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Hugh Grant

di Tommaso Martinelli

Numero 220 - Maggio 2021

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A sessant’anni è ancora un sex symbol, e forse sta vivendo un nuovo periodo d’oro per la sua carriera dopo che gli anni ’90 lo hanno reso un mito


Non si contano i ruoli di Hugh Grant che hanno conquistato intere pagine della storia del cinema contemporaneo. Chi non lo ricorda, per esempio, nei panni di Charles nella pellicola “Quattro matrimoni e un funerale”? Chi, invece, non ha più smesso di seguirlo dopo averlo accanto a Julia Roberts nella commedia romantica “Notting Hill”? -taglio1-L'attore londinese, dopo aver conquistato la vetta della classifica dei sex-symbol più desiderati a livello internazionale, a sessant'anni splendidamente portati, compiuti lo scorso 9 settembre, si considera un uomo tutto nuovo e sicuramente più profondo. Una consapevolezza che oggi si riversa anche nella scelta dei ruoli. Come l'ultimo, con cui sta ottenendo un grandioso successo nella serie “The Undoing - Le verità non dette”, in cui interpreta il ruolo di Jonathan Fraser, un oncologo pediatrico. Hugh, come vivi il tempo che passa? “Non lo vivo né con malinconia e neanche con frustrazione. Per me è stato sempre importante avere la certezza che non stessi perdendo o sprecando il mio tempo. Perché sono sempre stato dell'idea che non possiamo permetterci il lusso di non sfruttare un'opportunità che magari a tanta gente viene negata. Se la vita ci dà la possibilità di fare il lavoro che si è scelto di fare o di riuscire a costruire la famiglia che da tempo si desiderava costruire, perché impiegare se non in quello le proprie energie?” Con i tuoi figli che papà sei? “Sono un papà che cerca di essere severo ma unicamente per il loro bene. Cerco di fare in modo che pretendano il massimo da se stessi, come io ho fatto con me. D'altra parte, si sa, soltanto inseguendo fino i fondo i propri sogni poi si hanno delle concrete speranze per vederli esauditi. Cerco di far capire ai miei figli che, oggi come oggi, nessuno ti regala niente. Anzi. Facendo affidamento sul proprio talento e sulla propria personalità, poi, è più facile conquistare gran parte di quello che si desidera. Ritrovarsi ad auspicare che le cose possano esserci regalate, magari sperando in un grande colpo di fortuna, francamente, lo trovo davvero molto triste.” Nel corso della tua carriera hai recitato con tantissime attrici, dando vita a coppie entrate nella storia del cinema… “Nel corso degli anni, effettivamente, ho recitato in tantissimi film che hanno ottenuto un ottimo riscontro da parte del pubblico. Una collega con cui ancora oggi mi sento è Renée Zellweger, con cui ho diviso il set de Il diario di Bridget Jones. Recitare con lei è stato molto stimolante, in quanto si tratta di una professionista seria e dotata di un enorme senso dell'ironia.” Oggi quando dici sì a un ruolo? “Quando penso che quel film, serie o personaggio possa effettivamente aggiungere un tassello alla mia carriera. In caso contrario, meglio continuare ad aspettare il copione giusto. In passato, per esempio, ammetto che forse avrei dovuto concedermi maggiore tempo prima di fare delle determinate scelte professionali. Adesso, però, per me non ha senso avere rimpianti legati al passato, quindi tanto vale pensare al futuro...”

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