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Jenny Jägerfel

di Maresa Galli

Numero 230 - Maggio 2022

Psicologa e scrittrice, Jenny Jägerfeld è amata dai giovani per i quali scrive preziose storie di formazione


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Psicologa e scrittrice, Jenny Jägerfeld è amata dai giovani per i quali scrive preziose storie di formazione. Classe 1974, nata a Skärblacka, una cittadina del sud della Svezia, è considerata l’erede della tradizione di autori scandinavi per ragazzi come Ulf Stark e Astrid Lindgren. -taglio- Come psicologa ha lavorato a lungo con bambini, adolescenti e adulti ed ha coltivato, sin da piccola, il sogno di diventare scrittrice facendo tanta gavetta e diversi mestieri. Da ragazza lettrice accanita, divorava tanti libri della ricca biblioteca paterna, dai classici ai thriller alla saggistica. Nel 2006 debutta come scrittrice e le sue storie sono tradotte in più di 15 lingue. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti tra i quali spiccano il Premio August e il Premio Astrid Lindgren. Il suo nuovo libro, “La mia vita dorata da re” (Iperborea), è il primo di una trilogia: in primavera l’autrice pubblicherà il secondo capitolo dal titolo provvisorio “La mia morte spaziale col botto”. Il protagonista del racconto è Sigge, ragazzino che non riesce a vivere buoni rapporti sociali ed è oggetto di scherno da parte dei compagni. Se nella sua città, Stoccolma, Sigge è bullizzato e considerato gay perché ama il pattinaggio sul ghiaccio, presto conoscerà il riscatto nel Royal Grand Golden Hotel Skärblacka, gestito in un piccolo paese dalla saggia nonna Charlotte. Il suo è “un percorso alla rovescia – spiega la scrittrice - perché immaginavo Sigge al centro di una famiglia allargata e stimolante come la figura della fantastica nonna”. In tutti i suoi libri, Jenny Jägerfeld tratta con sensibilità e garbata ironia temi scottanti: la malattia mentale, l’identità di genere, l’accettazione, l’esclusione, l’emarginazione, il conformismo, la piena espressione di sé, il suicidio, la morte, rendendola più accettabile ai bambini. -taglio2-“Il suicidio – spiega - è ancora un tabù. Si teme che parlandone si possano istigare le persone a compierlo, mentre è un modo per permettere di chiedere aiuto”. Un altro bel romanzo di Jägerfeld è “Miss Comedy Queen”, incentrato sulla storia di Sasha, dodicenne che deve gestire il dolore causato dal suicidio di sua madre; Sasha troverà la propria strada e sublimerà il dolore dedicandosi all’arte della comicità. La storia, presentata alla “Berlinale 2022”,è diventata film, “Comedy Queen”, per la regia di Sanna Lenkin “un progetto onesto di un’autrice psicologa che sapeva di cosa stava parlando. Mi è piaciuta la sfida”, come spiega la regista. La comicità come risposta al dolore, il peso e la responsabilità infantile di voler rimettere tutto a posto. “Ritengo che il pericolo non stia tanto nell'essere addolorati, pieni di rabbia o preoccupati – afferma Jägerfeld - quanto nel trovarsi a dover affrontare da soli pensieri e stati d'animo così difficili e pesanti. Perché si si corre il forte rischio di sentirsi veramente soli al mondo. Si corre il rischio di dimenticare che le cose possono cambiare. È fondamentale che non si creino tabù, e che tutti contribuiscano a creare una rete di informazione e conoscenza che possa diventare anche rete di sicurezza per i nostri adolescenti”. La scrittrice, come poche, sa trattare temi difficili con leggerezza, svolgendo una funzione pedagogica, terapeutica.





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