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GIUSY VERSACE

di Tommaso Martinelli

Numero 195 - Gennaio 2019

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Atleta, conduttrice ed impegnata in politica, dimostrazione vivente del fatto che nella vita non bisogna mai arrendersi


È una paladina dei diritti delle categorie sociali più deboli ed è anche un esempio di talento e caparbietà per chiunque, Giusy Versace. Da un po’ di anni a questa parte, ormai, è abituata a cambiare vita, non a caso, da qualche mese, dopo aver conseguito enormi traguardi nello sport, nel mondo dello spettacolo e del Sociale, è diventata deputato. La bella Giusy, con la sua proverbiale schiettezza, ci racconta l’ennesima, inaspettata e ambiziosa sfida che ha deciso di affrontare.

Sei stata testimonial dell’iniziativa Sorriso diverso delle donne, promossa dal Festival Tulipani di Seta Nera, e dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne...

“I diritti dei più deboli, donne e bambini in primis, vengono ancora calpestati nel 2019. Forse se ne parla troppo poco. Questi messaggi vanno portati nelle scuole innanzitutto, così da educare i più giovani al rispetto della vita, al rispetto di se stessi e degli altri. Iniziative come questa sono la chiave giusta per comunicare al giorno d’oggi.”

Avere il coraggio di ammettere la propria situazione di difficoltà e chiedere aiuto è fondamentale?

“Ho imparato su me stessa l’importanza di capire e abbracciare il dolore degli altri. Si chiama condivisione. Se tu sei anche solo un filo più forte degli altri puoi dar loro un grande aiuto. Dopo il mio incidente, ho lottato per vivere. Non volevo sopravvivere, volevo vivere, in armonia con me stessa e con gli altri. Ho avuto il coraggio di chiedere aiuto. Quando ero terrorizzata all’idea di perdere la capacità di governare la mia mente per quello che mi era successo, ho telefonato a mio padre e ho chiesto aiuto. Avevo più paura di perdere la lucidità che non quella di dover vivere con due gambe artificiali.”

Da qualche mese, hai cominciato, per l’ennesima volta, una nuova vita. Da marzo, infatti, sei una parlamentare della Repubblica. Che effetto ti fa?

“Ho preso molto sul serio questo nuovo impegno. Non sono stata io a cercare la politica, ma viceversa. Mi sono subito appassionata a questa nuova vita con lo scopo di prestare voce a chi non ce l’ha, di accendere i riflettori su questione che magari altri non reputano prioritarie. Ho capito anche che la politica è come il calcio...”-taglio-

In che senso?

“Appena palesi la tua fede, c’è qualcuno che si lamenta. Le persone intelligenti, che magari hanno un credo politico diverso dal mio, mi hanno sostenuta e augurato buona fortuna. Quelli più ignoranti mi hanno detto che prima mi stimavano, ora non più. Io da parte mia sto ricoprendo questo ruolo con grande impegno. É chiaro che è capitato talvolta di pensare ‘ma chi me l’ha fatto fare?’, ma ho una forma mentis da atleta e quindi so di dover dare il meglio per tutti quelli che hanno creduto in me e che mi considerano un punto di riferimento. Sto portando avanti un progetto per aiutare i disabili ad approcciarsi allo sport e ho visto approvata all’unanimità una mia mozione contro la violenza sulle donne, sottolineando l’importanza del supporto psicologico gratuito.”

La prima volta che sei entrata in aula a Montecitorio che cosa hai provato?

“Mi sono sentita lillipuziana per l’importanza e la sacralità del luogo. Lì dentro si è fatta davvero la storia del nostro Paese. Mi tremavano persino le gambe... che non ho (ride, ndr)!”

La tua è una storia di rinascita, di vittoria sul dolore. Il tragico incidente automobilistico in cui hai perso le gambe, ti ha poi spalancato le porte su una vita diversa e, sotto molti aspetti, persino migliore di quella precedente...

“Un po’ di tempo fa ho scritto un libro, edito da Mondadori, che ho intitolato con un’espressione che è diventata poi il motto della mia vita. Della mia seconda vita: ‘Con la testa e con il cuore si va ovunque’. E io l’ho sperimentato sulla mia pelle. Con un cuore pulito e una testa forte puoi fare qualsiasi cosa. Credevo di aver perso tutto quella notte, per me è stato devastante ed è stato complicato il processo di ricostruzione di me stessa e della mia vita.”

Come sei riuscita a portare avanti con successo questo percorso di “rinascita”?

“Grazie ai miei cari, allo sport e alla fede, ce l’ho fatta. L’incidente è stato un doloroso spartiacque e ha diviso la mia vita a metà: la Giusy di oggi e quella di ieri. Se oggi mi guardo allo specchio e ho ancora voglia di sorridere, se vado in spiaggia infischiandomene del fatto di avere un paio di gambe finte, lo devo alle tante persone che mi sono state vicine e che sono state decisive nella volontà di reagire a tutto quello che mi era successo. Quando prego Dio non gli chiedo di tornare indietro. In tutti questi anni, infatti, ho imparato più di quanto si possa fare in una vita intera. Non lo supplico di riavere le mie gambe indietro, so bene che non sarebbe possibile, gli chiedo, invece, di conservarmi questa forza e di poter aiutare gli altri che vivono la mia stessa condizione a sollevarsi dal baratro della disperazione e a costruirsi, sia pure con fatica, una nuova felicità. Io ho sperimentato su me stessa che ciò è possibile.”

Nel tuo curriculum, tra tante vittorie sportive, ne spicca una televisiva a Ballando con le stelle...

“Quell'impegno televisivo l'ho affrontato con grande incoscienza e tanta voglia di divertirmi. Ci ho pensato molto prima di partecipare a Ballando, ero perplessa e avevo parecchi dubbi. Temevo di non essere all’altezza e non volevo fare figuracce. Il sostegno di tutti i miei cari, però, ha spazzato via ogni dubbio e mi ha convinta a vivere quell'esperienza con la voglia di lanciare un importante messaggio. Cerco continuamente di spronare tante persone a uscire fuori e a osare e non potevo certo tirarmi indietro io. Se la mia partecipazione a Ballando è servita da esempio e offrire anche un piccolo stimolo a chi vive quotidianamente la disabilità, allora ho vinto la mia personale battaglia.”

Hai anche condotto la Domenica sportiva: con quale spirito hai affrontato questa importante sfida professionale?

“Come ho sempre fatto durante ogni gara, al momento dello sparo, partendo a razzo avendo come unico riferimento l’obiettivo e dimenticandomi di tutto il resto. Entusiasmo, grinta e volontà di superare i miei limiti non mi sono mai mancati, sono dei miei punti di forza e ho cercato di impiegarli anche in trasmissione. Le sfide non mi hanno fatto mai paura.”

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“Entusiasmo, grinta e volontà di superare i miei limiti non mi sono mai mancati, sono dei miei punti di forza”

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