logo-musica

In costante tensione

di Maria Paola Di Palma

Numero 267 - Febbraio 2026

Ispirato a Peter Gabriel il nuovo ed interessante viaggio sonoro intitolato “MOZO” di Filippo Macchiarelli e Michelangelo Brandimarte


albatros-in-costante-tensione

“MOZO” (Abeat Records, distribuzione Believe) è il nuovo lavoro di Filippo Macchiarelli e Michelangelo Brandimarte, interpreti di grande talento che attraverso le sonorità del basso elettrico e dell’elettronica fuse con una vocalità dal lirismo abrasivo, hanno sondato gli abissi della mente umana con un linguaggio musicale proteso verso un’audace sperimentazione, -taglio- sempre ben ancorata alla tradizione. “MOZO” è un’opera magmatica e audace, nata per omaggiare il genio visionario di Peter Gabriel attraverso la reinterpretazione di otto brani della sua sempiterna discografia. Un viaggio ricco di ossimori, nei labirinti della psiche umana, è forse la migliore descrizione di questo disco, con una costante tensione e desiderio di voler approssimarsi alla celebrazione di un sacro intriso di carnalità, di passioni, di cadute, di ferite e fragilità. L’utilizzo stesso dell’elettronica, in un’epoca post-umana come quella attuale dominata dalla tecnica, crea un liquido di contrasto che amplifica ed estende l’umanità della parola e del canto, avvertiti come fragili e disperate richieste d’aiuto da un mondo sull’orlo del baratro. Filippo e Michelangelo, vi ricordate il vostro primo incontro e cosa ha subito colpito l’uno dell’altro? “Probabilmente tutto è cominciato all’Accademia Musicale Pescarese, durante le lezioni del nostro mentore, Maurizio Rolli. Fin da subito abbiamo scoperto di essere sulla stessa lunghezza d’onda: condividevamo gusti musicali molto simili e, soprattutto, un senso dell’umorismo a tratti demenziale che ha fatto da collante naturale alla nostra amicizia. Abbiamo trascorso insieme moltissimo tempo, prima durante gli anni in Accademia e poi al Conservatorio di Pescara. All’epoca, però, non avremmo mai immaginato che i nostri percorsi si sarebbero intrecciati anche dal punto di vista strettamente artistico.” Da allora a oggi, con il nuovo disco Mozo nel quale si inserisce una terza figura, quella di Peter Gabriel. Perché lui? “Gabriel è sempre stato per noi un punto di riferimento: la sua ricerca estetica, la spiritualità del suo lavoro, la cura del suono, l’impegno civile e la capacità di fondere elettronica e tradizioni etniche ci hanno sempre attratto in modo naturale. All’inizio, però, non pensavamo a un progetto dedicato a lui: stavamo sperimentando arrangiamenti di brani della tradizione pop-rock inglese con una formazione inusuale, due bassi elettrici, senza una direzione precisa. Col tempo, però, le nostre intuizioni hanno iniziato a convergere e ci siamo accorti che il percorso portava proprio lì: rileggere in modo personale alcuni dei suoi brani più iconici, destrutturandoli e ricomponendoli secondo la nostra identità sonora.” Musicalmente e personalmente, cosa vi ha insegnato la sua musica e il suo pensiero? “Lavorare sui suoi brani ci ha fatto entrare nel suo universo creativo, fondato su una ricerca costante e molto contemporanea. Questo percorso ci ha permesso di far dialogare la nostra estetica con la sua, affrontando il materiale originale con rigore ma anche con una libertà e una spontaneità che hanno guidato tutto il progetto.”-taglio2- Entriamo nel disco: come avete scelto i brani e in che modo li avete adattati al vostro scopo? “Abbiamo scelto i brani con cui avevamo maggiore affinità e che sentivamo parte del nostro vissuto. Lavorare con due bassi ed elettronica ci ha dato una palette sonora coerente. Da lì, in studio, abbiamo lasciato spazio alla creatività: partendo da strutture essenziali, abbiamo scolpito suoni e colori in modo libero e sperimentale, finché ogni pezzo non ha trovato la sua forma naturale.” Non avete mai avuto paura di confrontarvi con una figura alta come quella di Gabriel? “Non abbiamo mai pensato a questo progetto come a un confronto diretto, che sarebbe stato sterile e perfino controproducente. L’approccio che ci ha guidati è stato invece profondamente artistico, quasi fanciullesco, libero da qualunque vincolo. Ci incuriosiva l’idea di rielaborare la musica di Gabriel utilizzando due bassi elettrici — strumenti già di per sé poco convenzionali da orchestrare — liberandoli dal loro ruolo tradizionale di accompagnamento e trasformandoli in qualcosa di più onirico, magmatico, ctonio, grazie anche all’uso estensivo dell’elettronica. Proprio questo suono rarefatto ha iniziato a trovare senso nel momento in cui si intrecciava con le melodie e i testi, contribuendo passo dopo passo a delineare il paesaggio sonoro che stavamo cercando.” Molti hanno raggiunto il successo attraverso una cover. Questo Mozo più che cercare il successo facile sembra cercare di scuotere la psiche dell’ascoltatore. Era questo il vostro obiettivo? “Il nostro obiettivo è creare musica che rifletta la nostra identità artistica. Siamo abituati generalmente a lavorare su composizioni originali, quindi confrontarci con il materiale di un altro autore ci ha spinti a esprimerci attraverso la sua musica, rendendola nostra e creando un legame più diretto con l’ascoltatore e la sua dimensione interiore.”





Booking.com

Booking.com
No valid encoded path found in value '' for ioncube.loader.encoded_paths.
The error has been logged in /anchor/errors.log
Uncaught Exception

Uncaught Exception

No valid encoded path found in value '' for ioncube.loader.encoded_paths.

Origin

on line 0

Trace

#0 [internal function]: System\Error::shutdown()
#1 {main}