indelebile, di chi è sempre stato paladino di uguaglianza e di giustizia universale. La vasta gamma di umanità che egli ritrae, dal campione sportivo al musicista rap, dal regista famoso al semplice uomo di strada, dal critico d’arte al vicino di casa, dall’attivista dei diritti umani al santo del quartiere, unisce virtualmente (in una immensa comunità) tutti i rappresentanti della razza umana. I volti diversi, che rimangono il principale interesse della ricerca artistica di Jorit Agoch, cambiano la prospettiva di ogni città dove appaiono, diventano delle mute sentinelle di pace e di ordine. Immagini iperrealiste, piene di dettagli e di sfumature inedite, che rendono i volti vivi ed espressivi, pieni di calore e di sentimenti veri. Nei suoi graffiti tecnicamente perfetti, Jorit racconta un mondo ricco di sfumature e in continua, inesorabile, evoluzione. Un Universo pieno di contrasti e di ingiustizie sociali, dove però, ogni persona ritratta viene considerata nella sua diversità, inclusa senza nessun giudizio, in questa galleria (democratica e globale) di ritratti, dove tutti sono uguali e solo, per ricordare la propria appartenenza, si segnano i volti come legittimi membri della Tribù Umana.





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