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Gli inizi del Cristianesimo

di Alfredo Salucci

Numero 197 - Marzo 2019

Con la Rivelazione di Cristo si annunciava una vera rivoluzione in tutti i campi: religioso, sociale e culturale...


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Con la Rivelazione di Cristo si annunciava una vera rivoluzione in tutti i campi: religioso, sociale e culturale. Concetti come monoteismo, uguaglianza, creazione ex nihilo, antropocentrismo, peccato originale, resurrezione erano idee troppo “strane” per uomini cresciuti con la cultura e la filosofia soprattutto greca; mentre concetti come amore, provvidenza, male, materia, tempo, anima erano interpretati dal cristianesimo in modo completamente diverso dai pensatori greci. Immaginiamo per un attimo le persone del tempo. Avrebbero dovuto ricredersi su tante cose e rinunciare agli insegnamenti dei loro padri, ai loro déi, al loro modo di vivere e di pensare, alle loro certezze, almeno quelle che credevano di aver raggiunto. Per i filosofi greci il cosmo era dotato di anima e di vita come l’uomo, che non era la realtà più alta nell’universo, come suggeriva Aristotele. I Greci erano cosmocentrici non antropocentrici, inoltre ritenevano che nulla viene dal nulla. La materia era sempre esistita e c’era stato un dio che l’aveva plasmata e resa così come la vediamo. -taglio- Il Demiurgo, di cui parla Platone nel Timeo, aveva avuto proprio la funzione di “artefice dell’universo”, in pratica aveva messo in ordine il caos esistente. Per i cristiani, invece, la materia ha avuto un inizio, ed è stata creata da Dio dal nulla. Anche la concezione del tempo era diversa. Per il Cristianesimo il tempo è lineare con un passato, un presente e un futuro, ci sarà quindi una fine per tutte le cose. I Greci intendevano il tempo in modo circolare con un eterno ritorno. Gli Stoici affermavano che l’universo terminato il suo ciclo sarebbe deflagrato per poi ricominciare un nuovo corso. Circa la provvidenza, Socrate e Platone ne avevano parlato, mentre Aristotele ignorava questo concetto, come molti filosofi greci. Per gli Stoici la provvidenza coincideva addirittura con il fato. Per i cristiani, la provvidenza divina si dirige, oltre al creato, verso ogni singolo uomo, sui più umili, sui bisognosi e sugli stessi peccatori. Alla fragilità e all’insicurezza ellenistica, il cristianesimo sostituiva la sicurezza nell’Assoluto. La filosofia greca aveva anche svalutato la fede in credenza, doxa, e la conoscenza era la virtù per eccellenza dell’uomo; il Cristianesimo invece pone la fede sopra la scienza. Gli inizi del Cristianesimo, quindi, non furono facili anche perché i cristiani per diffondere la loro fede, molto innovativa, dovettero confrontarsi con una cultura e una filosofia ampiamente accreditate, in particolare con il pensiero platonico. Quanto sia stata difficile la predicazione degli apostoli, si può evincere -taglio2- leggendo Il discorso nell'Areòpago fatto da San Paolo ad Atene (Atti 17: 16-34). San Paolo si era recato ad Atene per diffondere il Vangelo. Fu colpito molto nel vedere una città piena di idoli. San Paolo iniziò la sua predicazione incontrando i giudei del posto, senza però tralasciare di parlare anche con le persone che incontrava nella piazza principale. Alcuni filosofi epicurei e stoici sentendolo discorrere si domandarono: “Che cosa vorrà mai insegnare questo ciarlatano?”. Allora fu condotto all’Areòpago, dove gli fu chiesto di spiegare la nuova dottrina che andava predicando. E San Paolo dichiarò: “Ateniesi, vedo che sotto ogni aspetto siete estremamente religiosi. Poiché, passando e osservando gli oggetti del vostro culto, ho trovato anche un altare sul quale era scritto: Al dio sconosciuto. Orbene, ciò che voi adorate senza conoscerlo, io ve lo annuncio”. Continuò a parlare del suo Dio che aveva creato il cielo e la terra e non abitava i templi costruiti dagli uomini. Infine, aggiunse che Dio invitava tutti gli uomini a convertirsi: “ …perché ha fissato un giorno, nel quale giudicherà il mondo con giustizia per mezzo dell'uomo ch'egli ha stabilito, e ne ha dato sicura prova a tutti, risuscitandolo dai morti”. Per i Greci sentire parlare di resurrezione dei morti era veramente troppo. Così alcuni lo derisero, altri si allontanarono dicendo: “Ti sentiremo su questo un’altra volta”. Comincia così, con un grande fallimento, l’incontro scontro del Cristianesimo con la cultura greca.





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