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I malanni di James Joyce

di Alfredo Salucci

Numero 185 - Febbraio 2018

I malanni di James Joyce - La storia di uno degli scrittori più amati del secolo scorso, tra salute e letteratura


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James Joyce è stato uno dei maggiori scrittori del secolo scorso. Nasce a Dublino il 2 febbraio del 1882 da una famiglia molto cattolica. James era il maggiore di dieci figli. Gli fu impartito un rigido insegnamento religioso, prima al Clongowes College, College gesuita, poi al Belvedere College, sempre gesuita. All’università di Dublino studia lingue moderne, soprattutto inglese, francese e italiano. Si laurea nel 1902 in lingue moderne. Nello stesso anno si iscrive alla facoltà di Medicina e Chirurgia della Sorbona di Parigi. In seguito alla morte della madre, Joyce torna a Dublino e si iscrive alla Catholic University Medical School. La sua passione per la scrittura, però, gli impedisce di laurearsi in medicina. Ma questi studi danno a Joyce una discreta conoscenza delle nozioni basilari della medicina. Nel suo romanzo più noto, Ulisse, queste nozioni gli permetteranno di affrontare temi strettamente medici, come il problema di un parto in cui bisogna scegliere fra la vita della madre o del nascituro. -taglio- Joyce ha un carattere ribelle sviluppato sin da piccolo, già all’età di nove anni scrive un pamphlet contro Timothy Healy, un irlandese nazionalista. All’età di sedici anni mostra il suo atteggiamento anticonformista e anticlericale. Joyce sarà a Trieste come insegnante, qui incontrerà Italo Svevo, autore della Coscienza di Zeno, che lo contatta in quanto desideroso di apprendere la lingua inglese. Fra Svevo e Joyce nasce una sincera amicizia. Parlavano di letteratura e di progetti letterari. Svevo sottopose al giudizio di Joyce i suoi scritti che furono molto apprezzati. Furono proprio gli incoraggiamenti di Joyce a spingere Svevo a completare e pubblicare la Coscienza di Zeno, reagendo così alla scarsa attenzione riservata dall’ambiente letterario ai suoi due primi romanzi, Una vita e Senilità. Proprio a Trieste, Joyce elabora il suo Ulisse che diventerà la sua opera più famosa. In questo periodo di permanenza a Trieste Joyce fu ricoverato per un reumatismo articolare acuto all’Ospedale della città. Nello stesso tempo, 26 luglio 1907, Nora Barnacle, prima sua amante poi moglie, dava alla luce la figlia Lucia. Le condizioni economiche in quel periodo per Joyce e la sua famiglia erano davvero precarie. Joyce aveva il vizio di bere. La cosa gli provocherà molti guai, diventa collerico, irascibile, con cambi improvvisi di umore. Le liti in famiglia diventeranno sempre più frequenti. Intanto, alla figlia Lucia viene diagnosticata la schizofrenia, mentre Joyce inizia a soffrire di glaucoma. Joyce continua a bere e fumare, cosa che oltre ad offuscare la sua mente danneggerà anche la sua -taglio2- mucosa gastrica, inizia così a soffrire anche di gastrite, poi, di piorrea alveolare che lo costringerà a estirpare tutti i denti. Nel 1917 i disturbi agli occhi aumentano, tanto da costringere Joyce a un intervento chirurgico di asportazione dell’iride all’occhio destro, riducendo di molto l’acuità visiva. Intanto l’irite, infiammazione dell’iride, l’anno successivo si manifesterà a entrambi gli occhi. Nonostante le visite effettuate presso i migliori oculisti europei, le sue condizioni non migliorano. Tutte queste sofferenze non fanno che peggiorare la salute di Joyce, che continua a bere. Questa cosa minerà il suo sistema nervoso. Anche la malattia di schizofrenia diagnosticata alla figlia, Lucia, non accettata da Joyce peggiorerà le sue condizioni di salute. La malattia della figlia è rifiutata anche per un senso di colpa. Joyce acconsentirà al ricovero di Lucia solo quando la figlia diventerà violenta. Nel 1930 Joyce subirà un intervento all’occhio sinistro. Col tempo la salute dello scrittore si aggrava ulteriormente. Qualcuno ha avanzato l’ipotesi che con l’età fosse diventato anche diabetico. Intanto, Joyce continua a bere, e l’alcol col tempo gli provocherà prima una gastro-duodenite, come accennato, poi un’ulcera, forse gastrica. L’11 gennaio 1941 l’ulcera si perfora e viene operato a Zurigo. A detta dei chirurghi che l’avevano operato, l’intervento era riuscito perfettamente. Joyce, purtroppo, morirà dopo due giorni per peritonite. Joyce con le sue nozioni di medicina aveva spesso parlato nei suoi scritti di malattie, ma aveva sempre trascurato la sua salute.





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