I Giochi Olimpici di Milano-Cortina sono ufficialmente iniziati, e questo atleta non vede l’ora di scendere in pista per stupire il pubblico di tutto il mondo
All’inizio del suo percorso sportivo Daniel Grassl aveva il desiderio di dedicarsi a diverse attività sportive: avrebbe voluto essere un calciatore, un tennista, un giocatore di hockey. -taglio- Poi, però, come lui stesso racconta “ho iniziato a danzare sul ghiaccio” e da quel momento si è accesa la scintilla. Chi l’avrebbe mai detto che questo ragazzo dai folti capelli biondi avrebbe fatto la storia del pattinaggio artistico azzurro... in Italia non ce n’è per nessuno (oggi e nella storia). Daniel ha 23 anni e si definisce una persona estrosa, parla italiano, tedesco, inglese e spagnolo, capisce il russo e grazie alle sue fan mastica pure un po’ di giapponese. Ecco cosa ci ha raccontato… Prima di iniziare devo assolutamente chiederti come mai in Giappone sei un idolo? “È iniziato tutto dopo la prima gara di Coppa del Mondo Junior, avevo 13 anni e interpretavo Charlie Chaplin, che lì in Giappone adorano. Poi ha fatto tanto l’essere biondo, da loro è una rarità e quindi sono praticamente come Harry Stile! Mi seguono in molti sui social, cerco di rispondere a tutti. Una volta mi ha scritto una ragazza chiedendo: ‘Posso creare la tua fan page giapponese?’ e io le rispondo: ‘Certo’. Poi eccone un’altra che mi chiede la stessa cosa, ovviamente ho dato l’ok anche a lei. A quel punto caos totale: hanno iniziato a litigare tra di loro e ho dovuto scegliere, ‘colpa’, pare, di una sorta di regola dei social non scritta.” Passando al pattinaggio, sei un atleta che ha fatto e sta facendo la storia di questo sport… “Avevo fatto una scommessa con mia mamma. Mi fa: ‘Se riesci a fare un Quadruplo Lutz, prendiamo il cane’. È un salto molto difficile (non badate, è come segnare un gol in rovesciata in finale di Champions), sono stato il più giovane a completarlo in una competizione mondiale. E dopo un mese è arrivato il mio Kori”. Cosa fai quando non sei sul ghiaccio? “Vado al cinema. Alle medie avevo scelto il laboratorio di lingue, mi piaceva perché a fine anno si faceva sempre uno sketch di teatro. Mia mamma diceva: ‘Guarda che è una strada difficile, tutti vogliono fare l’attore’. -taglio2- Quindi ho scelto lo sport. E ho pensato: ‘Se divento bravo, poi magari avrò l’opportunità di recitare un film’. Questa fissa ora mi è un po’ scesa, preferirei fare tipo il regista o lo sceneggiatore.” Come ti sei avvicinato a questo sport? “Ero un bambino vivace, mi piaceva molto fare sport. Un giorno, dopo l’allenamento di hockey, c’era una gara di pattinaggio artistico e mi è subito scattata la scintilla. I primi tempi facevo anche tennis, poi ho dovuto prendere una decisione. Anche perché la mia prima maestra, una bulgara, era molto severa, esigente. Serviva molto tempo per starle dietro, dunque sono stato costretto a lasciare il tennis.” Ti consideri più un atleta o un ballerino? “Il segreto è essere tutte e due. Le cose importanti sono i salti, le trottole. In settimana passo almeno tre ore al giorno sui pattini, poi alleno anche il fisico con palestra, posturale, yoga. Siamo degli atleti che ballano sui pattini.” Come affronterai l’imminente Olimpiade? “In questa vorrò godermi ogni istante, nel 2022 c’erano diverse restrizioni causate dal Covid. E viverla mettendomi addosso meno pressione, e in questo mi sta aiutando un mental coach. Nel mio sport è fondamentale. Ti faccio un esempio. Prendi un esercizio: durante gli allenamenti puoi farlo benissimo venti, trenta volte, ma se poi in gara lo sbagli... basta, finito, perso. Poi il fatto che è in Italia è per me una doppia emozione. Non vedo l’ora di vivere l’atmosfera, sentire il pubblico...Qui da noi il pattinaggio femminile è diventato molto seguito grazie a Carolina Kostner, quello maschile invece è un po’ indietro. Spero di dare il mio contributo, provando magari ad ispirare qualche bambino che guarda da casa. Bisogna partire da questo.”