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Il romanticismo secondo Carlo

di Paola Ratti

Numero 232 - Luglio-Agosto 2022

Si intitola “Il tuo sorriso in un cassetto” il nuovo singolo di Carlo, giovane artista tutto da scoprire. E per farlo iniziamo da questa intervista!


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Si chiama Carlo Bonicci, in arte Carlo, è nato a Vigevano ed è sulle scene già da qualche tempo. Ha un passato da ballerino, uno in una band e poi un presente da solista con delle incursioni radiofoniche in veste di conduttore (nel 2020 è entrato a far parte della squadra di “Deejay Fox Radio Station”, web radio dove conduce insieme a Gabriele Boati, la trasmissione Oibò, un programma interamente dedicato alla musica rock e underground).-taglio- Di recente ha pubblicato (per Ondesonore Recods) un singolo dal titolo "Il tuo sorriso in un cassetto". Noi l'abbiamo intervistato per saperne di più. Come Nasce il tuo sorriso in un cassetto? Quanto c’è di autobiografico? “Il tuo sorriso in un cassetto nasce nel 2018 quando a seguito di una mia grande delusione d’amore ho sentito l’esigenza di esternare le mie sensazioni attraverso la musica. C’è tutto di autobiografico in questo brano”. Cos’è il romanticismo per te? “Molti si immaginano che il romanticismo possa essere una parola dolce nei confronti della persona amata oppure un piccolo gesto o regalo da scartare. Io credo invece che vada anche ben oltre il contesto del semplice 'Ti Amo'. Come lo è stato il movimento letterario e artistico che tutti conosciamo io credo che il romanticismo esalti la nostra spiritualità e l’emotività. Per me è un connubio di passione, delusione, lotte esistenziali, amore e malinconia”. Ci parli della tua collaborazione con Simone Bertolotti ed Emiliano Bassi? “Quando scelsi di cercare un produttore artistico pensai che la strada giusta sarebbe stata quella di rivolgermi ai professionisti migliori. Per questo motivo mandai le mie canzoni a Simone Bertolotti, produttore dei più gradi cantanti italiani e non solo, che accettò di lavorare con me sull’intera produzione di 10 brani, tra cui il tuo sorriso in un cassetto. Lavorare con Simone è incredibile, e con il tempo abbiamo avuto modi di diventare ottimi amici, lui è un profesionista molto bravo e preciso, è stata dura ma credo che abbia tirato fuori il meglio di me. Ovviamente Simone lavora alle sue produzioni con musicisti importanti tra cui Emiliano Bassi che ha registrato le batterie dei miei brani. Emiliano è unico, un professionista che non ha bisogno di presentazioni, oltre a suonare la batteria ha collaborato anche agli arrangiamenti musicali. È stata un’esperienza indimenticabile lavorare con loro e spero che ci possa essere in futuro l’occasione di collaborarci ancora”. Cosa ci dici del tuo passato da ballerino? “Da ragazzino uscivo con degli amici che amavano ballare la breakdance, cosi imparai con loro questa stravagante disciplina che mi ha dato le fondamenta per diplomarmi all’accademia MAS di Milano dove ho seguito un percorso formativo completo di danza, -taglio2- recitazione e canto. Durante gli studi ho avuto la fortuna di essere scelto in diversi corpi di ballo televisivi e soprattutto di dare la mia voce alla sigla di 'I Wanna Dance', programma televisivo trasmesso sul canale Boing”. E della band Maetrika? “Nella vita ho sempre voluto cantare. La danza e la recitazione sono state essenziali per migliorarmi come artista e performer. Dopo diversi anni dagli studi sentivo l’esigenza di creare una band di canzoni inedite e cosi Nel 2013 ho formato i Maetrika con i quali abbiamo pubblicato l’identità, un album contenente il singolo 'Una notte magica' che ha scalato le classifiche radio e Tv indipendenti. I Maetrika sono ancora tutt’oggi attivi e sono la mia seconda famiglia”. Quando è scattato il tuo desiderio di scrivere canzoni? È per te terapeutico? “Ero talmente piccolo che non mi ricordo nemmeno quanti anni avevo. So solo che è la mia vocazione e che la musica mi ha salvato dai miei momenti più bui. Scrivere mi permette di esternare le mie gioie e i miei dolori, ne ho bisogno, a prescindere che i miei brani vengano ascoltati o meno. Mi ricordo solo che già all’età di 9 anni i pennarelli li usavo per scrivere canzoni, inventavo la melodia e poi andavo da mia madre a fargliele ascoltare cercando il suo consenso”.
Che rapporto hai con i Social? “I Social per quel che mi riguarda sono strumenti importanti per far conoscere la propria musica. Oggi è doveroso sapere che le case discografiche tendono ad investire sull’artista emergente quando questo ha già un numeroso seguito di persone, motivo per il quale molti artisti cercano di entrare nei Talent Show. Io ho deciso di farmi strada attraverso il web e sto cercando di sfruttare al meglio le potenzialità dei Social Network. Sono soddisfatto del percorso che sto facendo con la mia community, loro si sono affezionati a me ed io a loro, cresciamo ogni giorno e in questo momento sono i miei fan più attivi”.
Prossimi progetti? “Lanceremo sicuramente altri singoli, non conosciamo ancora i tempi, ma lo faremo. Nel frattempo sto chiudendo il mio secondo album con i Maetrika, mi dedico alla didattica insegnando canto e continuo a fare musica dal vivo”.





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