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Il genio

di Maresa Sottile

Numero 197 - Marzo 2019

Sono ben 500 gli anni trascorsi dalla morte di uno degli italiani più illustri di tutti i tempi: Leonardo da Vinci


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Nel 2010 Leonardo da Vinci (Vinci 1452-1519) è stato “eletto” dagli italiani il massimo genio del nostro paese, ritenuto anche fuori dal nostro Paese uno dei più grandi uomini di tutti i tempi. Il 2 maggio di quest’anno cadono i 500 anni dalla sua morte, a soli sessantasette anni, età quasi veneranda per i suoi tempi, meno per noi oggi. Leonardo era figlio illegittimo di un notaio di Vinci (Firenze) e di una domestica, nonostante ciò fu ben accolto dalla famiglia paterna che di lui si occupò. Per molto tempo fu figlio unico, il padre poi si sposò più volte per la morte di tre delle sue mogli. Ebbe quindi un numero enorme di fratellastri e sorellastre paterni e anche da parte della madre, sposatasi a sua volta, cosa che gli procurò non pochi problemi. Pare che il nonno paterno si sia preso cura di lui, e alla morte di questi il padre, che nel frattempo si era spostato a Firenze ad esercitare la sua professione, vista la attitudine artistica del figlio, lo affidò alle cure della Bottega del Verrocchio, -taglio- nella quale già lavoravano Sandro Botticelli, Pietro Perugino, Domenico Bigordi detto il Ghirlandaio e Lorenzo di Credi. Bottega prestigiosa di un grande artista piena di futuri artisti di prima grandezza. E da qui inizia la storia artistica di Leonardo. Ma sappiamo tutti che Leonardo non fu solo un pittore, uno dei più grandi mai esistiti, ma fu un genio multiforme. Pieno di curiosità, studiò dall’anatomia all’ottica, dalla meccanica all’idraulica, dalla botanica alla geologia, precursore persino della caricatura nei suoi studi fisiognomini. E tutto ciò lo distrasse dalla pittura, rendendolo un artista poco affidabile per i tempi che metteva nel completare i suoi lavori. Inoltre amava sperimentare e per quanto geniale non sempre la sua sperimentazione andava a buon fine. Come nell’Ultima Cena di Milano e soprattutto nella Battaglia di Anghiari nel Palazzo Ducale di Firenze, non finita e andata perduta. L’Ultima Cena di Santa Maria delle Grazie a Milano, la più bella mai dipinta, già in fase di realizzazione denotò i suoi problemi creati dalla tecnica usata dall’artista sull’intonaco, ma anche dalla sfortuna, perché ancora in fase d’opera, un allagamento del refettorio lo danneggiò. Oggi è visitabile dopo molti anni di delicatissimi restauri. I tempi dilatati delle sue opere, a volte vi lavorava intere giornate senza interruzione e poi per molti giorni spariva preso dai suoi mille interessi e studi, non giovavano alla sua fama. Sappiamo tutti che per realizzare la Gioconda, ritratto di una dama fiorentina, non individuata con certezza assoluta, ci mise anni. Fu anche poco fortunato, però, perché il suo grande -taglio2- mecenate Ludovico Sforza, detto il Moro, perse il potere e il ducato, costringendo anche il suo beniamino Leonardo a fuggire da Milano. La lentezza nell’eseguire le opere pittoriche gli alienò l’interesse del Papa e lo costrinse infine ad ‘emigrare’ in Francia. Così la Gioconda la comprò il re francese Francesco I ed ora fa grande mostra di sé al Louvre, una delle opere più celebri al mondo. Oltre le splendide opere artistiche, Leonardo ci ha lasciato dei diari, i famosi Codici, con la famosa scrittura speculare, testimonianze del suo genio. Sparpagliati per vari musei del mondo e spesso incompleti, sono comunque la prova della sua vivacissima mente e delle sue intuizioni geniali, piccole e grandi. Funziona ancora il suo sistema di canali irrigatori in Lombardia, ideò il sottopassaggio, studiò il volo degli uccelli, inventandosi l’idea dell’elicottero e dell’aliante. Diceva, dopo aver trovato delle conchiglie durante un soggiorno nella zona, che dove ci sono le Alpi c’era il mare. Ma non lo prendevano sul serio, troppo ‘avanti’ per i suoi contemporanei. Queste solo alcune minime cose dei suoi vastissimi interessi e intuizioni. L’Arte di Leonardo riflette parte dei suoi studi: quando dipinge la vegetazione, le rocce, sono perfette dal punto di vista scientifico, eppure non sono fredde riproduzioni scientifiche, ma animate da vita e bellezza. Leonardo è anche l’unico artista che nei suoi dipinti sia riuscito a rendere il senso dell’aria, del pulviscolo atmosferico con lo ‘sfumato’, una tecnica che nessuno riuscì mai ad imitare, neppure il grande Raffaello che ci provò inutilmente.





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