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“Io, l'arte e la sperimentazione”

di Paola Ratti

Numero 200 - Giugno 2019

Intervista a Paola Omboni, curatrice d'arte che ha aperto a Milano Tbs, uno degli spazi più vivaci del capoluogo lombardo


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Le persone sono sempre più vicine all'arte e lo dimostra il boom di presenze che si sta registrando nei musei e nelle gallerie. Una vivacità che si registra in particolare a Milano, dove sono numerosi gli spazi artistici, come Tbs che ha ospitato negli ultimi tempi delle mostre di successo come “Io non sono roba tua” (dove hanno esposto Valentina Angeloni, Adele Ceraudo, Paola Citterio, Claudia Ferrari, Pamela Giaroli) e “Riflessioni” di Jean-Marc Felzenszwalbe (rappresentato dalla galleria Xenithia-Nomade). Ne parliamo con chi ha dato vita a Tbs, ovvero Paola Omboni.

Quando è nata la sua passione per l'arte? E quando ha deciso di trasformarla in professione?

“Il primo incontro con l’ arte è avvenuto in maniera abbastanza casuale in realtà e, come spesso accade, grazie ad un professore. Le lezioni del Prof. Giovanni Agosti con le sue divagazioni sulla vita degli artisti, personaggi mitici alle prese con duelli, discussioni col Papa, amori, debiti e beghe squisitamente umane mi hanno aperto al mondo dell’arte in maniera incisiva. -taglio-Conoscere i simbolismi e i tecnicismi dietro a opere così meravigliose e inaccessibili, ha creato un legame emotivo ancora più profondo. Questo modo di approcciare l’ arte dove contano non sono solo le opere, ma anche il processo creativo e il vissuto dell’ artista, influenza ancora oggi il rapporto con gli artisti con cui collaboro. La consapevolezza che sarebbe stata la mia carriera, è maturata solo col trasferimento a New York.”

Cosa ci racconta del suo periodo negli Stati Uniti?

“Mi sono trasferita a New York nel 2004. La città era, ovviamente, molto diversa . Molti dei quartieri che oggi sono trendy, in quegli anni erano ancora in fase di sviluppo e gentrificazione ed erano terreno fertile per le arti e le contaminazioni. Loft incredibili con finestre a parete e vista mozzafiato sul Empire State Building, senti tutta l’energia della città attraversarti le vene ( e spesso anche un topo la tua cucina vivono più topi a New York che esseri umani!). É un’esperienza travolgente. A New York, sotto la guida di importanti curatori internazionali, ho imparato a muovermi sul campo. Grazie a loro, ho collaborato alla nascita di Organizzazioni che oggi sono punti di riferimento nel settore, a contatto con artisti di grande calibro con cui ho sempre condiviso l’ entusiasmo e instaurato un rapporto personale oltre che professionale. New York mi ha dato un figlio, un matrimonio scombinato e una galleria sperimentale. Sono stati I viaggi a Miami in occasione di Art Basel, le cavalcate in Montana dove le persone mi guardavano incuriosite perchè sono bruna. Sono stati gli anni di vera crescita a livello personale oltre che professionale, New York è stata, soprattutto, tanta libertà creativa.”

A Milano ha aperto Tbs, uno spazio espositivo che sta diventando pian piano un punto di riferimento per l'arte contemporanea. Ce ne parla?

“Tbs è uno spazio aperto alla sperimentazione e alla collaborazione artistica. É un luogo di azione e anche un punto d’incontro per gli artisti e non solo. Buona parte del mio lavoro consiste nel collaborare alla creazione di progetti, incontrare nuove realtà, indirizzare I talenti, creare occasioni di crescita professionale e creativa per gli artisti. Tbs si differenzia dalle gallerie d’arte tradizionali -taglio2-per la natura intima degli eventi, il legame personale che unisce le persone che la frequentano e per l’ arredamento stesso. Devo ammettere che Tbs è, in maniera spontanea, diventata il mio salotto dove, attraverso le opere degli artisti, esprimo un pensiero e offro uno scorcio non filtrato sulla società. In un certo modo è un luogo della mia mente.”

Con quale criterio sceglie le mostre da ospitare?

“Partendo da questo modo di concepire e vivere Tbs come un’officina artistica, ho la possibilità di slegare la promozione dell’arte contemporanea dalle catene del collezionismo più tradizionale. Espongo artisti che colpiscono la mia sensibilità e di cui apprezzo la filosofia oltre che la tecnica. Il mondo artistico al femminile mi affascina intimamente e spesso nelle mostre che organizzo il numero di artiste donne è superiore a quello di artisti uomini.”

Che momento sta vivendo l'arte in Italia? C'è crisi o un maggiore interesse (dal punto di vista del pubblico come degli acquirenti)?

“Sto ancora imparando a conoscere il mondo artistico italiano le cui dinamiche sono piuttosto diverse da quello americano. Ci sono molti artisti interessanti anche tra i giovanissimi e Milano è una città culturalmente attiva con un pubblico attento e curioso. Forse il collezionismo di arte contemporanea è ancora tiepido però, attraverso una diversificazione del target, credo ci siano ottime potenzialità.”

Cosa dobbiamo aspettarci da Tbs nei prossimi mesi?

“Oltre a continuare con il programma di residenze (Tbs ospita un artista per un periodo di min 3 mesi max 6) mi piacerebbe organizzare dei laboratori creativi per i bambini del quartiere con la collaborazione degli artisti stessi.”

Altri progetti, extra Tbs, a cui sta lavorando?

“Ultimamente sto seguendo diversi progetti artistici in collaborazione con lo studio di architettura ELLEVI e con LaTenda, il multibrand store di via Solferino che nel 2015 ha lanciato il progetto LaTenda Experience che unisce moda e arte. Questo lavoro è però a titolo personale, non in quanto Tbs, ma in fondo il confine tra la mia identità e Tbs è molto fluido...”





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