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Guardando al futuro

di Tommaso Martinelli

Numero 266 - Dicembre-Gennaio 2026

Grande successo per Jazz’Inn 2025, un’edizione ancora una volta nel segno dell’innovazione e del progresso


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Sono stati presentati, di recente, gli eccellenti risultati di Jazz’Inn 2025, l’edizione che ha portato a Campobasso e in 13 borghi Molisani una settimana di lavoro condiviso tra imprese, pubbliche amministrazioni, università, startup, investitori e comunità locali. -taglio-L’incontro ha restituito il valore dell’esperienza direttamente attraverso le testimonianze di comuni e aziende del territorio, invitate a raccontare in prima persona le ricadute generate dal living lab di Fondazione Ampioraggio. Dalle interazioni emerse nei tavoli ai progetti avviati, fino alla collaborazione con Roma in qualità di case giver onorario 2025, è emerso con chiarezza come l’edizione di Campobasso abbia generato un’ispirazione diretta per il percorso della Capitale verso Jazz’Inn 2026. Il lavoro svolto in Molise è stato infatti selezionato da Riccardo Corbucci e Antonella Melito come caso da presentare alla commissione del Premio Roma Smart City Lab, risultando vincitore: un riconoscimento che sancisce Campobasso come riferimento nazionale di innovazione territoriale e segna simbolicamente il passaggio di testimone verso l’edizione capitolina del prossimo anno. Albatros Magazine ha incontrato Riccardo Corbucci e Antonella Melito, rispettivamente presidente e vicepresidente della Commissione Roma Capitale e statuto e innovazione tecnologica. Anche quest’anno siete stati tra i protagonisti di Jazz’Inn. Un bilancio di questa edizione? Corbucci: “Il bilancio è estremamente positivo. Jazz’Inn è una delle esperienze più originali nel panorama italiano dell’innovazione: un luogo dove la creatività incontra la pubblica amministrazione, le imprese, il mondo accademico e la società civile. Anche quest’anno abbiamo potuto confrontarci su progetti concreti, costruendo relazioni e partnership che vanno ben oltre l’evento. Roma ha portato come case giver l’assistente virtuale Julia che è stata protagonista di un tavolo partecipato dove sono emerse idee e suggestioni che approfondiremo nell’edizione del 2026 che si terrà a Roma. Ciò che rende Jazz’Inn speciale è la sua capacità di far nascere idee nuove in un contesto informale, nel quale condividere progetti e best practice.” Facciamo un passo indietro: come nasce il vostro coinvolgimento all’interno di Jazz’Inn? Melito: “Il nostro coinvolgimento nasce da una sintonia di fondo: la convinzione che l’innovazione non sia solo tecnologia, ma anche relazione, contaminazione, costruzione di fiducia tra soggetti diversi. Dopo la presentazione di Jazz Inn 2024, su proposta del presidente della consulta Roma Smart City lab Leandro Aglieri, nella sala Laudato si in Campidoglio, occasione nella quale ho proposto di lavorare per l’edizione 2026 su jazz Inn Capitale, decidiamo di partecipare a Merano per presentare la Consulta Roma Smart City Lab, un laboratorio di innovazione sociale che ha coinvolto oltre 220 soggetti e che sta promuovendo gruppi di lavoro e coprogettazione sui principali temi che rendono la smart city sostenibile e inclusiva, capace di utilizzare l’innovazione per migliorare la vita delle persone e ridurre le disuguaglianze. Jazz’Inn rappresenta perfettamente questo approccio: un laboratorio diffuso dove pubblico e privato collaborano non per slogan, ma per risultati concreti.” La prossima edizione, quella del decennale, si terrà a Roma. Obiettivi? Melito: “Sarà un’edizione simbolica. Portare Jazz’Inn nella Capitale significa valorizzare Roma come hub nazionale dell’innovazione sociale e tecnologica. L’obiettivo è far dialogare ancora più strettamente istituzioni, imprese e università, ma anche i cittadini, le start-up e le comunità locali. Vorremmo che il decennale fosse l’occasione per mostrare come l’innovazione possa essere un bene comune, radicato nei territori e capace di generare impatto reale. Roma può essere la città che unisce le competenze diffuse del Paese, trasformandole in un motore di sviluppo sostenibile.” La Commissione che presiedete ha un ruolo chiave nell’evoluzione amministrativa di Roma. Quali sono oggi le principali priorità per rendere più efficace l’azione amministrativa di Roma Capitale e avvicinare le istituzioni ai cittadini? Corbucci: “La nuova legge su Roma Capitale varata dal Governo e che sarà discussa in Parlamento rappresenta un passaggio fondamentale per dotare Roma dei poteri e delle risorse per adempiere alla sue funzioni di città unica, capitale del Paese e crocevia di turisti, fedeli e city users. -taglio2-È un’occasione storica per rendere Roma una città governabile senza il ricorso a poteri straordinari come quelli per il Giubileo o per l’emergenza rifiuti. La legge costituzionale deve viaggiare insieme ad una legge ordinaria che doti Roma delle risorse necessarie al suo status peculiare che la rendono differente da tutte le altre città italiane. Questo ci consentirà anche di ridefinire gli ambiti del decentramento e il ruolo dei municipi, territori grandi come una città che devono avere una propria autonomia di bilancio per rispondere ai bisogni dei cittadini.” L’innovazione tecnologica è uno strumento decisivo per una capitale moderna. Quali progetti o iniziative concrete state portando avanti per rendere Roma una città più digitale, accessibile e trasparente? Corbucci: “Negli ultimi anni Roma ha compiuto passi avanti significativi. Penso all’investimento imponente per dotare la città di una infrastruttura fondamentale come la rete 5G pubblica, che consente di sviluppare nuovi servizi per la mobilità, la sicurezza e la gestione dei rifiuti. Al Catasto digitale delle strade, che integra dati e immagini per migliorare manutenzioni e programmazione degli interventi. Ad Ucronia la sala operativa che ha fatto entrare l’Ama nell’era digitale migliorandone sensibilmente il servizio. Alla Sala di gestione integrata per traffico, emergenze e grandi eventi, cuore tecnologico della città che opera nell’ambito della sicurezza. E ancora a Julia, l’assistente virtuale multilingue che permette di dialogare con l’amministrazione in modo semplice e inclusivo e che nei prossimi anni semplificherà il rapporto fra cittadino e burocrazia. Sono progetti che traducono l’innovazione in un servizio concreto al cittadino, con l’obiettivo di costruire una capitale più efficiente, sostenibile e umana.” Roma Capitale si trova in un momento di grande trasformazione. Come immaginate la città del futuro dal punto di vista istituzionale e tecnologico? E quale contributo può dare la vostra Commissione per realizzarla? Melito: “Immagino una città che sia allo stesso tempo digitale e comunitaria: capace di usare l’intelligenza artificiale, i dati e le reti per migliorare la vita collettiva, ma senza perdere la propria anima sociale e culturale. Dal punto di vista istituzionale, vogliamo una Roma più autonoma, vicina ai municipi, capace di decidere in modo rapido e trasparente. La nostra Commissione lavora per costruire le regole, i processi e le piattaforme che rendano possibile tutto questo: dal governo, uso e protezione dei dati ai servizi digitali, fino ai percorsi partecipativi e di governance. Roma ha una forza unica: quella di saper innovare rimanendo sé stessa. Il nostro compito è far sì che la tecnologia diventi un mezzo per valorizzare questa identità e per risolvere problemi antichi con soluzioni smart. La persona resta per noi al centro di questa trasformazione epocale.”





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