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Io Confesso

di Maresa Galli

Numero 207 - Febbraio 2020

L’opera di Maria Rita De Fraia, con protagonista il gatto Indy Jons, emoziona e coinvolge


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Cosa succede quando un fiero gatto nero decide di raccontarsi? Ne vien fuori un coinvolgente libro, “Io Confesso. Prima vita di un gatto europeo” (Europa Edizioni), presentato al Mondadori Bookstore di piazza Vanvitelli di Napoli, scritto da Maria Rita De Fraia, con lo zampino del suo adorato e compianto gatto. -taglio- L’imprevedibile, vivace gattone, bello come una piccola pantera, non poteva che chiamarsi Indy Jons, nato a Pozzuoli, il 15 aprile 2003, figlio di gatti europei, rigorosamente neri, e come segno distintivo, una V bianca sul pancino. Occhi furbi colore dell’ambra e ospite fisso degli umani: Aletta-De Fraia. Maria Rita De Fraia, laureata in Medicina e Chirurgia, specializzata in malattie infettive, pittrice autodidatta, espone le sue opere in tutta Europa e molte sono presenti in musei, enti pubblici, chiese e collezioni private. Già autrice di brevi racconti, nel 2016 ha pubblicato il volume “Piccole storie dell’impossibile” (Guida editori). Perché far scrivere un libro ad un gatto? Le chiediamo “Si è raccontato tanto dei gatti, delle loro storie, delle loro caratteristiche, lo hanno fatto i loro padroni (termine sul quale qualsiasi felino che si rispetti avrebbe molto da ridire), lo hanno fatto gli studiosi, i veterinari, gli animalisti, gli zoologi, gli etologi e un sacco di altri. Non pensate che sia il momento di dare la parola ai diretti interessati? L'idea di essere il ghost writer del mio Indy Jons, mi è venuta vivendo con lui una infinità di situazioni per lo più buffe ed esilaranti in cui solo un gatto può cacciarsi e uscirne con notevole nonchalance. I detrattori di queste bestiole li ritengono infidi, poco amorevoli e ladri, ma chi conosce a fondo un felino sa che mai tutti questi attributi negativi furono più falsi. Indy è estremamente intelligente tanto da fare finta di non esserlo, è sornione e buffone e sembra non amare perché quando si ama veramente non c'è bisogno di dimostrarlo. -taglio2- In questo libro si ride e leggermente, ma solo un poco ci si perde dietro l’addio dei cani e della tartaruga, ma la vita ci scuote col canto degli uccelli che il nostro amico segna come un invito a pranzo nell’epilogo della storia”. Si avverte oggi un forte cambiamento culturale, di sensibilità e di amore per gli animali che fa letteralmente impazzire il mondo del web con gatti che ne combinano di tutti i colori. Sir Harry Swanson, in un suo celebre aforisma, sosteneva: - “non è possibile possedere un gatto; nella migliore delle ipotesi si può essere con loro soci alla pari”. Tanti grandi artisti hanno condiviso i momenti di ispirazione con i loro gatti, animali indipendenti, liberi, profondi: Frida Kahlo, Picasso, Renoir, Manet, Goya, Warhol, Dalì, Lennon, Zappa, Syd Barret (Pink e Floyd erano i nomi dei suoi gatti), James Taylor e perfino Rossini, autore del divertente “Duetto buffo di due gatti”. E Neruda, Gautier, Sepulveda, Murakami, Lessing hanno scritto splendide pagine sugli amici “molto speciali”. Nel coinvolgente libro, straordinario atto d’amore per l’incredibile gatto dell’autrice, colpiscono i capitoli di vita familiare, l’Indy-pensiero (chi vive con un gatto vi si riconoscerà…), il suo rapporto con gli amici animali, le conflittuali relazioni…con i vicini di casa. Un libro gustoso, tenero, divertente, arricchito dalle preziose illustrazioni di Alessandro Aletta. Assolutamente da non perdere.





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