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Helen Mirren

Amo le donne forti

di Tommaso Martinelli

Numero 213 - Settembre 2020

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I ruoli che la vedono protagonista di storie delicate ma al tempo stesso segnanti sono quelli che predilige l’attrice Premio Oscar. Che a 75 anni ha ancora tanta voglia di fare, ma anche la forza di dire no


A settantacinque anni vive con lo stesso entusiasmo e la forza di volontà di quando ne aveva venti. È questa l'essenza del segreto del successo di Helen Mirren, attrice premio Oscar tra le più richieste a livello internazionale che non ha mai nascosto la sua passione per l'Italia, in particolare per la Puglia, dove si rifugia non appena la sua fitta agenda degli impegni glielo consente...-taglio- Helen, cominciamo con un tuffo nei ricordi: quando hai scoperto di avere la passione per la settima arte? “Eh, è passato tanto tempo… Tanti anni fa, oramai, facevo la cameriera in Inghilterra, a Brighton, e non appena avevo un attimo di pausa amavo rinchiudermi nei cinema dove si sentiva quell'inconfondibile odore di tabacco e di birra. È lì che è iniziata la mia passione per questo mondo, che poi è diventato parte integrante di me.” Generalmente cosa ti spinge ad accettare una parte in un film? “Prima di tutto la sceneggiatura. Non mi limito a sfogliare il copione, ma cerco di leggerlo attentamente dalla prima all’ultima pagina. Ogni volta, cerco di monitorare il mio personaggio all'interno di una storia. Se ha un peso per tutta la durata del film, va benissimo. Se ha una durata minore ma lascia il segno, va altrettanto bene.” Quindi diciamo che non accetteresti un ruolo “di secondo piano”… “Mah, non è per presunzione. Diciamo che se si tratta, ad esempio, di un cameo, di un ruolo fugace, magari anche con grande visibilità ma che esula dal corpo della storia, non ho problemi a rifiutare. Non ho mai voluto esserci a tutti i costi, cerco di dare un senso a tutto quello che scelgo di fare... Adoro, per esempio, i ruoli di donne che sanno come prendere in mano il proprio destino.” A settantacinque anni, come vivi il tempo che passa? “Con la consapevolezza di essere stata molto fortunata. Perché la vita, in tutti questi anni, mi ha permesso di conoscere tante cose che non avrei neppure pensato di poter toccare con mano.” Nel 2017 hai vinto l'Oscar interpretando la regina Elisabetta II nella pellicola “The Queen”. Pochi sanno, però, che prima di vestire i suoi panni l'avevi già incontrata... “Sì, confermo di aver vissuto questa indimenticabile esperienza. L’ho incontrata una volta prima di vestire i suoi panni sul set, ma quando il film non era ancora previsto, quindi è stato del tutto casuale. Vi confesso al contempo che le mie origini familiari sono repubblicane, di conseguenza, forse proprio per questo, ho sempre avuto una mentalità aperta a differenza di gran parte dei monarchici. Allo stesso tempo, però, conoscendola meglio ho avuto modo di rispettarla ancora di più. Elisabetta II è una donna che rispetto molto, perché da diversi anni si è dedicata totalmente al suo ruolo istituzionale. Credo che il suo segreto sia quello di avere dalla sua parte una grande disciplina mentale e fisica. È ammirevole che una donna possa riuscire a raggiungere tutti i traguardi che si prefigge grazie alla sua moderazione.” Nel corso della carriera di un'attrice, come nel tuo caso, possono capitare scene di nudo sul set. Con quale spirito hai vissuto quel tipo di situazioni? “Sicuramente non è così divertente ritrovarsi a essere l'unica donna nuda all'interno di un set con la maggior parte di uomini! Ma credo sia una cosa che si possa superare preparandosi al meglio, anche a livello emotivo. Anche a mio marito sono capitate situazioni di questo tipo. Taylor (Hackford, ndr), però, non è un attore ma un regista e nel caso di ‘Ufficiale e Gentiluomo’, si ritrovò a dirigere due attori del calibro di Debra Winger e Richard Gere che su quel set si ritrovarono a essere i protagonisti di una delle scene più sexy della storia del cinema. Anni fa, però, non c'erano i coach che ci sono oggi sul set prima delle scene di sesso, quindi un po’ di imbarazzo inevitabilmente sorgeva, e forse era anche più bello e naturale così…” Alla fine degli anni ottanta, recitò nella pellicola erotica diretta da Tinto Brass “Caligola”. Inevitabilmente, il nudo su quel set, fece scalpore... “Più che scalpore, per me si trattò di un vero e proprio shock. Passata quella sensazione, però, mi ritrovai a riflettere sul fatto che da lì a qualche anno, quello che avevo girato in quel film, poi sarebbe stato consueto, e senza nessun tipo di scalpore, da vedere addirittura in televisione. A distanza di tempo, devo riconoscere che avevo azzeccato la previsione. Detto questo, ho un bel ricordo di quel film e di quel senso di libertà che si respirava sul set.” Sei una delle attrici più amate a livello mondiale, ma non hai mai nascosto il fatto che l'Italia, nel tuo cuore, occupa un posto speciale... “Amo il Bel Paese, in particolare il Salento, dove, non appena posso, trascorro più tempo possibile. Ecco, in futuro non mi dispiacerebbe lavorare su un set tutto italiano, magari ambientato nella mia amata Puglia.” È vero che stimi anche diversi artisti italiani? “Sì, tantissimi. Amo da sempre Anna Magnani, che per me rappresenta una delle più grandi attrici di sempre. Stimo molto Sophia Loren. Ma non potrò mai dimenticare la prima volta che vidi Monica Vitti nel film “L’avventura”, diretta da Michelangelo Antonioni: ne rimasi folgorata. Da quel momento, ho desiderato con tutta me stessa di poter costruire sul set qualcosa di così bello e importante e a distanza di anni, quell'entusiasmo e quella forza di volontà che avevo a quei tempi non mi hanno più abbandonata.”

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