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Il mondo che verrà

di Lucia De Cristofaro

Numero 213 - Settembre 2020

“Ma l'estate va e porta via con sé...” scriveva Franco Califano, e di fatto l’estate è finita, mettendo in stand-by il trauma Covid-19 con cui ognuno di noi ha dovuto fare i conti in tre mesi che ora, con il senno del poi, possiamo considerare da incubo


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Una bella stagione che è sembrata fin troppo breve e per alcuni quasi inesistente. In realtà sono pochi coloro che si sono potuti far travolgere dalla voglia di vacanze, di mare o montagna, cercando uno spazio aperto qualsiasi dopo mesi da reclusi. Molti altri, invece, hanno dovuto cercare di raddrizzare la barca della propria azienda, del proprio lavoro professionale o artigianale penalizzando proprio le vacanze.“Ma l'estate va e porta via con sé...” scriveva Franco Califano, e di fatto l’estate è finita, mettendo in stand-by il trauma Covid-19 con cui ognuno di noi ha dovuto fare i conti in tre mesi che ora, con il senno del poi, possiamo considerare da incubo. Ma ora che siamo a tre mesi di distanza dalla fine del lockdown qualche bilancio di previsione si può fare o è ancora presto? Possiamo dire che è tutto finito, che come in un film a lieto fine, siamo ritornati alla normalità o il peggio deve ancora arrivare? Difficile a dirsi, il futuro, purtroppo, appare ancora incerto e nonostante le iniezioni di fiducia che il Governo italiano e gli esperti continuano a darci, alla fine del tunnel pare che non ci siamo ancora arrivati, dovendo fare i conti con mezzo milione di persone senza lavoro e circa altre 400.000 ancora in cassa integrazione, considerate le proroghe date. Il team di esperti a livello governativo aveva già lo scorso maggio dato le linee guida per la ripresa, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo del Paese e di migliorare la sua sostenibilità economica, sociale e ambientale, in linea, di fatto, con l’Agenda 2030 e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e con gli obiettivi strategici definiti dall’Unione Europea, ai quali saranno connessi anche i finanziamenti del Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027 e numerosi strumenti finanziari straordinari,-taglio2- tra i quali il fondo “Next Generation EU”, forse attivo dal 1 gennaio 2021, proposto dalla Commissione Europea con tre assi di rafforzamento: Digitalizzazione e innovazione, Rivoluzione verde, Parità di genere e inclusione. Come si è visto tutti obiettivi comunque non immediati, perché nell’immediatezza non si ravvisa, ormai a estate superata, nessuna ripresa vera e concreta, soprattutto delle medie e piccole imprese, che sono state sempre il pilastro duro dell’economia italiana. Dovendo, quindi, decidere quale atteggiamento avere verso il futuro italiano, senza parlare di Welfare State, perché se il sostegno potrebbe anche arrivare, il benessere purtroppo lo vediamo ancora lontano, direi di protendere per il cauto. Non necessariamente da considerarsi come un atteggiamento negativo, ma di prudenza, onde evitare di sicuro la visione dark della situazione, ma di non farsi nemmeno prendere da un esagerato positivismo, non concentrato sulla realtà, ma su un potrebbe essere, che è un po’ come giocare d’azzardo, può essere che vinci, ma quello che è sicuro è che stai per il momento investendo sull’incertezza. Cautela significa ponderare ogni condizione, ogni proposta, per giungere ad un piano di fattibilità e determinare le condizioni di ripresa, azienda per azienda, artigiano per artigiano. Perché se il lockdown è arrivato improvviso per tutti indistintamente, la ripresa è individuale e dalle sfaccettature diverse da caso a caso. Prudenza allora cari lettori, senza però perdere la speranza di un futuro possibile e perché no roseo e luminoso.





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