“Leonardo da Vinci, il maestro dell’acqua”: al Clos Lucé un’esposizione che dialoga con il futuro
Dal 6 giugno al 13 settembre 2026 il Castello di Clos Lucé, ultima dimora di Leonardo da Vinci ad Amboise, ospita la mostra temporanea “Leonardo da Vinci: Il Maestro dell’Acqua”, -taglio- un percorso immersivo dedicato a uno degli aspetti più affascinanti dell’opera del genio rinascimentale: il suo studio dell’acqua. Per oltre quarantacinque anni Leonardo osservò e analizzò correnti, vortici, onde e fenomeni naturali, sviluppando intuizioni che anticiparono alcuni principi dell’idrodinamica moderna. Le sue ricerche, sorprendentemente attuali, affrontano temi oggi centrali come la gestione delle risorse idriche, la prevenzione dei rischi naturali e l’utilizzo sostenibile dell’acqua. «La nostra missione è trasmettere l’eredità, la memoria e la conoscenza universale di Leonardo da Vinci», afferma François Saint Bris, presidente del Castello di Clos Lucé – Parco Leonardo da Vinci. «L’acqua occupa un posto fondamentale nel suo pensiero. Leonardo è stato un vero pioniere nel suo studio e, come lui stesso scriveva, è la forza motrice di tutta la natura». La mostra, allestita su una superficie di 330 metri quadrati, presenta opere e documenti eccezionali, tra cui due fogli originali del Codice Atlantico concessi in prestito dalla Biblioteca Ambrosiana di Milano. I disegni illustrano macchine per il sollevamento dell’acqua, come la celebre vite di Archimede, e testimoniano la continua ricerca di Leonardo volta a migliorare le tecnologie esistenti.-taglio2- Attraverso sei sezioni tematiche, il percorso esplora la visione di Leonardo dell’acqua come elemento capace di modellare il paesaggio, generare energia e favorire lo sviluppo delle città. Ampio spazio è dedicato alle sue invenzioni idrauliche, ai progetti di canali e infrastrutture, agli studi sui vortici e ai fenomeni della dinamica dei fluidi. Modelli interattivi, installazioni multimediali, animazioni 3D e una scenografia immersiva permettono ai visitatori di entrare nel laboratorio del Maestro e comprendere la straordinaria modernità del suo pensiero. Curata da Pascal Brioist, professore di Storia moderna presso il Centro di Studi Superiori sul Rinascimento dell’Università di Tours, e da Andrea Bernardoni, professore di Storia della scienza e della tecnica all’Università dell’Aquila e collaboratore del Museo Galileo di Firenze, la mostra si propone non solo come un viaggio nell’universo leonardesco, ma anche come una riflessione sulle grandi sfide ambientali del XXI secolo. Un invito a riscoprire l’attualità di un genio che vedeva nell’osservazione della natura la chiave per comprendere il mondo e costruire il futuro.