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Giovanni Amico

di Tommaso Martinelli

Numero 216 - Dicembre 2020 Gennaio 2021

Il produttore cinematografico con la sua Twisterfilm sta acquisendo sempre più consensi per gli interessanti progetti che propone. Un percorso editoriale attento alla qualità


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Dopo tanta attesa, su Amazon Prime Video è disponibile il nuovo film diretto da Riccardo Grandi "Weekend". Tra le case produttrici della pellicola c'è la Twisterfilm di Giovanni Amico, che racconta con entusiasmo questo nuovo progetto cinematografico. Il produttore di origini siciliane, -taglio-che in questo periodo si sta dedicando anche alla docuserie “Allevi in the jungle”, per RaiPlay, si racconta ad Albatros. Giovanni, come nasce “Weekend”? “Weekend” rappresenta un ritorno al film di genere, in linea con il percorso editoriale intrapreso da Twisterfilm. Si tratta di un progetto nato quasi due anni fa proprio nella nostra factory: insieme al regista Riccardo Grandi, abbiamo scelto il team di sceneggiatori che lo hanno sviluppato. Successivamente è stata attivata una coproduzione internazionale con Camaleo e Showlab per l’Italia e A.B. film per l’Albania. Il cerchio è stato chiuso con l’arrivo di Eagle Pictures per la distribuzione cinematografica.” Il film non ha godrà del clima della sala cinematografica, dispiaciuto? “All’inizio lo abbiamo vissuto come un dispiacere. Allo stesso tempo, però, l’uscita come Amazon Exclusive rappresenta un’ottima opportunità, considerato che ad oggi Amazon è una delle piattaforme più seguite dal grande pubblico, sempre attenta alla qualità dei prodotti che propone. La presenza in esclusiva su Amazon, inoltre, aggira quell’ostacolo che si trovano di fronte quei film che non potendo uscire al cinema sono costretti a restare in un cassetto, rischiando di compromettere il potenziale di tutta l’operazione.” Non solo Amazon Prime Video. Twisterfilm collabora attivamente anche con altre piattaforme digitali… “Abbiamo iniziato una collaborazione proficua con RaiPlay, in particolare dopo l’incontro con Giovanni Allevi. Il Maestro ha voluto mettersi in gioco con noi: dopo aver fatto insieme spot pubblicitari che celebravano la sua città, Ascoli Piceno, abbiamo scritto e prodotto una docuserie che lo vede protagonista: “Allevi in the Jungle”, in uscita a breve su RaiPlay.” Oggi, comunque, la pubblicità continua ad avere un ruolo chiave per la Twisterfilm… “Quando sono arrivato alla Twisterfilm, questa si occupava prettamente di produzione di spot. E in quel periodo, era come se fossi stato vittima della pubblicità, perché non mi piaceva farla. Poi, invece, più passava il tempo e più mi piaceva occuparmi di spot. Mi piaceva maneggiarla, la pubblicità. E così, ho cominciato a fare il produttore di contenuti pubblicitari e di commercial di vario tipo e sono arrivati clienti importanti come Tim, Poste Italiane, FCA, continuando la proficua collaborazione con Sky Promo e le più importanti agenzie milanesi. Abbiamo, per esempio, prodotto per due anni di seguito le prime TLP live sul palco dell’Ariston, a Sanremo, con il corpo di ballo e la voce di Mina. Da lì, non ci siamo più fermati, continuando a produrre per altri clienti importanti e allargandoci al branded content sia digital che TV.-taglio2- Dopodiché, per attitudini, sogno e per la crescita esponenziale di Twisterfilm, abbiamo allargato sempre di più il gruppo di lavoro, incrementando gli spazi con una sede a Milano, collaborando con Prodea e Showlab. A Roma, invece, gli spazi sono due: uno di produzione e l’altro che resta la nostra factory creativa.” Come nasce la passione per la tua professione? “Il mondo del cinema e dell’intrattenimento mi hanno sempre appassionato, sin da bambino. Sono nato in Sicilia, in un paesino sui Monti Sicani, e come tutti gli adolescenti siciliani negli anni Novanta vivevo il mito dei grandi registi cinematografici come Giuseppe Tornatore, Gabriele Salvatores e soprattutto il cinema indipendente e cooperativo di Giuseppe Ferrara. A livello internazionale, invece, credo di aver consumato le VHS di gangster-movie americani, soprattutto quelli di Martin Scorsese e Quentin Tarantino, a cui ho dedicato anche un mio tatuaggio. I miei studi, di conseguenza, non potevano non riguardare il mondo della settima arte. Dopo il mio trasferimento a Roma ho fondato un’etichetta con cui ho iniziato a produrre cortometraggi e webserie e facendomi le ossa nelle varie produzioni importanti. Sei anni fa, mosso dal desiderio di entrare in una società di produzione, ho acquistato delle quote della Twisterfilm: con il mio ingresso, che mi ha visto poi in veste di amministratore delegato, la società non si è occupata più solo di spot televisivi ma si è aperta alla produzione di contenuti originali e speciali nel campo dell’intrattenimento, come i programmi TV. Dopo un paio di documentari, inoltre, la Twisterfilm ha volto lo sguardo all’area cinema decidendo di produrre “Weekend”.” Quanto è difficile produrre in un anno complicato come il 2020? “Molto complicato, visto che per l’emergenza legata al Coronavirus si devono rispettare diversi nuovi protocolli. Insomma, è aumentato il rischio di produzione, nel senso che si può anche partire con la lavorazione di un film ma poi per tante ragioni legate alla pandemia in corso si rischia di fermarsi. Per fortuna, siamo riusciti a trovare delle linee standard di sicurezza, soprattutto preventive.” Prossimi progetti all’orizzonte? “Sicuramente continueremo a collaborare con Giovanni Allevi. In più, sul fronte dell’intrattenimento, stiamo lavorando su nuovi programmi televisivi che prossimamente andranno in onda su Rai e Mediaset, ma anche su due nuovi film. Uno di questi s'intitola "Il predatore" ed è liberamente ispirato alla storia del più famoso serial killer italiano, Gianfranco Stevanin.”





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