C’è una carenza di medici a tutti i livelli, a partire dai medici di medicina generale, e c’è carenza di medici ospedalieri, tanto che, in qualche caso, sono stati importati sanitari dall’estero
La situazione sanitaria è problematica ed è il risultato di scelte non sempre appropriate. Ormai da anni viviamo una sanità che non riesce a soddisfare le richieste degli utenti.-taglio- Sono note le liste d'attesa per una visita specialistica, o per praticare esami ematochimici e strumentali, e la difficoltà a trovare un posto letto in ospedale. È nota anche la situazione dei nostri Pronto Soccorso, sempre intasati; anche qui bisogna attendere ore per essere visitati. Dopo la visita, se è necessario un ricovero, per mancanza di posti letto, si può restare parcheggiati nei corridoi del pronto soccorso o in astanteria anche per giorni. Inoltre, nei Pronto Soccorso ormai succede di tutto; a parte le lamentele dei pazienti e dei loro familiari, sempre più frequentemente vengono segnalate aggressioni a medici e infermieri, e non solo. Per la mia lunga attività professionale ho vissuto in prima persona, nel bene e nel male, tutti i cambiamenti che hanno portato a questo stato di cose, a partire dal 1969, quando fu consentito l’accesso alla facoltà di medicina a tutti i diplomati, non solo a quelli che avevano conseguito una licenza liceale classica o scientifica. Così le facoltà di medicina furono inondate di studenti che dovevano diventare commercialisti, ingegneri o altro. Questa massa di iscritti complicò di molto il lavoro dei docenti della facoltà di medicina, che non erano preparati a seguire un numero così alto di studenti. Anche gli spazi e le aule per contenere tanti iscritti divennero insufficienti. Ma si proseguì ad attuare questa scelta, così col passare degli anni, il numero di medici aumentò notevolmente, fino a far parlare di pletora medica. Ricordo bene quegli anni, non passava giorno che sui giornali non ci fosse almeno un articolo sulla pletora medica, articoli che invitavano continuamente chi di dovere a prendere atto di una situazione che diventava sempre più insostenibile. Così nel 1987 fu introdotto, con decreto ministeriale, il numero chiuso alla facoltà di medicina, numero chiuso che è diventato legge nel 1999. Dopo alcuni anni dall’introduzione del numero chiuso non si sentì più parlare di pletora medica. -taglio2-Tutto a posto? Assolutamente no! A distanza di qualche decennio dall’introduzione del numero chiuso ci si rese conto che non c’erano più sanitari sufficienti per soddisfare le richieste degli utenti. Il numero dei medici era diventato insufficiente, con carenze che affliggevano e affliggono in modo particolare la medicina di base e gli ospedali, soprattutto i Pronto Soccorso. A questa riduzione di medici va aggiunto il calo del numero di posti letto, iniziato a partire dagli anni ’90. Ricordo che molti ospedali furono letteralmente chiusi o accorpati. Bisognava risparmiare. Intanto, con la legge n. 502 del 30 dicembre 1992, furono istituite le Aziende Ospedaliere con l’obiettivo di modernizzare e rendere più efficiente il sistema sanitario. Com’è attualmente la situazione? La conosciamo tutti bene, soprattutto chi ha avuto o ha bisogno di assistenza sanitaria. C’è una carenza di medici a tutti i livelli, a partire dai medici di medicina generale, e c’è carenza di medici ospedalieri, tanto che, in qualche caso, sono stati importati sanitari dall’estero. Questa cosa implica l’impossibilità di soddisfare tutte le richieste dei pazienti in tempi brevi, cosa che, oltre al disagio, comporta il rischio di non fare diagnosi precoci, il che può esporre il paziente a gravi conseguenze. Per quanto riguarda l’accesso alla facoltà di medicina, al momento, non si fa più il test d'ingresso nazionale, sostituito da un semestre filtro con iscrizione libera. A fine semestre, per essere ammessi, si dovranno superare tre prove scritte (Chimica, Fisica, Biologia). La graduatoria nazionale sarà fatta in base ai punteggi delle tre prove. Si risolverà qualcosa? Non lo so. Fatto sta che dopo mezzo secolo di leggi e sperimentazioni la nostra sanità continua a non trovare soluzioni idonee, e a soffrirne sono i pazienti, che sono costretti a superare tante difficoltà nei momenti più difficili della vita: quelli legati a una malattia.