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I sofisti

di Alfredo Salucci

Numero 200 - Giugno 2019

Dare del sofista a qualcuno non è certo un complimento, giacché spesso questo termine è inteso come cavilloso, capzioso, nel senso di trarre in inganno.


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Dare del sofista a qualcuno non è certo un complimento, giacché spesso questo termine è inteso come cavilloso, capzioso, nel senso di trarre in inganno. In realtà le cose non stanno proprio così. I sofisti nell’antica Grecia, anche se non avevano una scuola di pensiero, erano considerati comunque portatori di novità culturali. Questi filosofi erano dei girovaghi e si spostavano continuamente per insegnare. Per le loro lezioni si facevano pagare, anche profumatamente. Anche per queste loro caratteristiche, viaggiare e farsi pagare, non godevano però di una buona reputazione, tanto da essere considerati da alcuni dei cattivi maestri e per niente dei filosofi. Non a caso i due maggiori esponenti di questa categoria, Protagora e Gorgia, furono accusati rispettivamente di relativismo e nichilismo. Protagora nacque ad Abdera, in Tracia, nel 481 a.C. Viaggiò molto e durante i suoi viaggi si fermava a insegnare le sue teorie. Pare che abbia incontrato il tragediografo Euripide e il politico Pericle. Protagora è famoso per aver affermato che: “L’uomo è misura di tutte le cose, di quelle che sono in quanto sono, e di quelle che non sono in quanto non sono”. -taglio-Qual è il significato di questa frase? Che le cose, ossia gli oggetti percepiti attraverso i sensi, appaiono in modo diverso a ognuno di noi. In pratica non esiste una verità universale, ma ogni individuo è portatore della sua verità. E questo chiaramente è relativismo. Oggi però c’è un’altra lettura del termine ánthropos, uomo, che intende per ánthropos non il singolo uomo ma la collettività, e per qualcuno l’umanità. Intesa in questo senso la misura di tutte le cose non sarebbe più il semplice uomo ma tutta l’umanità, mentre le cose rappresenterebbero non tanto gli oggetti quanto i valori. Questa interpretazione cambia completamente le cose, tanto da dover riconsiderare il pensiero di Protagora alla luce di queste nuove informazioni.
L’altro importante sofista è Gorgia nato in Sicilia e precisamente a Lentini, oggi in provincia di Siracusa, nel 483 a.C. Pare sia stato discepolo di Empedocle e abbia avuto come maestri di retorica Corace e Tisia. Nel 427 si recò ad Atene per un’ambasceria, dove ebbe un grande successo per la sua capacità oratoria. È autore di un’opera Sul non essere o sulla natura, in questo scritto è riportata la frase famosa che ha fatto ritenere Gorgia un nichilista: “Nulla è, e se anche qualcosa fosse, sarebbe inconoscibile, e se fosse conoscibile, non sarebbe comunicabile ad altri”. L’altra opera di Gorgia è L’encomio di Elena, in cui, con un articolato discorso, dimostra che Elena non è colpevole della guerra di Troia, ma è stata costretta ad abbandonare Sparta mediante la forza del logos, un discorso persuasivo a cui è impossibile resistere.-taglio2- Sia Protagora che Gorgia sono considerati dei democratici. Le città frequentate da Gorgia, Lentini, Akragas, l’odierna Agrigento, Siracusa erano tutte democratiche. Quando giunse ad Atene, culla della democrazia, Gorgia era già un democratico.
I sofisti erano accusati da Platone di aver smarrito la verità e di non ricercarla. Per i sofisti in realtà non esiste una verità assoluta, ma solo il verosimile o meglio il probabile. I sofisti hanno anche insegnato che la politica è poco o per niente compatibile con la verità. Questa considerazione è stata ripresa in seguito da molti autori per verificarne la consistenza. Il pensiero politico è dialogo, confronto di idee, verifica di quanto affermato e possibilità di rivedere quanto sostenuto alla luce di nuove acquisizioni. È evidente che in democrazia non si possono avere verità assolute, perché in questo caso non sarebbe più una democrazia ma una tirannia. Infatti, la verità è tirannica, non lascia spazio al dialogo. L’agire politico, invece, è basato sullo scambio continuo di opinioni e sull’analisi dei diversi punti di vista. La difformità di opinioni è un arricchimento. Consideriamo per un attimo di vivere in un modo dove tutto è verità. Non avremmo altra possibilità che adeguarci senza mai poter dissentire: questo stato di cose non è democrazia. I sofisti hanno insegnato proprio questo: ogni individuo può e deve avere la sua opinione che va accettata o combattuta mediante il logos, il discorso.





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