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Il Binomio Perfetto

di Lucia de Cristofaro

Numero 197 - Marzo 2019

Secondo studi medici il pensiero creativo e il pensiero scientifico corrono su binari paralleli e quando si incontrano producono degli avanzamenti fondamentali per la vita delle persone...


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Secondo studi medici il pensiero creativo e il pensiero scientifico corrono su binari paralleli e quando si incontrano producono degli avanzamenti fondamentali per la vita delle persone, quindi l’uno di fatto non può fare a meno dell’altro per far si che si proceda verso il raggiungimento di un adeguato sviluppo sociale, culturale, tecnologico, scientifico. Non avremmo avuto nessuna delle innovazioni che oggi usiamo, messe in essere da progetti tecnologici, dove il processo è sì affidato a dati, apparentemente sterili, ma di fatto senza la giusta intuizione, dovuta alla creatività, nulla si sarebbe evoluto. Appare chiaro, sin da subito, quindi, che scienza e creatività, sono all’origine di quel speciale pensiero che chiamiamo genialità. -taglio- È, proprio, grazie al pensiero scientifico che abbiamo capito come la creatività non sia una qualità per così dire "magica", per la quale le idee nascono dal nulla, quanto, al contrario, la capacità di combinare informazioni, idee, spunti, intuizioni di persone diverse, attraverso epoche diverse. Infatti lo spirito visionario che ha condotto al progresso nella scienza e nella tecnologia è dato dalla capacità creativa e dall'interdisciplinarietà, quindi dall'abilità nel lavoro di squadra e nel combinare le idee tra le persone che lavorano nello stesso campo o in differenti settori, così da portare nuovo impulso e potenziale creativo alle attività consuete. Questo approccio creativo nei team operativi, permette di andare oltre il normale scetticismo con il quale vengono viste abitualmente le nuove idee e le innovazioni profonde. Tutto ciò ci porta ad approdare ad una visione completamente diversa del pensiero tecnologico e scientifico, visto come un insieme di dati asettici. La creatività, dunque, è una forza vitale, di sicuro più familiare nelle arti che nella scienza e la tecnologia, concetto questo che merita, però, di essere riesaminato, perché se si considera la creatività, come ci indicano studi statunitensi, una risorsa illimitata, essa si sviluppa a livello -taglio2- globale. Tale potenziale creativo, nei Paesi che investono in esso, sostenendolo anche finanziariamente le intuizioni nei più disparati campi dello scibile umano, porta alla società un benessere sia economico sia culturalmente evolutivo. E’ chiaro dunque che la crescita esponenziale dell’utilizzo dei dati, nei vari settori professionali, solo apparentemente si scontra con il processo creativo, in quanto il fattore umano resta l’elemento essenziale, anche per lì interpretazione dei dati e il loro utilizzo sociale. “Se puoi immaginarlo, puoi realizzarlo”, era il pensiero che già si faceva strada nel ‘900, ed infatti se osserviamo da vicino il problema, ci rendiamo conto che: lo scienziato si pone domande, raccoglie idee, punti di vista, suggestioni; l’artista che sente il bisogno di creare qualcosa di ancora non ben definito, invece raccoglie spunti, osserva, accumula esperienze, storie e dati che un giorno forse utilizzerà, in questo modo viene coinvolto il lateral thinking, ovvero il pensiero laterale (o divergente), un tipo di pensiero che non segue le regole della logica, ma è istintivo, capace di stabilire libere associazioni tra le cose. Pablo Picasso non a caso, consigliava: "impara le regole come un professionista, in modo da poterle infrangere come un artista".





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