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Gianluca MECH

Oltre le apparenze

di Tommaso Martinelli

Numero 199 - Maggio 2019

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Unico erede di una tradizione erboristica famigliare plurisecolare, è Presidente dell'omonima azienda Gianluca Mech S.p.A. e ideatore del metodo dimagrante Tisanoreica


Guru delle diete, scrittore, conduttore e tanto altro ancora. Stiamo parlando dell’imprenditore e divulgatore scientifico Gianluca Mech, l’ideatore della dieta Tisanoreica, ormai un volto amato del piccolo schermo… e non solo. Impegnato in tv su La7 con la trasmissione del weekend “Belli dentro belli fuori”, che sta ottenendo un ottimo riscontro da parte del pubblico, Mech, infatti, ha trovato il tempo di pubblicare un libro “La pubblicità è un gioco” in cui suggerisce come scegliere il percorso migliore per comunicare nel modo più efficace i prodotti di un’azienda. Quello, insomma, che ha portato anche lui ad essere uno degli imprenditori più corteggiati in tutto il mondo.

Sei uno dei pochi esempi in Italia di imprenditore il cui successo va di pari passo con quello nel mondo dello spettacolo. Come vivi questa cosa?

“In realtà è un obiettivo che ho cercato di raggiungere io, rientra nel mio progetto di marketing. Rappresento un prodotto particolare che ha bisogno di essere spiegato e che, come l’imprenditore, deve farsi conoscere, deve parlare ai consumatori cercando anche di adattarsi ai contesti televisivi in cui trova spazio. Se mi invitano in un programma di approfondimento scientifico mi rapporto al pubblico che mi segue in maniera precisa e puntale mentre in una trasmissione di intrattenimento cerco di essere più ‘leggero’ e divertente.”

Quali sono gli ingredienti del tuo successo?

“Il mio percorso, rispetto a tanti imprenditori del passato che hanno messo sempre in primo piano i loro prodotti puntando tanto sulla pubblicità, è volto da sempre a far conoscere ai clienti non tanto l’imprenditore ma la persona. Non a caso la scelta di partecipare anche a due reality, ‘Boss in incognito’ e l’esperienza molto difficile de Ìl’Isola dei Famosi’, rientra proprio in questa strategia. Alle piccole-medie aziende – che rispetto alle grandi multinazionali hanno meno soldi da investire – consiglio proprio di puntare sull’immagine, mostrare l’anima.”

Quando hai capito quale fosse la strada giusta da intraprendere?

“Ammetto che l’ho capito sin dall’inizio anche se avevo poca fiducia in me stesso. Quando non ho avuto più paura di seguire le mie idee e non mi sono fatto più condizionare dagli altri la strada non è stata più in salita. Tutti abbiamo dei sogni e degli obiettivi però la maggior parte delle volte non ci ascoltiamo perché abbiamo paura del giudizio di chi ci circonda. Se proprio dobbiamo seguire dei consigli ascoltiamo quelli di persone più sagge!”

Quando c’è stato questo sblocco per te?

“Intorno ai 40 anni. Fino ad allora tutte le mie aspirazioni e sogni, legati anche al mondo dello spettacolo, erano considerati stupidaggini. Quando ho preso più consapevolezza di me stesso, ho capito che quello che volevo fare era giusto e sono andato dritto per la mia strada. Un imprenditore ha il diritto di sbagliare, non si può soffocare la sua mente creativa.” -taglio- Guardandoti indietro, c’è qualcosa che non rifaresti o che rifaresti in maniera differente?

“Del senno di poi son piene le fosse! (ride ndr). Ci sono sicuramente delle cose che non rifarei ma non hanno avuto un valore fondamentale per me. Sono dei piccoli incidenti di percorso che se potessi tornare indietro avrei evitato. La cosa migliore sarebbe avere accanto un buon consigliere: in un bel libro ‘Padre ricco padre povero’ si spiega che avere un papà ricco non serve per i soldi che ti mette a disposizione ma per i consigli che ti dà sui soldi. Ecco, se avessi avuto i suggerimenti di un papà ricco forse avrei evitato un po’ di fregature.”

Il titolo del tuo ultimo libro “La pubblicità è un gioco” è tutto un programma…

“Questo libro nasce con l’obiettivo di dare dei consigli alle piccole-medio aziende per non rinunciare al proprio marchio, obiettivo a mio avviso fondamentale. Vengo da una realtà, quella del nord-est, dove ci sono tante piccole aziende che pensano che avere dei marchi sia una prerogativa solo di grandi multinazionali, limitandosi così a fare i ‘terzisti’. Questo significa non essere liberi. Un marchio, infatti, ti dà una libertà fondamentale che è quella di seguire il proprio cliente secondo quello che l’imprenditore pensa sia meglio fare.”

Ultimo, ma non ultimo, grande successo su La7 per il programma “Belli dentro belli fuori”

“Un successo che condivido con due donne dalla grande professionalità: Roberta Capua e Margherita De Bac. Siamo riusciti a creare un prodotto sperimentale, a metà strada tra un talk show e un programma di approfondimento scientifico. Il nostro obiettivo è quello di spiegare in maniera attraente e chiara l’argomento che trattiamo in ogni puntata. Siamo tre figure diverse che si integrano molto bene: Roberta è una splendida padrona di casa, Margherita tratta i vari argomenti della settimana inerenti alla salute e io che cerco di spiegare al pubblico a casa come quella notizia sulla salute influisce sulla vita di tutti i giorni. Il nostro programma, inoltre, credo sia molto importante perché ha rimesso al centro dell’informazione scientifica la figura del giornalista che garantisce la correttezza delle informazioni. Proprio Margherita De Back, alla fine, si prende la responsabilità di dare un parere giornalistico sulle notizie che vengono date.”

Hai fatto tanti incontri importanti nel corso della tua carriera. Di Sarah Ferguson qual è la cosa che ti ha colpito di più?

“Sarah è per prima cosa una brava mamma. Di lei si conosce soltanto l’aspetto pubblico, legato alle vicissitudini della casa reale, mentre si conosce poco questo lato più intimo. È molto materna non solo con le figlie ma anche con i bambini poveri, a cui si dedica tanto. Non solo: la duchessa si sta battendo molto contro l’obesità infantile, una vera piaga nella nostra società.”

Qualcuno che non hai avuto ancora la fortuna di conoscere o con cui ti piacerebbe collaborare?

“Una collaborazione la vedo dura ma mi piacerebbe conoscere Piero Angela e Pippo Baudo, due grandi professionisti. Sarebbe un grande onore per me.”

Dopo aver raggiunto tanti traguardi, quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

“In Italia credo di aver fatto tanto e quindi nei prossimi anni il mio sguardo sarà sicuramente rivolto all’estero. Ho già cominciato negli Stati Uniti, Spagna, Portogallo, Romania e Moldavia e ho girato anche un film che sarà un sorpresa per tutti.”

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“Quando non ho avuto più paura di seguire le mie idee e non mi sono fatto più condizionare dagli altri la strada non è stata più in salita”

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